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Old 28-03-2009, 09:36   #81
Destiny88
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Originariamente inviato da Siddhartha Guarda i messaggi
se non ho capito male, stai ipotizzando una trasfusione diretta da paziente a paziente, di sangue intero!
Si, esatto!

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Originariamente inviato da Siddhartha Guarda i messaggi
non credo sia possibile (se non con gravi complicanze): con il sangue, trasfonderesti tutte le sue componenti (cellulate e non) tra cui anche i globuli bianchi (cellule del sistema immunitario del donatore) che riconoscerebbero come non-self i tessuti del trasfuso scatenando una sindrome graft-versus-host!
Hmm... non ho capito molto. Potresti essere più preciso?

Stai dicendo che i linfociti potrebbero creare dei problemi? Ma con che conseguenze?
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Old 28-03-2009, 10:02   #82
Siddhartha
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Hmm... non ho capito molto. Potresti essere più preciso?

Stai dicendo che i linfociti potrebbero creare dei problemi? Ma con che conseguenze?
iniziamo dalle basi: il sistema immunitario riconosce i tessuti del proprio organismo come "self" attraverso diversi sistemi (l'antigene di istocompatibilità è un vero e proprio documento di identità che ogni cellula possiede e la identifica come appartenente a quell'organismo) e attacca tutto ciò che non mostra "il documento giusto" in quanto riconosciuto come "non-self" (ovvero estraneo)!

in una normale reazione trasfusionale (ovvero quella che hai con trasfusione di sangue non compatibile), il sistema immunitario ospite (del trasfuso) attacca le cellule del donatore dando emolisi!!!
nella graft-versus-host (sindrome del trapianto vs ospite) avviene il contrario: è il sistema immunitario del donatore che attacca l'ospite in quanto non-self (questa situazione è tipica dei trapianti di midollo)!!!

anche se la graft-versus-host è tipica dei trapianti di midollo in pazienti compromessi, non escludo che possa aversi anche nel caso da te ipotizzato!!!

oltre a ciò, bisogna considerare che una trasfusione come quella da te ipotizzata, prevede l'inoculo di sangue INTERO (parliamo sempre di parte corpuscolata e non) con la possibilità che qualche cellule del donatore o proteina particolare, sia causa di immunizzazione!

leggi qui http://it.wikipedia.org/wiki/Graft_v..._a_trasfusione
e qui http://it.wikipedia.org/wiki/Malatti...tro_l%27ospite

__________________
...si va dritti a casa senza più pensare che la guerra è bella anche se fa male e torneremo ancora a cantare e a farci fare l'amore...l'Amore...dalle infermiere!!!

Ultima modifica di Siddhartha : 28-03-2009 alle 10:06.
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Old 28-03-2009, 10:12   #83
Destiny88
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iniziamo dalle basi: il sistema immunitario riconosce i tessuti del proprio organismo come "self" attraverso diversi sistemi (l'antigene di istocompatibilità è un vero e proprio documento di identità che ogni cellula possiede e la identifica come appartenente a quell'organismo) e attacca tutto ciò che non mostra "il documento giusto" in quanto riconosciuto come "non-self" (ovvero estraneo)!

in una normale reazione trasfusionale (ovvero quella che hai con trasfusione di sangue non compatibile), il sistema immunitario ospite (del trasfuso) attacca le cellule del donatore dando emolisi!!!
nella graft-versus-host (sindrome del trapianto vs ospite) avviene il contrario: è il sistema immunitario del donatore che attacca l'ospite in quanto non-self (questa situazione è tipica dei trapianti di midollo)!!!

anche se la graft-versus-host è tipica dei trapianti di midollo in pazienti compromessi, non escludo che possa aversi anche nel caso da te ipotizzato!!!

oltre a ciò, bisogna considerare che una trasfusione come quella da te ipotizzata, prevede l'inoculo di sangue INTERO (parliamo sempre di parte corpuscolata e non) con la possibilità che qualche cellule del donatore o proteina particolare, sia causa di immunizzazione!

leggi qui http://it.wikipedia.org/wiki/Graft_v..._a_trasfusione
e qui http://it.wikipedia.org/wiki/Malatti...tro_l%27ospite

Accidenti, questo significa che una trasfusione diretta di questo tipo porterebbe quasi sicuramente alla morte del trasfuso?

Non c'è alcun sistema per fare in modo che i linfociti non aggrediscano la persona che sta male?

Nel primo link che mi hai dato, c'è scritto che questa complicazione è rara, però poi dice che la mortalità è del 90%
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Old 28-03-2009, 12:44   #84
windsofchange
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Originariamente inviato da Siddhartha Guarda i messaggi
se non ho capito male, stai ipotizzando una trasfusione diretta da paziente a paziente, di sangue intero!

non credo sia possibile (se non con gravi complicanze): con il sangue, trasfonderesti tutte le sue componenti (cellulate e non) tra cui anche i globuli bianchi (cellule del sistema immunitario del donatore) che riconoscerebbero come non-self i tessuti del trasfuso scatenando una sindrome graft-versus-host!
Tra l'altro mi chiedo se mai un medico/infermiere/sanitario potrebbe mai accettare questo carico di responsabilità di fronte a morte certa del paziente dissanguato.
Ponendo lo scenario di una vacanza nell'Africa profonda di una famiglia ( ), tra cui un medico o esperto del settore, questi secondo voi si accollerebbe il rischio di salvare magari il figlioletto utilizzando il sangue di un estraneo? Non dico trasfusione tra parenti diretti (sarebbe più facile da alcuni punti di vista), ma dal primo che passa .
Mettiamo nella fantasia che trovi tutto l'occorrente, che abbia strumentazione sterile per l'operazione e che l'unico rischio sarebbero le reazione di rigetto immunitario (poniamo rischio di GVHD e non hanno immunosoppressori dietro ). Specifichiamo che il passante sia un italiano come il bambino, in ottima salute e compatibile per gruppo e RH.
Per me il rischio non varrebbe il procedimento in quel caso, voi che dite? Diciamo anche che il medico lì in Africa non rischia nulla a livello legale per le sue scelte (fantasia, è fantasia ), sarebbe solo una sua decisione.
Che fareste?.
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Old 28-03-2009, 13:10   #85
Destiny88
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Beh, se mio figlio stesse morendo dissanguato, e l'unica possibilità sarebbe questo tipo di trasfusione, anche se il rischio di mortalità con questo metodo fosse del 90%, si tratterebbe comunque di un 10% di possibilità di successo contro lo 0% della morte per dissanguamento. Se fossi in una situazione simile, penso che punterei tutto su quel 10%.

