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#61 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Tra Verona e Mantova
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Io non penso che la velocità di risposta sia un problema, almeno se l'idea sia quella di creare qualcosa che sembri intelligente.
Se Einstein avesse parlato al ritmo con cui si muove un bradipo sarebbe stato comunque un genio. Vale a dire che nella scelta tra un lento luminare ed un idiota fulmineo avvantaggerei il primo. A mio parere, esiste più d'un concetto "indicibile", direi tutti quelli che implichino qualcosa oltre il sensibile. "Sogno", "Vita", "Intelligenza" o "Umano", nel senso dell'essere. L'ultimo pare semplice ma bisogna ricordare che mancano dei pezzi all'albero delle specie che porta dal brodo primordiale al primo Tizio per strada, geneticamente abbiamo un bel po' in comune con varie creture villose, dedite al salto di ramo in ramo e, in quella parte che ci caratterizza, esistono un buon numero di mutazioni accertate ed un'infinità di possibili. Se prendiamo a metro l'aspetto esteriore, poi, entriamo in un pantano da cui non c'è verso d'uscire. Per me, la lingua ha dei limiti nel senso che esistono concetti di cui possediamo una definizione inconscia che non siamo comunemente in grado di esprimere perchè non sono interamente razionalizzati, ciò che non giova all'uso della regina delle facoltà razionali che qui si sta cercando di emulare. E torno ad esempio sul caso dell'essere umano. Non è irragionevole supporre che, in quanto membri di una specie, ognuno di noi possieda un concetto di "umano" formato di percezioni non linguistiche. Forse centra la traccia ormonale e un'ancestrale capacità di distinguerne un certo schema. Il tutto senza scomodare un'ipotetico settimo senso in stile Alien: "sento la regina!". Pur non sapendo come definire l'essere umano saremmo comunque in grado di distinguere tra chi lo sia e chi non lo sia e in forza di questa recondita certezza discutere di "umanità". In ogni caso quello dei concetti è un problema più che interessante e non solo per le intelligenze artificiali. E' la stessa fossa in cui cadono certe interpretazioni dell'ereditarietà e non credo sia un caso che il chapel di Cray consenta di sfruttarne una sua particolare visione in modi che per altre lingue sono tutto fuorchè banalmente ottenibili.
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Uilliam Scecspir ti fa un baffo? Gioffri Cioser era uno straccione? E allora blogga anche tu, in inglese come me! Ultima modifica di PGI-Bis : 04-01-2007 alle 02:35. |
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#62 | |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2005
Città: Roma
Messaggi: 7029
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#63 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Tra Verona e Mantova
Messaggi: 4553
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L'obiezione è suggestiva tuttavia i vocabolari contengono una definizione linguistica delle parole. Per il concetto devi andare sulle enciclopedie (o sui vocabolari enciclopedici) e lì scopri che la faccenda è più complicata.
Però al fine di far sembrare intelligente un programma la parola come da vocabolario potrebbe anche andare bene, a patto che il dialogo resti nell'ambito delle definizioni. Cioè al massimo puoi chiedere "cosa sai di" ma basta un "cosa pensi di" per buttare al tappeto l'avversario. Non che sia poco il saper descrivere qualcosa ma non mi strapperei i capelli che mi restano per un programma del genere, tutto qua.
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Uilliam Scecspir ti fa un baffo? Gioffri Cioser era uno straccione? E allora blogga anche tu, in inglese come me! |
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#64 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Messaggi: 3359
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Bhe lo facciamo o no allora tutti assieme sto azz di bot intelligente?
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#65 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 2755
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Interessante questa discussione, secondo me però, come è già stato detto, sarebbe molto più semplice partire da compiti meno complessi (Ad esempio il movimento), il linguaggio ha veramente tantissime sfumature e al momento (sempre IMHO) non si potrebbe pensare di fare molto di più di un "pappagallo".
Sarebbe un buon risultato ma molto distate dall'essere intelligente.
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#66 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2006
Messaggi: 1262
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e allora proviamo a creare un pappagallo piu intelligente d quelli esistenti
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#67 | |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2005
Città: Roma
Messaggi: 7029
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l'uomo si è evoluto fino a tal punto perché il suo obiettivo non era ripetere, era sopravvivere: ha dovuto trovare modi sempre più intelligenti per trovare cibo, mettersi al sicuro dai predatori, crearsi il suo habitat, ecc. io la mia idea l'ho detta: partirei con la storia dei patterns. quantomeno sarebbe bello creare un programma che sappia rispondere alle domande, cioè che riceva esclusivamente frasi terminanti con un punto interrogativo ed emetta relatve risposte. la faccio molto semplice: il bot riceve la domanda, la riconduce ad un pattern, ed emette in forma linguistica i concetti della risposta associati a quel pattern. nonostante la semplicità e la lontananza da una vera AI, anche così è molto complesso. |
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#68 |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2005
Città: Roma
Messaggi: 7029
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così a tempo perso potremmo provare a scrivere un pezzo di codice per uno, che ne dite?
inzio io: Codice:
#include <stdlib.h>
#include <stdio.h>
int main()
{
return 0;
}
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#69 |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2005
Città: Roma
Messaggi: 7029
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vabbè va, giusto perché sono buono
Codice:
#include <stdlib.h>
#include <stdio.h>
typedef struct _PATTERN {
// ...? O_o :D
} PATTERN, *PPATTERN;
int main() {
return 0;
}
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#70 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Tra Verona e Mantova
Messaggi: 4553
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Due idee a fiume sul "come".
