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Old 06-04-2003, 15:36   #1
marben
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Unità ottiche: i problemi più comuni e relative soluzioni

Inizio questo topic in cui propongo di inserire piccole guide per la soluzione dei problemi più comuni.

Se il masterizzatore non scrive alla massima velocità

Se disponete di un masterizzatore di ultima generazione, vi sarà senz’altro capitato di notare che, inserendo un supporto nell’unità, questa non permette di incidere il disco alla velocità massima o, ancor peggio a velocità molto ridotte. Prima di imprecare all’indirizzo dell’unità, è senz’altro bene provare altri supporti, preferibilmente certificati per velocità elevate. Infatti, i masterizzatori di ultima generazione implementano interessanti caratteristiche atte a garantire il miglior risultato possibile in termini di qualità dell’incisione. Infatti, oltre alle funzionalità anti-Buffer Underrun (BurnProof, JustLink, SuperLink, ecc.) i drive più recenti implementano tecnologie che, analizzando la qualità del supporto, determinano la velocità massima a cui tali dischi possono essere scritti. Un’idea simile era stata sfruttata tempo fa anche da Philips, introducendo la funzionalità Thermo Balanced Writing, anche se in questo caso si trattava essenzialmente di una taratura automatica del laser in funzione della qualità del supporto; le recenti tecnologie sono più efficaci poiché intervengono anche sulla velocità di scrittura. Questo automatismo delle scelte operato dai masterizzatori, tuttavia, ha trovato impreparati molti utenti di unità CD-Writer. Da qui l’iniziativa di creare una semplice guida, dedicata alla soluzioni di problemi o presunti tali.
Supponiamo di essere in possesso di un masterizzatore piuttosto veloce, un modello capace di scrivere a 48x. Inserendo un disco qualsiasi e avviando il wizard per l’incisione del supporto dal software di masterizzazione, notate che la massima velocità di scrittura selezionabile è per esempio 12x, che è ben lontana da quella massima consentita dall’unità.
In questo caso, si tratta del drive Artec WRR-4848, che limita la scrittura di supporti ‘Incontro CD-R 80’ alla velocità di 12x.
Ovviamente, questa tecnologia che determina la velocità di scrittura non è sempre affidabile e precisa. Effettuando delle prove , il drive Artec ha permesso la scrittura a 48x di supporti ‘Verbatim DataLife 40x’, limitando invece la scrittura a 40x dei supporti ‘Verbatim DataLifePlus’ certificati, addirittura, per scritture a 48x.
Imprecisioni a parte, benché in taluni drive la funzione, detta “Controllo qualità”, sia disattivabile, è bene mantenerla attivata, data la sua indubbia utilità. Di seguito, comunque, spiegherò come disabilitare la tecnologia “Controllo qualità”. Essa, a seconda del produttore, è identificata con diverse diciture, delle quali cito le principali:
- Just Speed (implementata nei drive aventi meccanica o tecnologie Ricoh: Aopen, Artec, CyQ’ve, Samsung, Nec, ...)
- Flextra Speed (presente nei drive di produzione Asus e, quindi, i relativi OEM, tra cui le unità Teac, a partire dal modello a 48x)
- Fail-Free Writing (tecnologia presente nelle unità prodotte da LG)
- Generic Write Control (dicitura generica)

Per disattivare tali funzionalità nel software di masterizzazione Nero Burning Rom di Ahead, è necessario intervenire nella finestra “Seleziona Masterizzatore”, raggiungibile dal menù “Masterizzatore” > “Seleziona Masterizzatore”. Quindi cliccando “Opzioni” sia la finestra si estenderà mostrando le funzioni aggiuntive controllate dal masterizzatore. La voce che si riferisce alla velocità di scrittura (comprendente, quindi, termini quali “Speed”, ecc.).
Tuttavia, come già detto, in molti drive le funzioni di “Controllo qualità” non sono disattivabili, come, ad esempio, nei drive Teac, sino al modello a 40x.