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Mettiamo nella fantasia che trovi tutto l'occorrente, che abbia strumentazione sterile per l'operazione e che l'unico rischio sarebbero le reazione di rigetto immunitario (poniamo rischio di GVHD e non hanno immunosoppressori dietro )..
Aspetta un attimo. Ma allora esiste un metodo per bloccare i globuli bianchi?

Questi "immunosoppressori", se somministrati al donatore, impedirebbero ai linfociti di attaccare il trasfuso?
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Old 28-03-2009, 13:23   #86
windsofchange
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Beh, se mio figlio stesse morendo dissanguato, e l'unica possibilità sarebbe questo tipo di trasfusione, anche se il rischio di mortalità con questo metodo fosse del 90%, si tratterebbe comunque di un 10% di possibilità di successo contro lo 0% della morte per dissanguamento. Se fossi in una situazione simile, penso che punterei tutto su quel 10%.



Aspetta un attimo. Ma allora esiste un metodo per bloccare i globuli bianchi?

Questi "immunosoppressori", se somministrati al donatore, impedirebbero ai linfociti di attaccare il trasfuso?

Questi particolari farmaci servono al paziente per evitare che il proprio sistema immunitario attacchi le nuove cellule provenienti dal sangue del donatore.
Cerco di fartela semplicissima:
abbiamo sangue compatibile io e te quindi il mio sangue trasfuso contiene elementi "propri" che sono tipici miei (non-self per te) e non tuoi, indipendentemente dal gruppo sanguigno e dal fattore RH; quando ricevi il mio sangue il tuo sistema immunitario si incazza mica poco, in quanto vede gli elementi non tuoi (self) nel tuo sistema, nonostante sia il medesimo il gruppo e l'RH.
A questa incazzatura segue l'attacco verso questi elementi (quelli miei insomma) in varie patologie denominate generalmente "da rigetto".
Per ovviare a queste reazioni si possono fare profilassi pre-trapianto o cure post-trapianto (immunosoppressione verso il paziente che ha ricevuto il trapianto, così da calmare l'incazzatura del suo sistema immunitario, ovvero tu che ricevi il mio sangue dovresti fare la terapia) in ospedale: in Africa non avresti possibilità secondo la mia fantasia.
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Old 28-03-2009, 13:44   #87
Destiny88
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Questi particolari farmaci servono al paziente per evitare che il proprio sistema immunitario attacchi le nuove cellule provenienti dal sangue del donatore.
Cerco di fartela semplicissima:
abbiamo sangue compatibile io e te quindi il mio sangue trasfuso contiene elementi "propri" che sono tipici miei (non-self per te) e non tuoi, indipendentemente dal gruppo sanguigno e dal fattore RH; quando ricevi il mio sangue il tuo sistema immunitario si incazza mica poco, in quanto vede gli elementi non tuoi (self) nel tuo sistema, nonostante sia il medesimo il gruppo e l'RH.
A questa incazzatura segue l'attacco verso questi elementi (quelli miei insomma) in varie patologie denominate generalmente "da rigetto".
Per ovviare a queste reazioni si possono fare profilassi pre-trapianto o cure post-trapianto (immunosoppressione verso il paziente che ha ricevuto il trapianto, così da calmare l'incazzatura del suo sistema immunitario, ovvero tu che ricevi il mio sangue dovresti fare la terapia) in ospedale: in Africa non avresti possibilità secondo la mia fantasia.
Ok, vediamo se ho capito: se io stessi morendo dissanguato, e tu volessi donarmi il tuo sangue, se mi venissero somministrati degli immunosoppressori, il mio corpo non rigetterebbe il tuo sangue e quindi potrei salvarmi? Alla fine è solo una questione di globuli bianchi?

Immagino però che somministrare farmaci simili ad una persona non sia una cosa priva di rischi, giusto? Se il sistema immunitario smette di funzionare, anche per poco, ci dovrebbe essere il rischio di contrarre malattie.
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Old 28-03-2009, 14:00   #88
windsofchange
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Ok, vediamo se ho capito: se io stessi morendo dissanguato, e tu volessi donarmi il tuo sangue, se mi venissero somministrati degli immunosoppressori, il mio corpo non rigetterebbe il tuo sangue e quindi potrei salvarmi? Alla fine è solo una questione di globuli bianchi?

Immagino però che somministrare farmaci simili ad una persona non sia una cosa priva di rischi, giusto? Se il sistema immunitario smette di funzionare, anche per poco, ci dovrebbe essere il rischio di contrarre malattie.
Diciamo che a mio parere le variabili da considerare sono davvero tante.
Ho trovato questo

Qui abbiamo l'attacco delle cellule del donatore al trasfuso (le mie cellule immunitarie attaccano te che hai ricevuto la trasfusione), situazione prettamente relativa alla donazione di staminali emopoietiche (ie: donazione di midollo) ma non da escludere in questo caso.