Immagino che si possa iniziare su una frase, lavorando all'individuazione della categoria a cui appartiene. In funzione della categoria si procederà poi al tentativo di analizzarne le parti che siano di una qualche utilità al prosieguo del discorso. Grammatiche alla mano sappiamo che esistono due macrogruppi di frasi, enunciative e volitive. Penso che le prime possano desumersi per esclusione delle seconde. Dubbi, concessioni, esortazioni, comandi, esclamazioni e domande sembrano avere una sintassi tipica. La palla è rossa. 1. Termina con un ? No 2. La prima parla è un avverbio interrogativo? No. 3. Ha più di un verbo e il primo è volitivo? No. 4. Termina con un ! No e via dicendo. Generalizzando potremmo provare a dire che data una frase F la sua appartenenza ad una delle sette categorie sintattiche sarebbe determinabile dall'applicazione di un ordine di "categorizzatori" alla frase F [e ad una comunicazione M] [pre]Frase f. per ogni Categorizzatore c: se c risulta applicabile ad f allora f è una frase di categoria C di c.[/pre] Supponiamo di avere un analizzatore logico AC per ogni categoria. Il passo successivo, cioè la determinazione degli elementi informativi utili alla comunicazione, sarebbe l'applicazione di AC ad F. Nell'ipotesi che F sia una frase enunciativa (la palla è rossa, la palla non è rossa, la palla rotola, la palla è scoppiata e via favoleggiando) l'analizzatore logico determinerebbe che esiste un soggetto e che a tale soggetto devono essere associati dei simboli (rossa, negazione di rossa, rotola, è scoppiata...). Penso anche che la condizione essenziale per farne un tentato conversatore sia la capacità di assumere un certo simbolo come referente della comunicazione. Ciò di cui si parla. E' rossa. Non esiste un referente per la comunicazione in corso. I categorizzatori mi dicono la frase non appartiene, per sintassi, ad un tipo noto. Ergo chi parla lo fa a vanvera. La palla è rossa. [referente = palla] L'ho vista cadere. I categorizzatori considerano la frase usando il referente del messaggio come "valvola di sicurezza". "l'ho vista cadere" così com'è non va ma se l'articolo è concorde al referente allora può essere "salvata" poichè è sintatticamente riconducibile ad una forma implicita significativa per la presenza di un referente introdotto in precedenza e ancora valido. Riassumerei quindi in: CategoriaFrase, predeterminate, sette secondo la sintassi italiana. Frase, introdotta dall'utente. Comunicazione, posseduta dal programma, contiene ciò che è eventualmente utile alla determinazione della categoria della Frase corrente, oltre a quello che potrebbe essere necessario al fine di scegliere le Frasi emesse dal programma. [con chi parlo, di cosa parlo eccetera] Categorizzatore, uno per ogni categoria a cui possono appartenere le frasi italiane, operano su una Frase ed una Comunicazione come interruttori esclusivi per l'applicazione di un AnalizzatoreLogico, estrae da una frase gli elementi informativi (soggetto, attributi eccetera). Diciamo che l'AnalizzatoreLogico restituisce un pacchetto di unità operabili. A queste potremmo applicare uno tra più Reattori determinati in base alla categoria della frase. Ad esempio, il Reattore per una frase di categoria Affermativa prenderebbe il soggetti del pacchetto di unità operatibili e lo conserverebbe in memoria associandolo ai relativi predicati. Il Reattore di una frase Interrogativa prenderebbe il complemento di argomento o, in sua assenza, il referente per trovare ciò che sa riguardo all'argomento della richiesta. Poi ci sono un tot di cose su cui scervellarsi per trovare una risposta sensata, cosa che potrebbe farsi usufrendo del complemento di specificazione (Di che colore è la palla?) palla -> uh quante cose che so -> sotto colore ho qualcosa? -> rossa. E poi c'è la costruzione della risposta...e insomma mi sa tanto di roba luuunga
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Uilliam Scecspir ti fa un baffo? Gioffri Cioser era uno straccione? E allora blogga anche tu, in inglese come me! |
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#71 |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2005
Città: Roma
Messaggi: 7029
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@PGI-Bis, e altri che mi hanno letto: mi sa che non mi sono spiegato bene nei miei post precedenti
non bisogna ragionare sulle specificità di questa o quella grammatica, e neanche della grammatica in generale!! la mia idea consiste solamente nell'astrarre dei pattern comuni da una sequenza di bytes, punto. la AI non vede entrare in ingresso parole: la AI vede entrare bytes, con valori totalmente arbitrari (anche caratteri ASCII non usati in nessuna grammatica). facendo riferimento al post #13 e relativi, se fosse la AI stupida, una volta presa quella sequenza di bytes dovrebbe semplicemente memorizzarla. ma siccome stiamo parlando invece di quella più furba, dovremmo cercare di confrontare quella sequenza di bytes con altre sequenze precedentemente memorizzate ed astrarre delle variabili! una volta fatto questo secondo me si può veramente iniziare a dire che la AI capisca quello che le viene detto, e a quel punto potremmo pensare al modo di modificare i valori delle variabili al fine di esprimere una risposta... |
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#72 | |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2005
Città: Roma