Nel caso si determini che queste tecniche non sono le “colpevoli”, le soluzioni alternative sono due: attivare la modalità DMA, nel caso questa sia disattivata, e installare una versione recente del driver ASPI di Adaptec.
La modalità DMA è un metodo di trasferimento dei dati atto a garantire uno scambio ad alta velocità; se disattivata, il trasferimento avverrà in PIO Mode, cioè con un vistosissimo calo delle prestazioni. Per attivare la modalità DMA esistono metodi differenti a seconda del sistema Windows in uso. Nel caso di Windows 9x, ME bisogna intervenire nel Pannello di controllo, quindi nelle proprietà del sistema, cliccando su “Sistema”. Selezionate la finestra “Gestione periferiche”; quindi fate doppio clic sull’unità IDE di cui desiderate attivare il modo DMA. Spuntate la casella “DMA” e riavviate. In Windows XP il procedimento differisce in molte fasi; accedete alle proprietà del sistema (oltre che dal “Pannello di controllo”, è possibile farlo con un clic destro su “Risorse del Computer”, sul desktop, quindi cliccando su “Proprietà”). Nella finestra “Hardware” selezionate “Gestione Periferiche”. Cliccate due volte su “Controller IDE Ata/Atapi” e sul canale ove è presente l’unità desiderata (es. “Canale Secondario IDE”). Accedete alla finestra “Impostazioni avanzate”, quindi determinate per l’unità desiderata la modalità “DMA se disponibile”. Riavviate il computer.

Una terza soluzione al problema è, come detto, l’installazione dei driver ASPI. Questo pacchetto è scaricabile dal sito di Adaptec. L’installazione è veloce e semplice. La release deve essere abbastanza recente, ma non necessariamente l’ultima. Fra quelle rilasciate negli ultimi periodi, la versione 4.60 è risultata più stabile di alcune altre rilasciate posteriormente.

Nel caso le soluzioni citate non abbiano risolto il problema, è bene procedere all’aggiornamento del Firmware. Con tale termine si identifica un elemento software memorizzato nella memoria flash dell’unità, in grado di coordinare le varie funzioni assolte dal drive. Infatti, il firmware è il punto di congiunzione fra il sistema operativo e i vari software e la meccanica del drive, l’hardware. L’aggiornamento è relativamente semplice. La procedura varia a seconda del produttore dell’hardware e, comunque, se non dovesse andare a buon fine, potrebbe essere fatale per l’unità. Questa, infatti, potrebbe divenire inutilizzabile in caso di interruzioni dell’alimentazione elettrica o di errori di varia natura, sia della macchina che umani. Un sito, molto ben realizzato, http://www.firmware-flash.com , è considerato il più grande centro di raccolta di aggiornamenti firmware.

Raramente, tuttavia, dati i sintomi (velocità di scrittura limitata), si tratta di guasti hardware.
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Old 14-04-2003, 00:19   #2
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Old 03-05-2003, 13:44   #3
marben
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Guida n. 2


Ho notato che molti, anche su forum esteri, lamentano problemi di firmware con unità Ricoh e relativi OEM, soprattutto Artec. Questi ultimi si sono molto diffusi, poichè distribuiti da Olidata. Hanno, però, numerosi problemi dovuti a firmware sviluppati male. Ho realizzato una guida risolutiva valida anche per le altre unità basate su componentistica Ricoh.