Quote:
La malattia acuta da rigetto (Graft Versus Host Disease - GVHD) si manifesta dopo un trapianto di cellule staminali emopoietiche allogeniche e rappresenta la reazione delle cellule immuni del donatore contro i tessuti dell'ospite. Le cellule attivate T del donatore danneggiano le cellule epiteliali dell'ospite in seguito a una cascata infiammatoria che ha inizio con il regime preparatorio. Circa il 35-50% dei pazienti sottoposti ad un trapianto di cellule staminali emopoietiche (TCSE) sviluppa la GVHD acuta. Il rischio esatto dipende dall'origine delle cellule staminali, dall'età del paziente, dal condizionamento e dalla profilassi anti-GVHD utilizzata. Considerando il numero dei trapianti effettuati, si stima che circa 5.500 pazienti/anno sviluppino la GVHD acuta. Sono coinvolti tre organi: la cute (eruzione cutanea/dermatite), il fegato (epatite/ittero), l'apparato gastrointestinale (dolori addominali/diarrea). Possono essere interessati uno o più organi. La diagnosi di GVHD è clinica e può essere comprovata da biopsie mirate. La ragione che giustifica l'esecuzione della biopsia tissutale è la necessità di differenziare la GVHD da altre diagnosi confondenti, come le infezioni virali (epatite, colite) o le reazioni da farmaci (associate ad eruzioni cutanee). La GVHD acuta ha diversi gradi (grado 0-4), a seconda del numero e dell'estensione del coinvolgimento degli organi. I pazienti affetti da GVHD di grado 3/4 hanno una prognosi infausta. Di solito, il trattamento dei pazienti consiste nel migliorare l'immunosoppressione e nell'aggiungere metilprednisolone al regime di trattamento. Se la GVHD continua a progredire dopo tre giorni o non si ottiene dopo 7 giorni nessun miglioramento, i pazienti devono essere sottoposti a una terapia immunosoppressiva (di seconda scelta), relativamente alla quale non esiste al momento uno standard definito. Sono indispensabili sperimentazioni cliniche attendibili per migliorare la definizione delle terapie di seconda scelta per questa malattia. Altre misure per la presa in carico sono il trattamento delle infezioni nella GVHD cutanea e l'alimentazione appropriata nella GVHD gastrointestinale. Circa il 50% dei pazienti affetti da GVHD acuta presenta manifestazioni della GVHD cronica. *Autori : Dott. D. A. Jacobsohn e Dott. G. B. Vogelsang (Settembre 2007)*. Tratto da Acute graft versus host disease. Orphanet J Rare Dis. 2007;2:35.
Qui invece il caso opposto, ovvero quello che ti indicavo in cui il tuo sistema immunitario si "incazza" con le mie cellule, reazione possibile nelle trasfusioni di cui parliamo (ho sottolineato ciò che potrebbe interessarti):
Quote:
REAZIONI EMOLITICHE

L'emolisi dei GR del donatore o del ricevente (di solito del primo) durante o dopo una trasfusione può derivare da una incompatibilità ABO/ Rh, da incompatibilità plasmatica, da GR emolizzati o fragili (p. es., per sovrariscaldamento del sangue conservato o per contatto con inappropriate soluzioni EV) o iniezioni di soluzioni non isotoniche. La reazione è gravissima quando i GR di donatore incompatibile sono emolizzati da un anticorpo nel plasma del ricevente.

REAZIONE ACUTA EMOLITICA TRASFUSIONALE

L'incompatibilità ABO è la più frequente causa di reazione acuta emolitica trasfusionale (RAET). Anticorpi contro antigeni di gruppo diversi da quelli ABO possono anche causare la RAET.

Un'errata etichettatura del campione pretrasfusionale al momento della raccolta o la mancata identificazione del corretto ricevente immediatamente prima della trasfusione sono le cause usuali, non un errore del laboratorio. Quindi, per indagare una sospetta RAET, uno dei primi test da eseguire è il ricontrollo degli identificativi del campione e del paziente. Se c'è qualsiasi confusione concernente il tipo ABO di un paziente, dovrebbero essere trasfusi concentrati di GR di tipo O, fino a quando la discrepanza non sia stata risolta.

Sintomi e segni

La gravità della RAET dipende dal grado di incompatibilità, dalla quantità di sangue somministrato, dalla velocità di somministrazione e dallo stato funzionale dei reni, del fegato e del cuore. Una fase acuta di solito si sviluppa in 1 ora dall'inizio della trasfusione, ma può verificarsi tardivamente, durante o immediatamente dopo la trasfusione. L'esordio è in genere acuto; il paziente può lamentare malessere e ansietà oppure può non avvertire alcun disturbo. Può accusare difficoltà respiratoria, febbre e brividi, arrossamento al volto e forte dolore soprattutto nella regione lombare. Possono comparire i segni dello shock, con polso debole e frequente, cute fredda e sudata, dispnea, caduta della PA, nausea e vomito. Può comparire Hb libera nel plasma e nelle urine; in maniera corrispondente, i livelli di aptoglobina sono molto bassi o non misurabili. Seguono innalzamento della bilirubina sierica e ittero clinico.

Le RAET possono anche manifestarsi nel corso di anestesia generale; in tal caso la quasi totalità dei sintomi è mascherata. L'unico segno può essere rappresentato da un'emorragia irrefrenabile dalla sede dell'incisione chirurgica o dalle mucose, causata da una concomitante sindrome da coagulazione intravascolare disseminata.

Dopo la fase acuta si possono avere diversi sviluppi: nessun disturbo ulteriore; oliguria transitoria con lieve iperazotemia, seguita da un completo recupero della funzione renale; oppure oliguria più persistente e quindi, talora, anuria e uremia, con morte in 5-14 giorni, se il paziente non viene precocemente trattato. La prognosi dipende soprattutto dalla gravità della reazione. La guarigione è in genere segnata dal ripristino della diuresi con eliminazione delle scorie azotate trattenute. È raro un danno renale consistente e irreversibile. Una prolungata oliguria e lo shock sono cattivi segni prognostici.

Profilassi e terapia

La RAET è prevenuta nel migliore dei modi attraverso un attento controllo della compatibilità e della correttezza del componente ematico così come dell'identificazione del ricevente. Se è sospettata una RAET, la trasfusione deve essere sospesa e iniziata immediatamente una terapia di supporto.