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esempio pratico: Tizio - "ciao, come stai?" Caio - "bene, grazie." la AI assiste e memorizza. arrivo io e scrivo sulla console della AI: "ciao, come stai?" la AI ritrova quella sequenza in memoria, consulta il pattern associato a quella sequenza, consulta il pattern associato come risposta al pattern di quella domanda, consulta la sequenza associata al pattern della risposta, emette la sequenza: "bene, grazie." la AI ha risposto senza minimamente capire. ora cambiamo qualcosa: dopo aver assistito a questo saluto tra Tizio e Caio la AI assiste ad un altro saluto tra i due: Tizio - "ciao, dove stai?" Caio - "qui, grazie." LOL l'esempio è veramente cretino ma l'ho fatto per farvi vedere come ora la AI costruisce il pattern: piglia la sequenza, la confronta con quella precedente, trova degli aspetti in comune. vede che un pezzo della sequenza è cambiato, perciò nel pattern associato a quella sequenza crea in quel punto una variabile. inoltre si ricorda che quando quella variabile assume il valore "come", un'altra variabile del pattern della risposta deve contenere il valore "bene", e che quando la prima assume il valore "dove" la seconda deve diventare "qui". riassumiamo la situazione della AI dopo questo secondo saluto: c'è una sequenza "ciao, ??? stai?" associata ad un pattern (come/dove), associato a sua volta ad un pattern di risposta (bene/qui), associato infine ad una sequenza "???, grazie." al contrario della AI fessa, dove invece avremmo soltanto 4 sequenze (le 2 domande e le 2 risposte). |
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#73 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Tra Verona e Mantova
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#74 | ||
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2005
Città: Roma
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#75 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Città: Genova
Messaggi: 4739
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se posso permettermi, suggerirei per adesso, di arrivare a padroneggiare la teoria e il funzionamento di un interprete prolog e di un planner goal based prima di avventurarsi in un dominio difficilmente esplorabile...
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Jappilas is a character created by a friend for his own comic - I feel honored he allowed me to bear his name Saber's true name belongs to myth - a Heroic Soul out of legends, fighting in our time to fullfill her only wish Let her image remind of her story, and of the emotions that flew from my heart when i assisted to her Fate
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#76 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2006
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adesso inizio a capire cosa vuoi fare....quindi c sono veramente una miriade d associazione ke deve creare: xcio il difficile é impostare il tutto per poi iniziare.....mh....
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#77 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2005
Città: Istanbul
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Continuo io col programma...
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One of the conclusions that we reached was that the "object" need not be a primitive notion in a programming language; one can build objects and their behaviour from little more than assignable value cells and good old lambda expressions. —Guy Steele |
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#78 | |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2005
Città: Roma
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![]() 2) non funziona: mi dice che non trova il comando python
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#79 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2005
Città: Istanbul
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Decidete se volete concentrarvi di piu' sulla comprensione della frase, o sul messaggio contenuto, ovvero se volete un programma che sembri comprendere l'italiano (anche se poi magari non capisce certe frasi ), piuttosto che parli un linguaggio semplice ma dal quale sappia estrarre in modo preciso un significato (che e' diverso da il significato). Gia' affrontare uno dei due aspetti e' impegnativo... entrambi direi fin troppo proibitivo. Se decidete di trattare il primo, in bocca al lupo; nel secondo caso lo stesso Dovrete decidere che tipo di informazioni il programma tratta, o se preferite, come modella il mondo che lo circonda e come lo rappresenta ( visto che jappilas parlava di prolog, logica proposizionale ad esempio ? ). Partite da qualcosa di semplice, anche solo imparare delle nozioni e rispondere a delle interrogazioni a riguardo. Fatto questo aggiungete un modello che permetta di ricavare delle informazioni che vanno oltre ai fatti. Come fare questo dipende fortemente dal modello scelto, ad esempio potreste implementare i rudimenti della logica classica. Piu' bello (e difficile) ancora sarebbe poi insegnargli a generalizzare, o trattare con dati incompleti o peggio ancora contradditori ... Il risultato sembrera' probabilmente meno intelligente di molti programmi progettati "per dialogare", ma magari sara' anche piu' utile.
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One of the conclusions that we reached was that the "object" need not be a primitive notion in a programming language; one can build objects and their behaviour from little more than assignable value cells and good old lambda expressions. —Guy Steele |
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Iscritto dal: Dec 2005
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