App Store anti-competitivo? Ecco la risposta piccata di Apple a Spotify

App Store anti-competitivo? Ecco la risposta piccata di Apple a Spotify

Gli avvocati di Apple rispondono a tono alle pesanti accuse di Spotify mosse qualche giorno fa. Secondo i legali di Cupertino non ci sono i requisiti per denunciare una violazione delle norme vigenti negli Stati Uniti

di Nino Grasso pubblicata il , alle 13:58 nel canale Apple
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Nei giorni scorsi Spotify ha lanciato alcune accuse pesanti nei confronti di Apple sulle norme che regolano App Store. Le accuse erano state scritte all'interno di una lettera che la società svedese ha inviato a più destinatari, ed erano relative alla negazione della pubblicazione di un aggiornamento dell'app Spotify sulla piattaforma iOS (trovate un approfondimento qui). Apple non poteva ovviamente rimanere in silenzio, e non abbiamo dovuto aspettare molto per ricevere il suo intervento.

Lo scontro è avvenuto fra gli avvocati delle rispettive società: dalla parte di Apple Bruce Sewell, da quella di Spotify Horacio Gutierrez. Il primo ha inviato una lettera al secondo, in cui si legge che Apple è delusa dagli attacchi pubblici mossi dalla società svedese, e preoccupata del fatto che Spotify stia di fatto richiedendo deroghe personalizzate a regole che vengono applicate senza sconti di varia natura a tutti gli sviluppatori di app che affrontano App Store.

"Non ci può essere alcun dubbio che Spotify abbia tratto enormi benefici dalla sua associazione con App Store", scrive l'avvocato della Mela. "Da quando è stata pubblicata nel 2009, la piattaforma di Apple vi ha concesso oltre 160 milioni di download risultando in centinaia di milioni di dollari di fatturato aggiuntivo. Ed è per questo che troviamo preoccupante che voi chiediate delle deroghe a regole che vengono applicate per tutti gli sviluppatori e che ricorriate a rumor e mezze verità sul nostro servizio per accusarci".

L'avvocato poi continua: "Le nostre linee guida aiutano la competizione, non la danneggiano. Il fatto che siamo in competizione non ha mai influenzato il modo in cui Apple tratta Spotify o altri competitor di successo come Google Play Music, Tidal, Amazon Music, Pandora o le numerose altre applicazioni su App Store che distribuiscono musica digitale". Sewell poi sottolinea che Spotify chiede qualcosa di "semplicemente ingiusto e irragionevole", ovvero avvantaggiarsi gratuitamente dei "benefici del duro lavoro di Apple".

Le regole di App Store esistono da parecchio tempo, da anni prima del debutto di Apple Music e, di recente, sono state introdotte delle novità a tutto vantaggio degli sviluppatori (la riduzione dello split del 70-30 all'85-15 per gli abbonamenti di più di un anno). Parlando dello specifico caso del famoso aggiornamento rifiutato Sewell spiega che lo stesso includeva una modalità d'aggiornamento realizzata in maniera apposita per aggirare le norme di acquisto in-app presenti su App Store. Modalità ritenuta in violazione delle norme dello store digitale.

"La feature è stata introdotta solo con l'obiettivo di aggirare il pagamento nei confronti di Apple per l'uso di App Store, inviando un'email agli utenti e indirizzandoli ad abbonarsi su Spotify attraverso il sito web", scrive l'avvocato di Apple. "Una chiara violazione dei termini a cui ogni altro sviluppatore aderisce". Secondo Sewell la condotta di Apple è senza macchia e "non c'è nulla nel comportamento della società pari ad una violazione delle leggi antitrust vigenti", come invece vorrebbe Spotify nelle accuse pubbliche mosse alla compagnia di Cupertino.