L'obiettivo della terapia iniziale è quello di raggiungere e mantenere una adeguata PA e un buon flusso renale. Una fluidoterapia iniziale consiste nella somministrazione EV di soluzione fisiologica. Un nefrologo deve essere consultato il più tempestivamente possibile, particolarmente se non si verifica alcuna risposta ai diuretici nelle 2-3 ore successive all'inizio della terapia. Questo può indicare una necrosi tubulare acuta e un'ulteriore terapia con liquidi e diuretici può essere controindicata.

L'iniziale terapia diuretica consiste nella furosemide, 40-80 mg (da 1 a 2 mg/kg nei bambini), poi modificata in base alla risposta. Nel primo giorno deve essere mantenuto un flusso urinario > 100 ml/h. Il mannitolo, un diuretico osmotico, può essere somministrato in bolo EV alla dose di 20 g (p. es., 100 ml/min di una soluzione al 20%) e continuato a 10-15 ml/min fino a che 1000 ml (200 g) non siano stati infusi.

Farmaci antiipertensivi devono essere somministrati con cautela e farmaci pressori che riducono il flusso ematico renale sono controindicati. Tipicamente va somministrata dopamina a una dose di 2-5 mg/kg/min.

REAZIONE EMOLITICA TRASFUSIONALE TARDIVA

Occasionalmente, un paziente che si è sensibilizzato a un antigene eritrocitario ha livelli anticorpali molto bassi e test pretrasfusionali negativi. Dopo aver ricevuto una trasfusione con GR che esprimono questo antigene, una risposta anamnestica può manifestarsi (di solito in 1-2 settimane) in grado di provocare una reazione emolitica trasfusionale tardiva (RETT). La RETT è caratterizzata da una caduta dell'Htc, febbre e modesto aumento della bilirubina. La RETT manifesta raramente la notevole e clinicamente rilevante emolisi presente nella RAET; spesso decorre misconosciuta e generalmente si autolimita. In genere, c'è distruzione delle sole cellule trasfuse (con l'antigene); quindi, la caratteristica clinica può essere rappresentata da un'inspiegabile caduta dell'Hb ai livelli pretrasfusionali e che si manifesta 1-2 settimane dopo la trasfusione.


REAZIONI FEBBRILI

Reazioni febbrili sono caratterizzate da brividi, febbre con aumento della temperatura corporea di 1°C, brividi e talora cefalea e dolore lombare. Poiché la febbre e i brividi sono anche segni prodromici di una grave reazione emolitica trasfusionale, tutte le reazioni febbrili debbono essere investigate.

Anticorpi diretti contro l'HLA leucocitario può comparire in individui politrasfusi o in multipare. Questi Ac, nelle trasfusioni successive, possono reagire con i GB con provocazione di disturbi durante o poco dopo la trasfusione. Quando recidivano i disturbi in seguito alla somministrazione di sangue che per il resto è perfettamente compatibile, nelle trasfusioni successive bisogna usare GR particolarmente filtrati per rimuovere i GB.

Talora, reazioni febbrili possono essere generate da citochine rilasciate dai GB durante la conservazione, particolarmente nei concentrati piastrinici. La rimozione dei GB prima della conservazione previene questa complicanza. Risposte con modesta febbre di solito non necessitano di nient'altro che di un antipiretico (p. es., acetaminofene) prima della futura trasfusione. Circa un ricevente su otto avrà esperienza di una seconda reazione febbrile. I riceventi che sperimentano più di una reazione febbrile devono essere trattati con prodotti ematici depleti di GB.

REAZIONI ALLERGICHE

Sono frequenti le reazioni allergiche del paziente verso un componente ignoto del sangue del donatore, di solito dovute ad allergeni presenti nel plasma del donatore o, meno spesso, ad anticorpi provenienti da un donatore allergico. Queste reazioni si manifestano in genere con una modesta sintomatologia caratterizzata da orticaria, edema, talora vertigine e cefalea, durante o subito dopo la trasfusione. Sintomi meno frequenti sono la dispnea, i rumori respiratori da broncospasmo e l'incontinenza secondaria a uno spasmo generalizzato della muscolatura liscia. Talora si può avere anafilassi.

In un paziente con una storia di allergie o con un precedente episodio di reazione trasfusionale allergica è opportuno somministrare un antistaminico come profilassi appena prima o all'inizio della trasfusione (p. es., difenidramina 50 mg PO oppure EV). I farmaci non devono mai essere diluiti con il sangue. Se si manifesta una reazione allergica, bisogna sospendere immediatamente la trasfusione. Un antistaminico (p. es, difenidramina, 50 mg EV) controlla di norma i casi di moderata gravità e può essere ripresa la trasfusione Nei casi più gravi (p. es., anafilassi in un paziente con deficit di IgA) è necessario ricorrere alla adrenalina 0,5-1 ml di una soluzione 1:1000 SC (o, in situazioni di estrema gravità, 0,05-0,2 ml di una soluzione 1:1000 diluiti a 1:10000 e iniettati lentamente EV). A volte è occasionalmente necessario somministrare un cortisonico (p. es., desametazone fosfato sodico 4-20 mg EV) e, iniziata un'indagine per le reazioni trasfusionali, non deve essere somministrata un'ulteriore trasfusione prima che l'indagine sia completata.


SOVRACCARICO CIRCOLATORIO

Quando la riserva cardiaca è carente, p. es., nelle malattie cardiache accompagnate da anemia, le trasfusioni possono aumentare la pressione venosa e quindi provocare insorgenza di un'insufficienza cardiaca acuta.