Ricoh e relativi prodotti OEM : imporre un firmware all’utility di flashing


Siete in possesso di un drive con meccanica Ricoh, quindi marchiato AOpen, Artec, CyQ’ve, piuttosto che recante il marchio della stessa Ricoh; lamentate diversi problemi, anche gravi, nel quotidiano utilizzo del drive. Avete effettuato l’aggiornamento del firmware utilizzando l’eseguibile e il file .bin forniti dal produttore, ma i malfunzionamenti affliggono ancora il masterizzatore. Per esempio, alcuni masterizzatori Artec, tra cui i modelli a 32x, a 40x (WRR-4048) e a 48x (WRR-4848), nonostante gli aggiornamenti FW rilasciati, sono caratterizzati da un firmware, che provoca gravi malfunzionamenti in fase di masterizzazione. Essenzialmente si tratta di una cattiva gestione dei supporti; questo può comportare diverse conseguenze: scrittura fallita, incisione di bassa qualità (con conseguenti difficoltà di lettura, in particolare dei dischi audio) o, addirittura, nessuna incisione del disco, nonostante, in questo caso, il software segnali che la scrittura è stata eseguita correttamente. Artec ha rilasciato alcuni aggiornamenti del firmware, ma, tuttavia, molti problemi non sono stati risolti, come nel caso del modello WRR-4848, con release 1.07 del FW . Altre aziende, ad esempio AOpen, curano maggiormente e con più costanza la programmazione del firmware; essendo i masterizzatori con meccanica Ricoh simili, in taluni casi è possibile installare su un drive il firmware di un altro. Ciò è applicabile anche per fini di potenziamento (overclock) del masterizzatore, con il vantaggio che l’operazione può essere meno distruttiva rispetto alle soluzioni approntate con masterizzatori di altre marche. Infatti, è piuttosto raro “distruggere” il masterizzatore con operazioni di questo tipo, data l’indubbia affidabilità dell’utility (per il flashing della EPROM) RFLASH (vedi fig.2), che esegue molti controlli per evitare di danneggiare definitivamente il drive. Proprio questi controlli sono, però, un ostacolo nel caso si voglia “modificare” il proprio drive, trasformando, per esempio, un Artec in un AOpen.
Come detto, oltre ad un ipotetico potenziamento, la modifica del drive potrebbe essere attuata anche per risolvere problemi dovuti a firmware sviluppati male e recanti bug. Ricollegando il discorso al masterizzatore Artec WRR-4848, per migliorarne il funzionamento è necessario caricare nella memoria flash del masterizzatore un firmware alternativo, destinato a CD-Writers simili. Un esempio può essere quello di installare sul masterizzatore Artec la release 1.09 del CyQ’ve CQ4848PRO, drive dalla caratteristiche simili. L’intervento porta significativi miglioramenti, ma è comunque difficile scrivere sul alcuni tipi di supporti, in particolare quelli certificati per velocutà massime abbastanza basse, quali 8x e 12x. Per risolvere completamente il problema, è necessario caricare il FW dell’ AOpen CRW4048. Tuttavia, si tratta del firmware di un modello che incide al massimo a 40x, di conseguenza il nostro drive 48x 12x 48x è ora un 40x 12x 48x. Si tratta, tuttavia, di calo di prestazioni pressoché irrilevante, dal momento che l’incisione di un CD alla massima velocità richiederà solo poche decine di secondi in più.
Come preannunciato, però, l’utility Ricoh RFLASH presenta dei controlli che vietano il caricamento di firmware non progettati per il drive interessato. Il software di flashing, infatti, verifica che il firmware presente nel drive e quello che si intende installare siano progettati per il medesimo masterizzatore e, in caso di riscontro positivo, procede all’aggiornamento.
Nel caso di riscontro negativo, non bisogna perdere le speranze. Infatti, la soluzione risiede in un piccolo, ma lecito imbroglio. Si tratta infatti di far riconoscere all’utility un firmware giudicato non idoneo come idoneo.
Procuratevi un firmware progettato per il vostro drive (in questo caso, un file .bin, corrispondente alla release 1.07 per l’Artec WRR-4848) e quello che desiderate caricare (si tratta sempre di un file .bin per le unità Ricoh). Rinominate il primo in a.bin e il secondo in b.bin. Avviate l’utility RFLASH e selezionate il file a.bin . Cliccate quindi su “Next”. In background, con Esplora risorse, rinominate il file a.bin in a1.bin (o con qualsiasi altro nome, diverso da a.bin). Rinominate quindi b.bin in a.bin. Ritornate all’utility RFLASH, e premete “START”. Il programma procederà all’aggiornamento. Quindi, una volta conclusa la procedura, chiudete l’utility e riavviate il computer. Al successivo avvio del computer il drive sarà funzionante, dotato del nuovo firmware. Questo metodo si definisce “swap method” , “metodo dello scambio”.

