File Sharing tra diritto d'autore ed esigenze di Privacy

File Sharing tra diritto d'autore ed esigenze di Privacy

Abbandonando per un attimo la frenetica ricerca di novità in ambito software, ecco una sintesi dello spinoso panorama legislativo legato al P2P ed al diritto di autore

di pubblicata il , alle 16:20 nel canale Uncategorized
 

Su queste pagine siamo soliti segnalare novità più o meno importanti relative al mondo dell' IT e capita spesso che alcuni argomenti vengano spesso ripresi in varie news a distanza di parecchio tempo.

Uno degli argomenti più gettonati di recente è il P2P e tutte le problematiche emerse in merito al diritto d'autore.

Vi segnaliamo un articolo che propone in modo organico il passato ed il presente del fenomeno File Sharing, presentando alcuni assurdi legislativi ma anche alcuni abusi degli utenti.

L'articolo è sicuramente una lettura interessante che fornisce una visione globale del fenomeno, mettendo in rilievo le potenzialità assai positive legate al file sharing che ha il proprio apice nella facile condivisione di contenuti ed informazioni.

Fonte: Swzone.it

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30 Commenti
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DioBrando17 Settembre 2004, 16:47 #1
nel frattempo a proposito di privacy e legislazione su filesharing e p2p, stiamo ancora aspettando le modifiche sul testo normativo promesse da Urbani
JoJo17 Settembre 2004, 16:59 #2
Allora mi sa che puoi aspettare in eterno... segui PI per leggere le trovate che il nostro "amato" ministra spara ogni 2-3 giorni...
lucusta17 Settembre 2004, 17:17 #3
il nocciolo della questione e' solo l'arretratezza del diritto d'autore (che poi non e' piu' diritto dell'autore a guadagnare sulla propria opera, ma diritto di chi detiene i diritti dell'opera!), ed il mero conto matematico dei guadagni.
se io fossi una major aprirei un bel server e riverserei in digitale tutto il contenuto, scaricabile previo pagamento di un MODICO canone (non certo a singola opera).
Le major non riescono a farsi bene i conti in tasca:
prendiamo un film:
9/10 dei film che escono a gennaio al cinema hanno una vitita media nelle sale di una settimana, piu' una replica dopo un paio di mesi.
dopo 3 mesi sono in distribuzione sugli scaffali per la vendita su dvd o cassetta;
il mese dopo sono in affitto;
nello stesso periodo si possono trovare sui network chiusi (sat, tv via cavo, ecc).
al limite 6 mesi dopo stanno gia' sui network nazionali..
Dopo questo periodo vivranno di repliche sulle TV piu' o meno grandi, per un passaggi all'anno (per i primi anni).
L'utilizzo della rete renderebbe questi fruibili sempre, con bassissime spese di distribuzione, e con un guadagno costante.
nella pratica oggi un film "medio" ha una vita utile di 1 anno, raggiungendo ben poche persone; un domani potrebbe avere una vita utile decisamente piu' alta, con una disribuzione maggiore.
Quando capiranno che anche cosi' possono fare tanti soldi, non si accaniranno piu' sulla pirateria, in quanto questa sara' ben al di sotto della soglia della "convenienza" per gli uteni.
Carpix17 Settembre 2004, 17:38 #4
Ciao ragazzi, io ormai l'articolo non lo leggo nemmeno più, perchè il fatto è sempre lo stesso il p2p, danneggia l'economia e le vendite e va bene, però mica lo dicono le grandi case produttrici che un gioco appena uscito costa 80€.e secondo voi questa è una cosa giusta?
Per me no.
Lucrezio17 Settembre 2004, 17:51 #5
Originariamente inviato da lucusta
il nocciolo della questione e' solo l'arretratezza del diritto d'autore (che poi non e' piu' diritto dell'autore a guadagnare sulla propria opera, ma diritto di chi detiene i diritti dell'opera!), ed il mero conto matematico dei guadagni.
se io fossi una major aprirei un bel server e riverserei in digitale tutto il contenuto, scaricabile previo pagamento di un MODICO canone (non certo a singola opera).
Le major non riescono a farsi bene i conti in tasca:
prendiamo un film:
9/10 dei film che escono a gennaio al cinema hanno una vitita media nelle sale di una settimana, piu' una replica dopo un paio di mesi.
dopo 3 mesi sono in distribuzione sugli scaffali per la vendita su dvd o cassetta;
il mese dopo sono in affitto;
nello stesso periodo si possono trovare sui network chiusi (sat, tv via cavo, ecc).
al limite 6 mesi dopo stanno gia' sui network nazionali..
Dopo questo periodo vivranno di repliche sulle TV piu' o meno grandi, per un passaggi all'anno (per i primi anni).
L'utilizzo della rete renderebbe questi fruibili sempre, con bassissime spese di distribuzione, e con un guadagno costante.
nella pratica oggi un film "medio" ha una vita utile di 1 anno, raggiungendo ben poche persone; un domani potrebbe avere una vita utile decisamente piu' alta, con una disribuzione maggiore.
Quando capiranno che anche cosi' possono fare tanti soldi, non si accaniranno piu' sulla pirateria, in quanto questa sara' ben al di sotto della soglia della "convenienza" per gli uteni.