Il sangue intero è controindicato. Un aumento della pressione venosa può essere evitato tramite infusione di GR a bassa velocità. Bisogna tenere sotto controllo il paziente per rilevare immediatamente i segni dell'aumento della pressione venosa e della congestione polmonare. Se si manifesta un'insufficienza cardiaca acuta, bisogna interrompere la trasfusione e iniziare immediatamente il trattamento dell'insufficienza cardiaca acuta (v. la descrizione del trattamento dell'edema polmonare acuto nel Cap. 203).
LESIONE ACUTA POLMONARE

Una lesione acuta polmonare legata alla trasfusione (LAPT) rappresenta un'insolita complicanza causata da anticorpi anti-GB nel plasma del donatore che agglutinano e degranulano i GB del ricevente nel polmone. Si sviluppano sintomi respiratori acuti e un rx del torace presenta un caratteristico aspetto di edema polmonare non cardiogeno. Una terapia di supporto generale porta, di solito, alla ripresa senza sequele permanenti.

EMBOLIA GASSOSA

La trasfusione di una grande quantità di aria nelle vene è potenzialmente pericolosa e può provocare la formazione di bolle nel sangue e anche nelle cavità cardiache, con conseguente deficit di pompa e, quindi, insufficienza cardiaca. L'embolia gassosa complica soprattutto le infusioni di sangue sotto pressione, ma può verificarsi anche quando vengono cambiati i set EV o a seguito di erronea apertura di fori nelle sacche di plastica che contengono il sangue. La terapia consiste nel far voltare il paziente sul lato sinistro, con la testa abbassata, per permettere all'aria di uscire lentamente dall'atrio destro.

TOSSICITÁ DA CITRATO E K+

Sia la tossicità da citrato che da K+ non sono generalmente preoccupanti anche in caso di trasfusioni massive; tuttavia, la tossicità può essere amplificata in presenza di ipotermia. Pazienti con insufficienza epatica possono avere un'alterata capacità di metabolizzare il citrato. Pazienti con malattia renale cronica possono avere elevati livelli di K+ se trasfusi con sangue conservato > 1 settimana (l'accumulo di K+ è generalmente insignificante nel sangue conservato < 1 settimana). L'emolisi meccanica durante la trasfusione può far elevare i valori di K+.

MALATTIA DEL TRAPIANTO VERSO L'OSPITE

La malattia del trapianto verso l'ospite (Graft Versus Host Disease, GVHD) è causata di solito dall'innesto di linfociti immunocompetenti provenienti da un midollo osseo trapiantato in un paziente immunodepresso (v. Cap. 149). Tuttavia, anche un piccolo numero di linfociti vitali presenti nel sangue o in componenti del sangue da trasfondere può dividersi spontaneamente e causare la GVHD nei pazienti immunodepressi. Una prevenzione efficace per questi pazienti a rischio consiste nell'irradiare tutte le componenti ematiche che si intendono trasfondere.

La GVHD può verificarsi occasionalmente in pazienti immunocompetenti se essi hanno ricevuto sangue da un donatore omozigote per l'aplotipo HLA (di solito un parente stretto) per il quale il paziente è eterozigote. L'irradiazione preventiva è quindi necessaria se il sangue da trasfondere si ottiene da un parente di primo grado. È anche richiesta quando si trasfondono componenti HLA-correlati, escluse le cellule staminali.

COMPLICANZE DELLA TRASFUSIONE MASSIVA

La trasfusione massiva può essere definita la trasfusione di 1 volume di sangue nelle 24 ore (p. es., 10 U di sangue intero in un uomo adulto di 70 kg). Quando un paziente riceve sangue conservato in così grande volume, il sangue proprio del paziente può in pratica subire una diluizione tale, da determinare la permanenza di solo 1/3 del sangue originale. Si può quindi verificare emodiluizione.

In casi non complicati da prolungata ipotensione o da CID, una trombocitopenia da diluizione è la più probabile complicanza. Il sangue conservato non contiene piastrine pienamente funzionali. Possono manifestarsi sanguinamenti microvascolari (stillicidio anomalo e sanguinamenti continui da superfici di tagli profondi). Da sei a otto concentrati piastrinici sono in genere sufficienti per correggere tali sanguinamenti in un adulto. Poiché i fattori coagulativi non sono significativamente ridotti, il PFC non è necessario. Una complicanza simile causata da piastrine disfunzionali piuttosto che da trombocitopenia può manifestarsi nei pazienti mantenuti in circolazione extracorporea per > 2 ore; se si manifesta sanguinamento microvascolare, le piastrine non devono essere infuse fino a quando la pompa non venga fermata.

L'ipotermia dovuta alla rapida trasfusione di notevoli quantità di sangue freddo può causare aritmia o arresto cardiaco. L'ipotermia è evitata usando un dispositivo termico EV specificamente ideato per riscaldare delicatamente il sangue. Altri mezzi per riscaldare il sangue sono controindicati a causa del possibile danneggiamento dei GR e della possibile emolisi.

CONTAMINAZIONE BATTERICA

La contaminazione batterica può verificarsi per una, possibile, mancanza di sterilità durante la raccolta o per una transitoria batteriemia del donatore. La refrigerazione dei GR di solito limita la crescita batterica tranne quella degli organismi criofili quali la Yersinia sp, che può produrre livelli dannosi di endotossina. Tutte le unità di GR sono ispezionate quotidianamente e prima della seduta al fine di identificare una crescita batterica, evidenziata da una cambiamento cromatico. Poiché i concentrati piastrinici sono conservati a temperatura ambiente, essi presentano un aumentato rischio potenziale di crescita batterica e produzione di endotossina, se contaminati. Per minimizzare la crescita, la conservazione è limitata a 5 giorni.

Raramente, la sifilide è trasmessa nel sangue fresco. La conservazione del sangue per 96 ore a 4-10 °C elimina la spirocheta. Sebbene le regole americane richiedano una reazione sierologica per la lue sul sangue del donatore, i donatori infettivi sono spesso sieronegativi poiché il test non rivela lo stato di presenza della spirocheta nel sangue. Riceventi di unità infette possono sviluppare il caratteristico rash secondario.