Nel caso il processo di aggiornamento abbia causato la “morte” del drive, non disperate. Infatti, nonostante il drive non dia segni di vita, è possibile forzare la modalità “Ricoh Firmware Loader 2”. In questo modo, il drive si trasforma in una sorta di scrittore della EPROM. Per forzare il “Ricoh Firmware Loader 2” è necessario intervenire sull’hardware. Precisamente, bisogna mettere in cortocircuito un jumper, analogamente all’impostazione del Master/Slave. Si tratta del primo jumper presente sul retro dell’unità partendo da sinistra (vedi fig.1). Mantenendo il jumper in cortocircuito, collegate il drive alla motherboard e all’alimentazione. Avviate il PC. Tramite l’utilty RFLASH, applicate un altro firmware all’unità. A procedura terminata, spegnete il computer. Rimuovete il jumper utilizzato per forzare la modalità “Firmware Loader”, quindi accendete il PC. Ora il drive dovrebbe essere funzionante.


Conclusioni
Con questo metodo, quindi, è possibile trasformare drive di un’azienda in quelli di un’altra, se le specifiche delle parti elettroniche e dei circuiti lo permettono. Quindi, è possibile praticare l’overclock di molte unità.

Di queste unità è possibile scambiare i firmware (testati):
- Aopen: masterizzatori fino al modello 40x (CRW4048) con i drive Artec fino al 48x (WRR-4848) e CyQ’ve fino al CQ4848PRO. Il modello a 48x e successivi non possono essere modificati con i FW dei precedenti, poiché adottano metodi di scrittura diversi, passando al CAV in sostituzione del Z-CLV.
- CyQ’ve: masterizzatori fino al modello 48x (CQ4848 e CQ4848PRO) intercambiabile con Artec, sino al WRR-4848 (48x) e Aopen, sino al 40x (CRW4048)
- Artec: fino al 48x (WRR-4848) intercambiabile con CyQ’ve (fino ai CQ4848 e CQ4848PRO) e Aopen (fino al CRW4048)




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Links relativi all’argomento:
- RFLASH v.4.50 :
http://info.ultima.com.tw/fae/firmwa...RWFlash450.exe
- Firmware vari:
http://www.firmware-flash.com

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Ultima modifica di marben : 01-01-2004 alle 14:43.
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Old 03-05-2003, 13:48   #4
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Le conseguenze di un aggiornamento firmware fallito non sempre sono irreversibili. Ecco come salvare un’unità ottica apparentemente spacciata

Aggiornamento fallito? Ecco come resuscitare un drive ‘morto’

