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Old 20-12-2014, 06:47   #18
cdimauro
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Originariamente inviato da stefano6582 Guarda i messaggi
Caro Antonio23,

trovo le tue risposte piene di arroganza, qui in Italia, così come in tutto il mondo le persone hanno delle radici ed una famiglia, purtroppo il lavoro è il mezzo per vivere, ma la vita è anche altro, rispondere come rispondi tu, che a quanto pare sai tutto(beato te), è come dare uno schiaffo alle persone che leggono ed hanno perso lavoro e non riescono a trovarlo.

Per quella che è la mia esperienza di vita banalizzi troppo, ho conoscenti MOLTO qualificati che sono finite col fare tutt'altro nella vita perchè non si riuscivano più a reintegrare, poi....tu sai tutto e sicuramente sbaglio io che sono un ignorante Italiano che non è mai uscito dall'Italia



Buona vita.
Ecco, il motivo l'hai spiegato proprio tu: non sai niente di come si vive fuori dall'Italia, e dunque di come la meritocrazia sia un elemento cardine, affiancato da un sistema di welfare che non ti lascia in mezzo alla strada quando rimani senza lavoro. Questo capita anche nelle migliori aziende, e non perché sei incapace, ma perché le dinamiche di mercato portano a tagliare o ridurre rami aziendali che non sono più visti come strategici / fruttuosi. Ma, come già spiegato da Antonio, gente qualificata non ha alcuna difficoltà a trovare un nuovo lavoro, nel giro di poco tempo.

Sì, spesso capita di dover togliere le radici e spostarti altrove. Ci sono paesi, come l'Italia, dove siamo cresciuti con una mentalità diversa, e siamo attaccati al nostro luogo di nascita o dove abbiamo vissuto per tanto tempo. Questo NON vuol dire che sia così in tutte le parti del mondo, anche se ovviamente c'è sempre gente che preferisce/rebbe rimanere dove ha vissuto. Gli americani, ad esempio, sono un popolo abbastanza "nomade": sono abituati all'idea di poter perdere il lavoro e doversi trasferire anche dall'altra parte degli States. Molti, infatti, non comprano nemmeno casa, contrariamente alla stragrande maggioranza di italiani o di origine italiana, dov'è ancora radicata la cultura della casa da comprare perché "si pianta radici".

Personalmente, pur essendo sempre stato attaccatissimo alla mia terra e ai miei affetti (da siciliano non poteva essere altrimenti), lo scorso anno mi sono trasferito in Germania perché ho trovato un ottimo lavoro. E francamente dopo 20 mesi che sono rimasto a spasso e con lo stato che dopo 8 mesi che s'è "svenato" a darmi un misero assegno di disoccupazione e poi s'è completamente dimenticato di me, direi che ho perso anche troppo tempo cercando di trovare qualcosa in Italia.

D'altra parte, pur con un curriculum chilometrico, è già difficile trovare un lavoro con una disoccupazione dilagante (in Sicilia il 50% dei giovani è a spasso), per cui figuriamoci in un mercato drogato dalla presenza di tantissimi laureati (e non) che si accontentano di un tozzo di pane pur di lavorare. Lo schiavismo moderno...

Preciso che ho cercato lavoro anche fuori dalla Sicilia, e da Roma in sù qualcosa si trovava, anche con una discreta retribuzione (max 2000€ zona Milano). Ma a quel punto mi sono fatto i conti in tasca. Infatti dovevo:
- lasciare la Sicilia (radici e affetti; in particolare i miei genitori che non sono più giovincelli);
- tornarci una, o se va bene un paio di volte l'anno;
- vivere in un clima ben diverso (micidiale, se sei abituato a 11 mesi di Sole all'anno, dove arrivare a scendere sotto i 10° in inverno significa morire di freddo);
- fare sacrifici tutta la vita, visto che la vita è decisamente più cara;
- con la crisi che non finisce, magari finire per perdere il lavoro e doverne cercare un altro.

A conti fatti, visto che non mi restava altro che abbandonare la Sicilia, ho deciso di alzare sguardo e obiettivi, e guardare fuori dall'Italia, dove ho persino dovuto rinunciare a offerte di lavoro.

Dimenticavo: anch'io ho una famiglia, che s'è trasferita giusto pochi mesi fa. I miei figli (non esattamente piccoli, visto che frequentavano già media ed elementare) sono arrivati qui senza conoscere una sola parola di tedesco, e adesso si stanno integrando a scuola, con tutte le difficoltà del caso.

Come puoi immaginare, non è stato affatto semplice spostarsi in un paese con lingua, cultura, e vita completamente diversi. Ma meglio che restare a fare la fame... Soprattutto, adesso mi sento anche valorizzato e appagato.
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Originariamente inviato da Benjamin Reilly Guarda i messaggi
ma lui vive ne "il mondo di QUALCOMM" dove tutto è bello...
Questa è la tipica risposta di chi ha raccontato una balla, è stato ripreso, ma continua a bruciargli.

Che ti piaccia o meno, fuori dall'Italia funziona così. Antonio lavora in Gran Bretagnia per Qualcomm. Io in Germania per un'altra multinazionale. Abbiamo colleghi che lavorano in altre parti del mondo. Ho amici / conoscenti che lavorano per altre multinazionali.

Funziona grosso modo così: se sei capace, i cacciatori di teste non ti lasciano in pace nemmeno se sei hai già un lavoro stabile e per una grossa multinazionale. Figuriamoci se per caso dovessi perdere il lavoro...
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Per iniziare a programmare c'è solo Python con questo o quest'altro (più avanzato) libro
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