Di contro gli svedesi parlavano di "gravi danni" al proprio sistema di business con il rifiuto dell'aggiornamento su App Store, pratica apparentemente commessa secondo i legali della società per avvantaggiare di riflesso Apple Music. La questione potrebbe non concludersi così facilmente con Spotify che potrebbe decidere di andare ancora più a fondo con scelte ancora più radicate ed estreme nei confronti di Apple e i suoi iOS e App Store.

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19 Commenti
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calabar04 Luglio 2016, 14:12 #1
Io ancora non ho capito una cosa: esistono altre applicazioni sull'App Store che non offrono la possibilità di acquisti in app ma che offrono abbonamenti/acquisti premium al di fuori dello store?
qboy04 Luglio 2016, 14:17 #2
qui spotify ha torto.
FirePrince04 Luglio 2016, 14:22 #3
Spotify ha torto, e quella lettera pubblica che cercava di infangare Apple e' stata una porcata.
M4R1|<04 Luglio 2016, 14:28 #4
Su AppStore le regole sono molto chiare e valgono per tutti, dagli sviluppatori indipendenti, alle gigantesche software house come Microsoft ed Adobe.
Spotify sta sbagliando.
Simonex8404 Luglio 2016, 14:31 #5
Il bello poi è che Spotify non può permettersi neanche di togliersi dallo store perchè ci smenerebbe di più lei stessa, quindi non ha in mano nessuna arma per "minacciare" Apple per ottenere ciò che vuole, deve sottostare alle regole come tutti gli altri.
ambaradan7404 Luglio 2016, 14:33 #6
Spotify ha ottenuto quello che voleva, ovvero far passare il messaggio che se ti abboni dal sito e non dall'App paghi meno.
gavazza04 Luglio 2016, 18:30 #7
Il fatto che le regole siano quelle non significa che Spotify abbia torto. Questo è il genere di questioni che hanno portato a interventi in altri settori, come ad esempio la separazione della proprietà dei binari da quella dei treni.
Apple Music dovrebbe essere una società separata e dovrebbe pagare le commissioni ad Apple, come fa Spotify.
calabar04 Luglio 2016, 18:51 #8
Concordo con gavazza.
Spotify avrebbe sicuramente torto se tali regole valessero per tutti, ma in realtà non valgono per tutti. Anzi, in particolare, non valgono per un diretto concorrente: Apple, con il suo Apple Music.
Essendo Apple Music di Apple, questo servizio non è penalizzato dal fatto di dover pagare ad Apple la quota dello store, rendendo la competizione iniqua.

PS: qual'è la differenza di prezzo tra spotify sull'App Store e sul loro sito?
PPS: qualcuno sa rispondere alla domanda che ho fatto sopra? (post #2 o risposta #1)
Simonex8404 Luglio 2016, 18:54 #9
Originariamente inviato da: calabar
Concordo con gavazza.
Spotify avrebbe sicuramente torto se tali regole valessero per tutti, ma in realtà non valgono per tutti. Anzi, in particolare, non valgono per un diretto concorrente: Apple, con il suo Apple Music.
Essendo Apple Music di Apple, questo servizio non è penalizzato dal fatto di dover pagare ad Apple la quota dello store, rendendo la competizione iniqua.




Originariamente inviato da: calabar

PS: qual'è la differenza di prezzo tra spotify sull'App Store e sul loro sito?
PPS: qualcuno sa rispondere alla domanda che ho fatto sopra?


9,99 contro 12,99
ambaradan7404 Luglio 2016, 19:23 #10
Originariamente inviato da: Simonex84


Non ha tutti i torti.
In pratica Apple propone un servizio di streaming musicale e prende la percentuale sugli abbonamenti dei servizi concorrenti.

In teoria e' un pratica anticoncorrenziale scorretta, visto che c'e' un confilitto di interesse.

Dovrebbero per lo meno lasciare la possibilita' , in caso di un servizio simile a quello offerto da Apple, di linkare al sito con le offerte. Impedire questo e' un po al limite.

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