L’aggiornamento del firmware può comportare indubbi vantaggi, quali migliori prestazioni ed un’incrementata compatibilità con i supporti con unità in grado di incidere supporti. Tuttavia l’operazione di aggiornamento è molto rischiosa, analogamente all’upgrade del BIOS di una scheda madre o di una scheda grafica. Ciò perché il firmware è l’elemento essenziale di ogni periferica, poiché coordina le attività vitali dell'apparato stesso. Qualora dovesse venire a mancare questo piccolo elemento software, la periferica sarebbe totalmente incapace di eseguire qualsiasi operazione.
Ecco perché diverse unità ottiche non danno segni di vita se un aggiornamento fallisce. Molto spesso non è possibile salvare device danneggiati in questo modo. Se il vostro drive ‘danneggiato’ è basato su un chipset di produzione Ricoh o Mediatek , tuttavia, è possibile ricaricare il firmware senza sostituire la Flash Rom (il chip di memoria nel quale risiede il firmware), operazione peraltro economicamente improponibile (in questi casi è consigliabile l’acquisto di una nuova unità). Quindi, anzitutto, verificate che la parte elettronica del vostro drive sia incentrata su chipset di questi due produttori. Nella rete esistono diverse fonti in grado di chiarire il tipo di chipset senza l’apertura fisica dell’unità. Ad esempio, il sito ceco www.cdr.cz , fronisce informazioni chiare e schematiche, tanto da non far rimpiangere l’adozione della sola lingua ceca. Anche il sito www.cdrinfo.com , importante punto di riferimento in tema di masterizzazione, può risultare molto utile al riguardo.

Se possedete un drive con chipset Ricoh, rimando la spiegazione al secondo paragrafo della guida “Ricoh e relativi prodotti OEM: imporre un firmware all’utility di flashing” . L’intervento implica una modifica non devastante dell’hardware.

Se possedete un device basato su chipset Mediatek, non è necessario alcun intervento all’hardware (se non in casi rarissimi). E’ solamente necessario munirsi un’applicazione studiata ad hoc per drive con questi chipset e distribuita in due versioni: MtkFlash (eseguibile in DOS puro) e MtkWinFlash (operante in Windows). Le prima, sebbene più complessa da usare, è notevolmente più stabile della versione di Windows, soggetta a frequenti blocchi. Tuttavia, di seguito è illustrato come procedere con entrambe le versioni. Dopo essersi muniti di tale software (definito ‘flasher’, in quanto atto a scrivere il firmware nella Flash ROM), è necessario reperire il file contenente il firmware. In questo caso, MtkFlash opera solamente con file aventi estensione .bin o .hex. Reperire in rete firmware applicabili con MtkFlash (o MtkWinFlash) è piuttosto facile: ve ne sono diversi nel vasto database del sito specializzato www.firmware-flash.com . Una volta che si è in possesso dei due elementi fondamentali (il flasher ed il file del firmware) si può procedere con l’aggiornamento.


Usare Mtk Flash
Formattate un floppy di avvio MS-DOS e copiate al suo interno l’eseguibile di MtkFlash e i file contenenti il firmware (questi ultimi possono anche essere più di uno). Assicuratevi che il BIOS sia impostato in maniera tale che il floppy preceda l’hard disk nella fase del boot.
MtkFlash, nella sua semplicità, tuttavia, può rivelarsi paradossalmente macchinoso; il solftware a totalmente bsato su riga di comando, essendo avviabile solo in DOS puro. E’ necessario attenersi a questo metodo per usufruire delle funzionalità di MtkFlash:

MTKFLASH X W /B filename.BIN

Tale comando, ovviamente, deve essere preceduto dall’indicazione della directory contenente i file del programma e qualli del firmware da installare nella Flash ROM dell’unità.
Di seguito è spiegato nel dettaglio il significato delle varie indicazioni del comando di cui sopra.

MTKFLASH = Necessario per richiamare l’utility

X = Da rimpiazzarsi con un numero indicante l’indirizzo dell’unità, attenendosi a quanto segue:
1 : Canale Primario, impostazione Master
2 : Canale Primario, impostazione Slave
3 : Canale Secondario, impostazione Master
4 : Canale Secondario, impostazione Slave

W /B = Determina le azioni che MtkFlash deve eseguire, in questo caso scrivere il firmware nella Flash ROM.

filename.BIN = In questo passaggio è necessario indicare i file contenenti il firmware. Di conseguenza qui si dovrà trascrivere correttamente i nomi dei file, (per esempio firmware.bin o firmware.hex ). Nel caso il firmware sia contenuto in più file, è necessario trascrivere i nomi di tutti questi, separati da uno spazio.

