Battaglie legali SOCAN e ISP sul Peer to Peer

Battaglie legali SOCAN e ISP sul Peer to Peer

SOCAN, la SIAE canadese, perde la battaglia contro gli Internet Service Provider

di Alessandro Bordin pubblicata il , alle 11:52 nel canale Uncategorized
 

Sullo sfondo canadese la guerra sul fronte della legge sul copyright e Peer to Peer vede l'aggiungersi di un'altra battaglia, persa, questa volta dalla SOCAN, l'autorità canadese che corrisponde alla SIAE nostrana.

La SOCAN aveva tempo fa denunciato gli Internet Service provider canadesi, ritenuti corresponsabili di violazione dei diritti d'autore in quanto permissivi nei confronti dei propri clienti dediti allo scambio di materiale via Peer to Peer.

Agli ISP dunque veniva chiesto un indennizzo finanziario, a causa della propria funzione "intermediaria". La Corte Suprema ha bocciato all'unanimità le tesi dell'accusa, assolvendo in tutto e per tutto gli ISP, in quanto gli intermediari non possono essere soggetti alla legge sul copyright, a meno che non offrano hosting a siti illegali e che questi non vengano tempestivamente chiusi.

La SOCAN ha tutte la regioni del mondo a sentirsi danneggiata dai servizi Peer to Peer, per carità, sarebbe ipocrita non ammetterlo. Certo è grottesco però prendersela con tutto e tutti pur di far cassa, sventagliando la bandiera dei diritti d'autore anche di fronte a chi non c'entra nulla.

Fonte: The Inquirer

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13 Commenti
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MaxP401 Luglio 2004, 11:51 #1
Non sapevo che anche il Canada avesse una agenzia autorizzata in ladronerie.
Cimmo01 Luglio 2004, 11:55 #2
E' cosi' anche in Italia l'ho appena studiato in "Diritto di Internet" se un provider trasporta informazioni lesive a qualcuno, ma non ne e' la fonte non puo' essere incolpato!

Ben gli sta!
suppostino01 Luglio 2004, 12:20 #3
Ormai non sanno più a cosa attaccarsi per contrastare il mutamento del mercato
Ma non lo capsicono che stà cambiando tutto il bisness legato alla musica???
piottanacifra01 Luglio 2004, 12:51 #4
Lo sanno eccome .
Infatti cercano di prendere soldi da tutte le parti,basta che si tratta di soldi.
Bellisima la denuncia fatta al sito del ministero dei beni culturali,perche'non e' in regola con la nuova legge (da dementi) del "Ministro" URBANI.
Siamo propio un paese da barzelletta.
La penisola delle banane.

Salutt & Bazz
lucusta01 Luglio 2004, 13:16 #5
una regolamentazione e' sempre ben accetta, se e' giusta e non lesiva.
A mi personale parere chi fa' un'opera intellettuale ha tutto il diritto di ricavare denaro sulla sua speculazione (basta che non si cada nel ridicolo e nell'assurdo, come brevettare il click!), il problema e' un'altro:

per quanto tempo?

dovremmo pagare per un'idea vecchia di 70 anni come se fosse appena uscita? e se il detentore del diritto non ne voglia usufruire, per motivi economici, politici o sociali, dovremmo aspettare 70 anni? e' questo che si fa' per favorire lo sviluppo intellettuale, economico e sociale?

e a quale costo?

quanti accetterebbero di "assaporare" un'opera se questa costasse per un quarto dei propri possedimenti?
certo, il costo di un brano musicale o di un film oggi non e' paragonabile ad un bene catastale, ma non ci sono limiti se non quelli di mercato..
se io facessi un film e chiedessi 1000 euro a biglietto, sicuramente riuscirei comunque a farci dei soldi, ma avrei offerto la mia idea solo ad una cerchia ristretta di persone, un'elite.

dovremmo pagare il CREATORE per ogni nuovo nascituro? (e' una copia illegale avere figli?)

insomma, io mi sento leso dai limiti temporali ed economici del diritto d'autore, non dal fatto che devo pagare..
lucusta01 Luglio 2004, 13:17 #6
OT
esiste il brevetto sull'avere figli?
perche' senno' ci sarebbero da fare soldi a palate!
e chi non vuole pagare si facesse sterile, e se nessuno paga, che il mondo muoia di vecchiaia, a me non interessa.. m'interessano solo i soldi!!
junkye01 Luglio 2004, 13:47 #7
Il canada si conferma ancora avanti a tutti praticamente in tutto.
Lo ZiO NightFall01 Luglio 2004, 14:42 #8
e il bello è che il termine pirata è nato per indicare quegli editori che pubblicavano materiale senza permesso dell'autore. Ma alle case discografiche fa comodo far pensare a milioni di persone di essere pirati o dare la sensazione di fare qualcosa di illegale.
Nessuno ha notato che se il diritto d'autore fosse sempre esistito come ora noi lo conosciamo, molti artisti non avrebbero potuto pubblicare nulla (Shakespeare giusto per fare un esempio: tutte le sue opere "violano" il "copyright" di qualcun'altro!).
Poi c'è un controsenso di fondo. Se un autore decide di non esercitare il diritto d'autore, e lascia la sua opera libera, bisogna lo stesso pagara la siae... Sono dei vampiri sciacalli, che grazie ai nostri milioni di soldi riescono a far gran lavoro di lobby con i governi mondiali; l'esempio più lampante è urbani, il quale ha candidamente ammesso di non averlo neanche letto il testo del decreto, per questo ci sono gli espertissimi tecnici della siae. (inutile dire che la sua mente vede "faccio passare pezzo di carta come legge - mi becco i soldi della siae".
Profondamente disgustato.
Muppolo01 Luglio 2004, 15:01 #9

Urbani

basta guardarlo in faccia per intuire il suo Q.I... (direttamente proporzionale al suo livello di integrità morale).
Praetorian01 Luglio 2004, 19:29 #10
lasciamo stare il signor urbani che se no mi ica**o io e W i flame :P

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