Number portability: a che punto siamo?

Number portability: a che punto siamo?

Un piccolo sommario riguardante i fatti accaduti in settimana nell'ambito delle trattative per l'accordo tra gli operatori mobili.

di pubblicata il , alle 10:42 nel canale Uncategorized
 

Nei giorni scorsi sono circolate alcune notizie riguardante la tanto desiderata e tanto rimandata "Number Portability".

L'Authority delle telecomunicazioni e i gestori mobili stanno operando per riuscire a trovare delle posizioni comuni e poter così stringere un accordo in poco tempo. Ma, come è ovvio pensare, la trattativa procede non senza intoppi.

Marco De Benedetti, amministratore delegato di TIM, ha annunciato, nei giorni scorsi, che il primo operatore italiano provvederà ad inizare le fasi di test nel mese di febbraio per arrivare a offrire il servizio completo da maggio.

Anche Omnitel, di contro, ha annunciato di iniziare i suoi test nei giorni tra il 18 e il 28 febbraio e di voler arrivare già del 15 di aprile a fornire il servizio completo e funzionante. Secondo un portavoce di Omnitel questa soluzione "permetterà di rendere operativa progressivamente la delibera dell'Autorita' che impone la partenza del servizio entro il 30 aprile''.

Blu ha avanzato delle grosse perplessità in merito alla trattativa. Secondo il più giovane dei gestori mobili italiani, infatti, non esiste una posizione comune poichè controversi sono i pareri che riguardano il costo dell'operazione e il numero di soggetti che in una giornata potranno cambiare operatore mantenedo il vecchio numero. Blu ha comunque rimarcato la propria intenzione di non voler giungere a soluzioni affrettate o approssimative.

Tuttavia, mercoledì 16 gennaio il quotidiano "La Repubblica" ha pubblicato alcune indiscrezioni secondo le quali gli operatori sarebbero riusciti a giungere ad un accordo, nella nottata tra martedì e mercoledì, secondo il quale il costo dell'operazione girerà intorno ai 30-35 € anche se le società avranno facoltà di deliberare in modo autonomo quale sarà il prezzo imposto al nuovo abbonato che vuole conservare il vecchio numero. Queste stesse indiscrezioni sono state smentite nella stessa giornata da Wind.

Anche H3G, il gestore di servizi UMTS che presto entrerà operativamente nel mercato italiano, ha esposto le proprie contestazioni soprattutto per quanto riguarda il costo dovuto dal gestore che "acquista" un cliente a quello che lo perde. Secondo H3G, infatti, i 30-35 €, suggeriti dalla maggior parte degli operatori, sono eccessivi se rapportati al costo applicato alla telefonina fissa (ovvero 10€) e, sempre secondo H3G, non vi sono motivazioni per le quali la "number portability" della rete mobile debba avere un costo superiore a quella della rete fissa.

A detta di tutti gli operatori, comunque, non si è lontani dall'accordo; resterà solamente da vedere quale tra i due, il mercato o il cliente, trarrà maggior vantaggio da questa operazione.

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