TRASMISSIONE DI MALATTIE VIRALI

L'epatite può manifestarsi dopo trasfusione di qualsiasi emoderivato. Il rischio è stato significativamente ridotto dai test diagnostici per malattie virali, dal processo di inattivazione virale e dall'uso di concentrati di fattore ricombinante. L'albumina sierica e le frazioni di proteine plasmatiche che sono state trattate con il calore durante la loro preparazione sono, con rare eccezioni, non infettive. I test di laboratorio per l'epatite che sono richiesti per tutti i donatori includono l'antigene di superficie dell'epatite B, l'anticorpo per il "core" dell'epatite B, l'anticorpo per l'epatite C e il livello dell'ALT sierica. I rischi stimati di risultati falsi negativi nei test del sangue del donatore sono 1:63000 per l'epatite B e 1:103000 per l'epatite C. Poiché la sua fase viremica transitoria e la concomitante malattia clinica precludono con buona probabilità la donazione di sangue, l'epatite A (epatite infettiva) non è una significativa causa di epatite associata alle trasfusioni.

L'infezione da HIV negli USA è quasi interamente HIV-1, sebbene sia interessato anche il HIV-2. Sono richiesti i test per la rivelazione degli anticorpi contro entrambe le linee. È anche richiesto per tutti i donatori il test per l'antigene p24 dell'HIV. Inoltre, ai donatori si richiedono informazioni circa comportamenti ad alto rischio per l'infezione HIV. L'HIV-0 non è stato identificato tra i donatori di sangue; test per la ricerca di anticorpi anti HIV sono stati messi a punto per rivelare questa linea. Il rischio stimato di un risultato falso negativo nel testare il sangue di un donatore è uguale a 1:676000. Si sono verificati pochi casi in cui i pazienti sono stati infettati da sangue di donatori nella fase precoce dell'infezione, fase sieronegativa.

Il citomegalovirus (CMV) può essere trasmesso attraverso i GB del sangue trasfuso. Poiché è senza conseguenze o con effetti modesti, il test per la presenza di anticorpi anti-CMV non è richiesto per il donatore. Tuttavia, il CMV può essere responsabile di una malattia grave e mortale nei pazienti immunodepressi, che devono possibilmente ricevere prodotti ematici CMV-negativi, forniti da donatori negativi per anticorpi anti-CMV, oppure prodotti depleti di GB tramite filtrazione (nei quali un numero al 99,9% dei GB sono stati rimossi). Il PFC, che non contiene praticamente alcun GB intatto, non è considerato un rischio per la trasmissione del CMV.

Il virus linfotropo umano tipo I (HTLV-I), che può causare nell'adulto il linfoma/leucemia a cellule T, la mielopatia HTLV-I-associata e la paraparesi spastica tropicale, causa una sieroconversione post-trasfusionale in alcuni riceventi. Tutto il sangue dei donatori è testato per anticorpi contro l'HTLV-I e l'HTLV-II. Il rischio stimato di risultati falsi negativi nel testare il sangue dei donatori è uguale a 1:641000.

Né la malattia di Creutzfeldt-Jakob né l'encefalite spongiforme bovina sono mai state riportate essere trasmesse tramite trasfusione, ma la pratica corrente preclude la donazione a una persona che ha ricevuto l'ormone della crescita di origine umana o un trapianto di dura madre o che ha un membro della famiglia con la malattia di Creutzfeldt-Jacob.

INFEZIONI DI PARASSITI

La malaria viene facilmente trasmessa attraverso GR infetti. Molti donatori sono inconsapevoli di avere la malaria: alcune varietà di questa malattia possono infatti rimanere latenti ed essere trasmesse anche a distanza di 10-15 anni. La conservazione non rende affatto più sicuro il sangue. Bisogna chiedere a tutti i candidati alla donazione del sangue se hanno mai sofferto di malaria o se sono vissuti in zone dove l'affezione è endemica. Vengono sospesi per 3 anni tutti i donatori che hanno avuto la malaria o che sono immigrati o cittadini provenienti da paesi nei quali la malaria è considerata endemica; viaggiatori verso zone endemiche sono rinviati di un anno. La Babesia, si è resa responsabile di alcuni casi di infezione post-trasfusionale.

AFFINITÀ PER L'OSSIGENO

Il sangue più a lungo conservato presenta una riduzione del 2,3-difosfoglicerato (DPG), che determina un aumento di affinità per l'O2 e un minor rilascio di O2 ai tessuti. C'è scarsa evidenza che la carenza di DPG sia clinicamente significativa, eccetto che nelle exanguinotrasfusioni nei neonati eritroblastotici e in alcuni pazienti con grave scompenso cardiaco.
windsofchange è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-03-2009, 14:35   #89
Destiny88
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Quindi sono sia i linfociti del donatore che quelli del trasfuso a creare problemi



Un'ultima domanda: immunosopprimere una persona è un'operazione che richiede tempo?

Oppure basta somministrare un farmaco (o una serie di farmaci) e aspettare un po'?



PS: grazie per la disponibilità, comunque
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Old 28-03-2009, 15:43   #90
Siddhartha
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Quindi sono sia i linfociti del donatore che quelli del trasfuso a creare problemi
assolutamente si!!!
come ti ho scritto prima, c'è sia il rischio che