Premendo INVIO si avvierà l’operazione di flashing.

E’ necessario prestare attenzione al spazi da trascrivere in riga di comando, un eventuale errore sintattico comprometterebbe la funzionalità dell’utility. Prestare quindi attenzione a questi particolari: fra MTKFLASH e “X”, così come fra W e /B e fra /B e il nome del file, deve essere interposto un solo spazio; lo stesso vale per la trascrizione dei nomi dei file contenenti il firmware, nel caso essi siano più di uno.

Usare MtkWinFlash
La versione operante in ambiente Windows di MtkFlash è denominata MtkWinFlash. Può vantare la praticità che talvolta viene a mancare durante l’uso della versione per DOS e che è sempre apprezzata da chi è alle prime armi. Ma vi sono anche delle controindicazioni, in quanto MtkWinFlash è piuttosto instabile. Avviando il software, si incontra un bivio, che ramifica il programma in due modalità differenti sia per uso che per caratteristiche. Esse sono denominate rispettivamente Atapi Mode e IDE Mode. Il funzionamento della prima ricalca quello di tutti i consueti flasher per Windows, comportando cioè l’indicazione del unità di destinazione semplicemente mediante il nome della stessa. In caso di unità con firmware corrotto o assente, tale modalità è di fatto inutile, perché in questi casi non si ha il riconoscimento dell’unità né dal BIOS né dal sistema operativo. L’IDE Mode, invece, si basa su un funzionamento simile a quello della versione per DOS, agevolato però dai classici menù a tendina di Windows.

Atapi Mode: In Target Drive è necessario indicare l’unità da flashare, selezionabile dal menù a tendina. In Source è necessario indicare i file del firmware, eventualmente usufruendo della funzione Browse (Sfoglia). Quindi cliccare su Flash Drive, in modo da avviare il processo di scrittura della Flash ROM.

IDE Mode: Analogamente a MtkFlash, in Target Drive è necessario indicare numericamente la “posizione” del drive:
1 : Canale Primario, impostazione Master
2 : Canale Primario, impostazione Slave
3 : Canale Secondario, impostazione Master
4 : Canale Secondario, impostazione Slave
In Source, invece, è necessario indicare il file contenente il firmware; anche qui è presente la funzione Browse. Cliccando su Flash Drive è possibile avviare il processo di aggiornamento / scrittura.

Indubbiamente i software sopra descritti sono di indubbia utilità, tanto da poter evitare un eventuale danno economico: benché i masterizzatori abbiano ormai prezzi decisamente bassi, la possibilità di ripristinare la piena funzionalità di un’unità “morta” e sicuramente interessante. Oltretutto, questi semplici programmi permettono di praticare l’overspeed (= aumento della velocità nominale del drive) di diverse unità, benché l’operazione sia sconsigliabile: il guadagno prestazionale è spesso piuttosto ridotto ed, inoltre, l’operazione ha in diversi casi provocato danni irreversibili all’hardware ed ai supporti in esso contenuti.


==============================================


MtkFlash: backup del firmware

MtkFlash, inoltre, integra un’utile funzione di backup del firmware attualmente installato nel drive (ammesso che sia presente e non sia corrotto). Si proceda in questo modo:

Digitare in riga di comando tale stringa: MTKFLASH X R /M /B anyname.BIN

Si sostituisca X con un valore numerico rappresentante l’allocazione del drive (vedi sopra). Quindi si indichi in luogo di anyname.BIN il nome del file (di lunghezza massima pari a 8 caratteri) che verrà creato e nel quale sarà salvato il firmware attualmente installato. Premere INVIO per procedere all’estrazione di una copia del firmware dalla Flash ROM. Il file così creato sarà scritto nella directory contenente MtkFlash.

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Ultima modifica di marben : 01-01-2004 alle 20:04.
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