straquoto e aggiungo:
Perché un film vecchio, o meglio, un film che è già uscito in televisione non è legalmente scaricabile? In che modo scaricare "Don Camillo" o un film di Fellini o di Bergman può danneggiare il diritto di autore? Tanto è pieno di gente che li registra... a sto punto... non mi sembra nemmeno un qualcosa di illegale!
Stesso discorso per le canzoni, soprattutto se trasmesse in tv-radio...
cui prodest?
Muppolo17 Settembre 2004, 18:04 #6
Quei manager idioti a capo delle major non hanno saputo sopperire ad una pressante richiesta da parte del mercato: film e musica a prezzi sopportabili dall'utente.
Invece di alzare costantemente i prezzi, avrebbero potuto creare nuove formule di vendita a costi più bassi, o, come con iTunes, con l'ILLUSIONE di prezzi più bassi, cosa che va ugualmente bene, se accontenta un po' tutti.
Il trincerarsi dietro posizioni protezionistiche fa intuire che, per le major, fatti due conti, è più conveniente "assoldare" i governi per il loro vantaggio che fare del vero business intelligente.
Che tristezza...
Puoi mungere la vacca, ma non puoi anche falciarle il prato dove mangia.
Venerdì pomeriggio al lavoro, sto sclerando... ho proprio postato la fiera delle ovvietà.
FoxMolte17 Settembre 2004, 18:28 #7
però mica lo dicono le grandi case produttrici che un gioco appena uscito costa 80€



Morpheus ti risponderebbe : "Welcome to the Euro World"
goldorak17 Settembre 2004, 18:43 #8
Originariamente inviato da Carpix
Ciao ragazzi, io ormai l'articolo non lo leggo nemmeno più, perchè il fatto è sempre lo stesso il p2p, danneggia l'economia e le vendite e va bene, però mica lo dicono le grandi case produttrici che un gioco appena uscito costa 80€.e secondo voi questa è una cosa giusta?
Per me no.



Non esageriamo, d'accordo che siamo in Italia e che i prezzi rispetto alla media europea sono da ladrocinio ma non ho mai e poi mai visto un gioco nuovo per pc costare 80€.
E poi se non it va bene comprare qua esistono alternative legali tipo www.play.com etc...
Carpix17 Settembre 2004, 19:00 #9
Ciao goldorak, vuoi un espemio di gioco appena uscito che costava 80€ mafia per la play2 .
Io pultroppo l'ho visto
goldorak17 Settembre 2004, 19:14 #10
Originariamente inviato da Carpix
Ciao goldorak, vuoi un espemio di gioco appena uscito che costava 80€ mafia per la play2 .
Io pultroppo l'ho visto



Su play viene 25€ comprese le ss.
Nessuno ti obbliga a comprare qua il gioco ma ti capisco, anni fa' comprai Metal gear Solid 2 per ps2 a 72€ presso la mondadori di milano.
Prima e ultima volta, mi e' servito di lezione visto che non conoscevo play e mi rassegnavo a comprarli qua ma adesso non piu'.

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