Quote:
Originariamente inviato da Siddhartha Guarda i messaggi
oltre a ciò, bisogna considerare che una trasfusione come quella da te ipotizzata, prevede l'inoculo di sangue INTERO (parliamo sempre di parte corpuscolata e non) con la possibilità che qualche cellule del donatore o proteina particolare, sia causa di immunizzazione!
sia il rischio di graft versus host!!!
io ho stressato su quest'ultima perchè mi sembra una curiosità molto interessante, ma sono entrambi i sistemi immunitari ad entrare in lotta (come ti dicevo prima: quello del donatore e quello del trasfuso)!
insomma...se le darebbero di santa ragione!!!
__________________
...si va dritti a casa senza più pensare che la guerra è bella anche se fa male e torneremo ancora a cantare e a farci fare l'amore...l'Amore...dalle infermiere!!!
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Old 28-03-2009, 15:56   #91
Destiny88
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Originariamente inviato da Siddhartha Guarda i messaggi
assolutamente si!!!
come ti ho scritto prima, c'è sia il rischio che



sia il rischio di graft versus host!!!
io ho stressato su quest'ultima perchè mi sembra una curiosità molto interessante, ma sono entrambi i sistemi immunitari ad entrare in lotta (come ti dicevo prima: quello del donatore e quello del trasfuso)!
insomma...se le darebbero di santa ragione!!!
Chiedo scusa, ho capito lo ora quello che intendevi dire prima
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Old 28-03-2009, 15:58   #92
uvz
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Scusate ma cosa c'entra tutto questo discorso TEORICO sulle trasfusioni? Questo è un post per chiedere informazioni su problemi PRATICI (o presunti tali) di salute. Così rovinate il post. Aprite una nuova discussione apposita.

Quote:
Originariamente inviato da Ziosilvio Guarda i messaggi
Consiglierei inoltre, a chiunque abbia intenzione di postare in questo thread, di leggere bene il post iniziale e soprattutto di impegnarsi a fare della buona informazione scientifica piuttosto che della "semplice" diffusione di esperienze.
Qui siamo in Scienza e tecnica, e non in Piazzetta.
Dal post iniziale:
E' consentito riportare esperienze proprie o di congiunti anche se non si è specialisti del settore,

Questo non è un post scientifico (ma quanti dottori hanno il tempo di discutere in Internet). Se volete discutere scientificamente aprite thread appositi (ma mi risulta che anche i profani della materia discutino anche loro, giustamente). Qui si chiedono consigli medici. Se uno è del settore dica che ha la certezza delle sue ideè, dei suoi consigli. Se non è del settore basta dire che sono esperienze e/o cultura personale. Non si prescrivono esami o medicine qui dentro, ma dei buoni consigli si possono dare.
uvz è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-03-2009, 18:44   #93
ChristinaAemiliana
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Città: Vatican City *DILIGO TE COTIDIE MAGIS* «Set me as a seal on your heart, as a seal on your arm: for love is strong as death and jealousy is cruel as the grave.»
Messaggi: 12319
uvz, le direttive agli utenti le diamo noi moderatori e in particolare il moderatore di sezione. Se ritieni che la discussione attualmente in corso sia inopportuna in questo thread, limitati a segnalare, grazie.

Per quanto riguarda il post di apertura vs il post di Ziosilvio, sorvolo sul fatto che le osservazioni sulla moderazione andrebbero fatte in forma privata e non pubblicamente (a eventuali sanzioni penserà il collega di sezione) e rispondo qui in quanto le precisazioni potrebbero essere utili a tutti, tuttavia invito a non postare ulteriori considerazioni in risposta alle mie. Se qualcuno avesse altri dubbi, o ritenesse di aver notato contraddizioni tra il regolamento nel primo post e le nostre successive affermazioni, per favore ce lo faccia notare in pvt; poi, se del caso, penseremo noi a scrivere una precisazione destinata all'attenzione di tutti. In questo modo evitiamo di sporcare il thread con N post off topic e soprattutto di innescare sgradevoli polemiche facendo osservazioni a raffica sulla presente discussione e sulle sue regole.

Veniamo alla risposta. Vorremmo che questo thread, anche considerata la sezione in cui si trova, non assumesse l'aspetto di una collezione di dicerie o di consigli della portinaia. Quindi ci sta bene che un utente non esperto di medicina riporti un'esperienza personale o di un congiunto, o magari riferisca qualcosa che il medico ha detto a lui a riguardo dell'argomento di cui si sta parlando, ma evitando libere interpretazioni e teorie personali; insomma, per farla breve, chi posta e non è medico (o comunque specialista del settore) dovrebbe tenere sempre ben presente di non "lanciarsi" troppo nel dispensare consigli, in quanto potrebbe aver preso un abbaglio, ricordare male, o addirittura non aver capito niente, e in ambito medico una sciocchezza pesa di più che altrove perché si ha a che fare con la salute della gente. Penso che a nessuno piacerebbe consigliare con convinzione e buona fede un rimedio e poi scoprire di aver fatto più male che bene al richiedente, no?

Mi sembra il caso di sottolineare anche che questo thread nasce allo scopo di chiarire dubbi di natura "medica" (e affini), quindi va benissimo anche una domanda riguardante la prevenzione o il soccorso; ad esempio, del tipo "ma se mi capitasse l'incidente X, come dovrei comportarmi?" o "in assenza o attesa di personale medico, cosa fare se a qualcuno succedesse Y?" Per questa ragione la conversazione in corso (o almeno, quella che era in corso prima dell'interruzione...) a mio avviso non è da considerarsi OT, in quanto chi ha posto la domanda poteva ritenere che la pratica in questione potesse davvero essere usata in caso di estrema emergenza e soprattutto è stata fatta dell'ottima informazione scientifica rispondendo, anche se col senno di poi (o meglio, col senno medico!) sappiamo che in realtà si tratta di una situazione attualmente solo teorica (ma il motivo lo abbiamo scoperto qui perché chi ne sa ce lo ha spiegato).

