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Old 28-03-2005, 22:58   #11
MM
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RAID “annidati”
I cosiddetti RAID annidati sono configurazioni di RAID di un certo livello applicate a loro volta su una configurazione RAID di altro livello.
Questa tecnica consente di compensare “le mancanze” di un certo livello, con le peculiarità di un altro livello, combinando insieme i vantaggi che i due livelli offrono.
Non esistono tutte le combinazioni di abbinamento tra i vari livelli semplici di RAID, ma solo alcune, anche perché la combinazione di due livelli di RAID simili non comporta alcun vantaggio.
Nel caso specifico valutiamo solo due configurazioni annidate (o multiple): il RAID 0+1 ed il RAID 1+0 (o semplicemente RAID 10); altre configurazione di RAID annidati sono molto complesse e costose e generalmente riservate a macchine aziendali di un certo livello.
Anche se a prima vista le due configurazioni possono sembrare identiche, in realtà sono diverse ed hanno caratteristiche di sicurezza diverse.

Come già detto, il RAID 0 ha caratteristiche di prestazioni appetibili, ma d’altra parte non supporta ridondanza e quindi nessuna protezione/sicurezza dei dati.
Per contro il RAID 1 offre una certa sicurezza, con la duplicazione dei dati, ma ha prestazioni paragonabili al disco singolo, se non, in certi casi, leggermente inferiori.
La combinazione dei due livelli RAID può abbinare la velocità e la sicurezza, tipiche dei due livelli, anche se, come è intuibile, il parametro che peggiora è quello dei costi.

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RAID livello 0+1
Si parte dalla configurazione di due o più dischi in RAID 0 e si definisce un ulteriore gruppo di dischi in RAID 0 (corrispondente a quello di partenza).
I due gruppi di dischi in RAID così configurati verranno visti dal sistema con due dischi separati, quindi sarà possibile configurarli a loro volta, in RAID 1 come se fossero due dischi fisici.
Una volta configurato il RAID annidato, ognuno dei gruppi di dischi in RAID 0 conterrà la copia speculare dell’altro gruppo.
Ne consegue che la configurazione minima per un RAID 0+1 sarà di 4 dischi e configurazioni superiori richiederanno in successione 6, 8, 10… etc. dischi.
Nella pratica, sfruttando la velocità fornita dal RAID 0, si implementa la sicurezza replicando i dati su altri dischi (sempre in RAID 0), configurandoli in RAID 1.
Ovviamente, in questo caso l’impegno di risorse, tipicamente dischi, è notevole.
Il guasto di un disco provoca l’inaccessibilità al “ramo” contenente uno dei gruppi di dischi in RAID 0, ma la copia speculare in RAID 1 consentirà il recupero dei dati o anche il funzionamento del sistema (con prestazioni limitate ovviamente).

La ricostruzione dell’array in caso di guasto di un disco può avvenire come detto per il RAID1.

NOTA: non tutti i controller integrati nelle schede madri supportano questa configurazione, quindi sarà necessario verificare prima di scegliere questa soluzione. Una verifica è consigliata anche per un eventuale controller su scheda PCI.

IN SINTESI
Dischi min.: 4 (incrementi di 2 dischi minimo)
Dischi max: quanti ne può gestire il controller
Ridondanza: duplicazione dei dati con la tecnica del mirroring
Fault tolerance: tollera il guasto di un disco, con ricostruzione del contenuto su nuovo disco
Prestazioni: ottime in lettura e scrittura basandosi sulla tecnica dello striping
Rendimento: 50% - per ogni gruppo di dischi in striping verrà utilizzato un corrispondente gruppo di dischi per il mirroring

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RAID livello 1+0( o RAID 10)
Si parte dalla configurazione di due dischi in RAID 1 per poi definire un’ulteriore coppia di dischi, a loro volta configurati in RAID 1.
Tra le due coppie, che vengono viste dal sistema come dischi singoli, si può definire una configurazione RAID 0, che consente di “vedere” il tutto come se fosse un unico disco.
Per la configurazione minima valgono le stesse considerazioni espresse per il RAID 0+1, anche in merito all’impegno minimo di risorse.
In questo caso si effettua l’operazione contraria: si velocizza, con un RAID 0, l’accesso a dati già protetti con l’operazione di mirroring.
Questa configurazione però, a differenza della precedente, tollera il guasto anche di due dischi, purché questi, ovviamente, non facciano parte della stessa coppia di mirroring.
Se le coppie sono più di due, ammesso che il controller possa gestirle, la tolleranza si estende, vale a dire che si può tollerare, per questa configurazione, il guasto di un disco per ogni coppia di mirroring configurata.

NOTA: non tutti i controller integrati nelle schede madri supportano questa configurazione, quindi sarà necessario verificare prima di scegliere questa soluzione. Una verifica è consigliata anche per un eventuale controller su scheda PCI.

IN SINTESI
Dischi min.: 4 (incrementi di 2 dischi minimo)
Dischi max: quanti ne può gestire il controller
Ridondanza: duplicazione dei dati con la tecnica del mirroring
Fault tolerance: tollera il guasto di due dischi purché non appartenenti alla stessa coppia
Prestazioni: ottime in lettura e scrittura basandosi sulla tecnica dello striping
Rendimento: 50% - ogni coppia di dischi inseriti in striping utilizza il mirroring per la replica dei dati

Ultima modifica di MM : 26-03-2009 alle 07:35.
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