Grokster annuncia la propria radio P2P

Grokster annuncia la propria radio P2P

In arrivo una nuova radio basata su tecnologia peer-to-peer. Che, secondo le dichiarazioni, pare essere perfettamente legale

di pubblicata il , alle 17:55 nel canale Uncategorized
 

Grokster, divenuto celebre grazie all' omonimo software P2P per lo scambio di files su Internet, ha annunciato ieri il lancio del nuovo sistema di radio Peer To Peer. In particolare, "Grokster Radio" si basa su una tecnologia sviluppata per il sistema di radio P2P più famoso d'oltre-oceano, "Mercora".

Grokster Radio permette agli utenti di creare le proprie stazioni radio che in seguito possono essere ascoltate da milioni di utenti nel mondo attraverso lo stesso software con una qualità audio vicina a quella del CD. Il sistema sembra abbastanza interessante ed è completamente legale, infatti Grokster afferma di aver ottenuto una licenza che gli permette di diffondere pezzi musicali protetti dai diritti d'autore e quindi nel rispetto del DMCA (Digital Millenium Copyright Act).

La società precisa che "Grokster Radio" resterà un sistema P2P legale, perché pagherà le associazioni responsabili della retribuzione dei diritti d'autore, nonostante il software continuerà ad essere gratuito per l'utente finale.

Attualmente, Grokster Radio e Mercora non contengono pubblicità e sono completamente gratuiti, si ignora dunque come questi due servizi riusciranno a ricavare dei profitti finanziari dal loro successo. Per saperne di più, visitare il sito di Grokster.

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9 Commenti
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peler17 Novembre 2004, 18:53 #1
loro dicono:
Grokster Radio permette agli utenti di creare le proprie stazioni radio che in seguito possono essere ascoltate da milioni di utenti nel mondo


e dopo dicono che:
La società precisa che "Grokster Radio" resterà un sistema P2P legale, perché pagherà le associazioni responsabili della retribuzione dei diritti d'autore, nonostante il software continuerà ad essere gratuito per l'utente finale.


ma ora sorge una domanda: il software può essere legale, ma chi possiede gli mp3, li diffonde e non ha pagato i diritti d'autore cosa gli succede??? cioè la Grokster ha pagato i diritti al suo posto o cosa???

Grazie
canapa17 Novembre 2004, 20:06 #2
Originariamente inviato da peler


ma ora sorge una domanda: il software può essere legale, ma chi possiede gli mp3, li diffonde e non ha pagato i diritti d'autore cosa gli succede??? cioè la Grokster ha pagato i diritti al suo posto o cosa???

Grazie



Magari si riferiscono alla musica comprata legalmente e non ad eventuali MP3 scaricati.

Comunque, tornando alla news. mi sembra una ottima notizia.
Forse qualcuno sta cominciando ad sfruttare intelligentemente il P2P.
Dopo Skype ora arriva questo.
Vedremo.
jappilas17 Novembre 2004, 20:38 #3
soprattutto mi pare sia radicata una certa convinzione, che 'peer to peer' sia sinonimo di 'filesharing'
quando invece per peer to peer si intende "semplicemente" una paradigma implementativo di applicazioni distribuite, non asimmetrico e "uno a molti" qual' è quello client-server , ma piuttosto uno a uno o meglio molti a molti, attraverso i cosiddetti servent

quindi in realtà il senso comune confonde il mezzo con il fine...
dantes7618 Novembre 2004, 00:13 #4
Originariamente inviato da Redazione di Hardware Upg
Link alla notizia: http://news.hwupgrade.it/13551.html

In arrivo una nuova radio basata su tecnologia peer-to-peer. Che, secondo le dichiarazioni, pare essere perfettamente legale

Click sul link per visualizzare la notizia.

si basa su mercora

mercora client
lo uso da un mesetto circa, carino come progetto:ti fai la tua play list e shari (solo ascolto i tuoi brani) ci stanno anche delle com e delle chat
sul fatto della durata di questo progetto non saprei:|
B|4KWH|T318 Novembre 2004, 00:51 #5
Se non erro dal punto di vista legislativo la possibilità di diffondere la musica è diversa dalla possibilità di metterla su un supporto. Quindi teoricamente potresti diffonderla ma non conservarla su un supporto.

Mi ricordo il caso della canzone "al mercato di bonn" di elio e le storie tese. Diffusa una sola volta da Radio Deejay e non uscita sul cd (e quindi su nessun supporto ufficiale) perchè i nipoti delle tipe che avevano inventato la canzone "tanti auguri a te" nn avevano dato l'autorizzazione (nella canzone veniva ripreso il motivo).
DioBrando18 Novembre 2004, 01:41 #6
Originariamente inviato da jappilas
soprattutto mi pare sia radicata una certa convinzione, che 'peer to peer' sia sinonimo di 'filesharing'
quando invece per peer to peer si intende "semplicemente" una paradigma implementativo di applicazioni distribuite, non asimmetrico e "uno a molti" qual' è quello client-server , ma piuttosto uno a uno o meglio molti a molti, attraverso i cosiddetti servent

quindi in realtà il senso comune confonde il mezzo con il fine...


o meglio la mala-informazione le accumuna confondendo le idee agli utenti ( che cmq a onor del vero potrebbero informarsi di +)

P2P = filesharing e aggiungo un'eguaglianza, = illegale

Questo è purtroppo il passaggio logico che in molti fanno...
peler18 Novembre 2004, 07:35 #7
Il mio ragionamento era ed è diverso.
Io non associo P2P a illegale, ma l'utilizzo che ne fa la maggior parte degli utenti è quello di scambiarsi materiale illegale, e questo è un dato di fatto.
Infatti mi domandavo se groster ha pagato e paga i diritti d'autore solo per la diffusione o anche per il possesso di mp3???

Comunque il P2P se utilizzato bene e sfruttato nel modo giusto può essere molto utile.
thoby18 Novembre 2004, 13:20 #8

Pero nessuno nega la possibilità di salvarlo su file la musica..

gromit6018 Novembre 2004, 13:34 #9
Originariamente inviato da B|4KWH|T3
Se non erro dal punto di vista legislativo la possibilità di diffondere la musica è diversa dalla possibilità di metterla su un supporto. Quindi teoricamente potresti diffonderla ma non conservarla su un supporto.


Sì, se paghi. Da un punto di vista legislativo, almeno in Italia, paghi comunque. Tanto è vero che anche se fai una festa privata e suoni della musica, anche solo con il "giradischi" comunque dovresti pagare alla SIAE. Discoteche, radio, televisione, eccetera non sono esenti dal pagare i diritti di autore. Che poi lo facciano forfettariamente è un altro discorso.

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