Spero di aver chiarito ogni dubbio riguardante l'uso del thread; in ogni caso, come al solito, il mio è un intervento provvisorio e può essere soggetto a correzioni e integrazioni da parte del mod di sezione.
__________________
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How you have fallen from heaven, O star of the morning, son of the dawn!
You have been cut down to the earth, You who have weakened the nations!
(Isaiah 14:12)

Ultima modifica di ChristinaAemiliana : 28-03-2009 alle 18:55.
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Old 28-03-2009, 21:48   #94
Ziosilvio
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Originariamente inviato da uvz Guarda i messaggi
Dal post iniziale:
E' consentito riportare esperienze proprie o di congiunti anche se non si è specialisti del settore,
Se devi quotare, quota fino in fondo:
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Originariamente inviato da ChristinaAemiliana Guarda i messaggi
E' consentito riportare esperienze proprie o di congiunti anche se non si è specialisti del settore, ma non allo scopo di azzardare diagnosi sulla base di sintomatologie simili (esempio: va bene dire "mio fratello aveva i calcoli biliari, è stato operato in laparoscopia, l'intervento è stato risolutivo e il recupero è stato veloce", ma non "hai i calcoli biliari e devono asportarti la cistifellea, ne sono sicuro, mio fratello ha avuto precisamente gli stessi sintomi").
Il che, peraltro, non contraddice che questo thread non sia il thread dei consigli della portinaia. Tutt'al più anzi, è consentito riportare esperienze della portinaia (per cui la portinaia è dall'altro lato del consiglio) qualora la portinaia sia nostra congiunta.

Tornando a noi:
Quote:
Originariamente inviato da uvz Guarda i messaggi
Scusate ma cosa c'entra tutto questo discorso TEORICO sulle trasfusioni? Questo è un post per chiedere informazioni su problemi PRATICI (o presunti tali) di salute. Così rovinate il post. Aprite una nuova discussione apposita.

CUT

Questo non è un post scientifico (ma quanti dottori hanno il tempo di discutere in Internet). Se volete discutere scientificamente aprite thread appositi (ma mi risulta che anche i profani della materia discutino anche loro, giustamente). Qui si chiedono consigli medici. Se uno è del settore dica che ha la certezza delle sue ideè, dei suoi consigli. Se non è del settore basta dire che sono esperienze e/o cultura personale. Non si prescrivono esami o medicine qui dentro, ma dei buoni consigli si possono dare.
A me sembra che quanto di non-scientifico c'è in questo thread, finora sia venuto da chi tirava fuori questioni di lana caprina sul perché e il percome del thread stesso, e non da chi ha chiesto consigli e da chi consigli ha dato.
Tutto il "discorso teorico" contro cui ti scagli, è nato da una richiesta di chiarimenti, che si è sì un pochettino estesa, ma che si è anche concusa; conclusione che oltretutto ha visto la soddisfazione del richiedente, e una seria disamina sugli effetti di certe procedure solo apparentemente benefiche.

Incidentalmente, noto che il fatto che non si discute in pubblico l'operato dei moderatori ancora non ti è entrato in testa.
A questo si è anche aggiunto un inizio di polemica con altri utenti.
Forse ti ci vuole un po' più di applicazione.
Voglio sperare che cinque giornate bastino. Ti sarei grato se tu potessi confermare questa mia speranza.
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Ultima modifica di Ziosilvio : 29-03-2009 alle 13:04. Motivo: Corretta un po' di forma italiana.
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Old 29-03-2009, 18:27   #95
robynove82
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Originariamente inviato da Froze Guarda i messaggi

ovviamente la mia stima prendila con le pinze.
io tornai davanti al pc dopo 3 giorni, ma nel tuo caso credo sia decisamente diversa la situazione

altra cosa: nei primi giorni sarai molto sensibile alla luce e potresti avvertire fastidio a vedere da vicino . non ti spaventare, poi passa
Mi spaventerò sicuramente

Comunque ho trovato il link sul sito dove probabilmente farò l'intervento. La macchina utilizzata è una "Laser Zeiss Mel 80 di Quarta Generazione". Mi sto informando a riguardo, se qualcuno ne sa qualcosa ne sarei grato di qualche consiglio.

il link completo è questo:

http://www.ocupisa.it/box/eccimeri.htm
robynove82 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-03-2009, 22:30   #96
Destiny88
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Chiedo scusa ai moderatori se la mia domanda ha sollevato un vespaio, non era mia intenzione farlo.

In ogni caso ho avuto la risposta che cercavo, e pertanto ringrazio tutti gli utenti che sono intervenuti per chiarire questo mio dubbio.
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Old 31-03-2009, 16:22   #97
IL_mante
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nausea da viaggio

faccio un altra domanda, direi più semplice: tra un paio di settimane vado 3 giorni a visitare assisi. per una serie di motivi (comodità, parcheggi) vado in pullman. io soffro parecchio di nausea in pullman, e finora non è stato un problema perchè mi basta stare davanti e sto discretamente, ma i viaggi fatti fino ad oggi sono stati con la scuola, quindi potevo chiedere di stare davanti, ma in un viaggio pubblico, non so se riuscirò ad avere il posto in prima fila, anche perchè se ci si mettono dei vecchi o dei bambini mica posso imporgli di levarsi...

quindi: ho sentito parlarre bene dei braccialetti da viaggio... come funzionano? sono efficaci? sono usa e getta o ne prendo uno e mi dura tutta la vita? illuminatemi!
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Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.
IL_mante è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 31-03-2009, 16:53   #98
Destiny88
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Originariamente inviato da IL_mante Guarda i messaggi
quindi: ho sentito parlarre bene dei braccialetti da viaggio... come funzionano? sono efficaci? sono usa e getta o ne prendo uno e mi dura tutta la vita? illuminatemi!
Noi li abbiamo a casa! Non sono per nulla usa e getta, però.
Destiny88 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 31-03-2009, 17:17   #99
IL_mante
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come vi trovate? sono efficaci? hanno qualche effetto collaterale? ne serve uno per braccio, giusto?
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Old 31-03-2009, 17:56   #100
Destiny88
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come vi trovate? sono efficaci? hanno qualche effetto collaterale? ne serve uno per braccio, giusto?
Io li usavo da piccolo, funzionano molto bene, secondo me!

Si, ce ne sono due, uno per polso.

Devi stare attento a metterli bene, però. Dovrebbero esserci le istruzioni comunque
Destiny88 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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