Discussione: Due conti sul solare
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Old 14-07-2010, 14:31   #126
Vas.ko!
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Originariamente inviato da zappy Guarda i messaggi
il discorso presenta due gravissime pecche che, pur nell'interesse generale, lo compromettono completamente.

- il solare è fatto per la GENERAZIONE DISTRIBUITA. ne consegue che la "nuvola di passaggio" coprirà alla peggio alcuni impianti, e NON comporta un crollo generale improvviso e diffuso della produzione
- dal grafico del black out svedese noto che la freq. è calata dai 50Hz nominali a circa 49.7 Hz. Dubito assai che anche il più sensibile apparecchio che abbiamo in casa si accorga di questa microscopica variazione di circa lo 0.5% faccia la benchè minima differenza.

infine aggiungo che, a maggior ragione, costruire mega centrali da 1600 MW è una gran cazzata: se per qualunque motivo bisogna spegnerla improvvisamente crea scompensi notevoli sulla rete. Molto meglio tante piccole centrali, ovvero una generazione distribuita.
hai ragione sul primo punto, ma hai sfruttato un punto astraendone il discorso. La generazione distribuita, anche grazie ai pannelli solari, è effetivamente in grado di aumentare l'affidabilità della rete. Io facevo un discorso su nazioni che basavano buona parte solo sul solare, con una grid che fosse simile a quella descritta da pacasa (io stesso non sono un esperto della rete italiana), ovvero con una dorsale centrale da cui departivano dei sottonodi. è ovvio che il passaggio di una nuvola non comporta nessun problema in condizioni normali: ma se ti vai a leggere cosa è successo durante il black-out svedese e quello italiano la sequenza di coincidenze è incredibile, per non dire pazzesche: per cui una nazione basata in buona parte sul solare e una rete come quella descritta da pacasa devono assolutamente avere un sistema di back-up termico (gas, non carbone in quanto troppo lento a reagire!) o idroelettrico, che a livello di investimenti deve accompagnare quello solare, ragion per cui potrebbe frenarne lo sviluppo. Cercavo di spiegarne il punto di vista! Poi non so se la percentuale del 10% sia vera o meno.
Metti che è previsto bel tempo, si decide di compiere manutenzione sulla linea transalpina francese perchè tanto l'italia gode di una generazione distribuita solare. Il giorno dopo però invece del sole è cielo nero, in maniera improvvisa. I pannelli non rendono quanto sperato, la linea è ferma per manutenzione e tutto il load passa dalle linee rimanenti (per esempio svizzera), che assolutamente non se l'aspettavano. A questo punto per evitare danni alle linee (sovvraccarico di corrente, che deforma i cavi che potrebbero toccare il suolo) gli operatori svizzeri tagliano la corrente. L'italia è al buio. È una situazione paradossale? Tutt'altro!
Per questo il discorso di pacasa si basava sulla conformazione geografica italiana, che ha pochi punti d'entrata e uscita e una situazione a dorsale con micronodi. E l'assoluta non flessibilità del solare non aiuta nel vostro caso, in quanto gli operatori elettrici più grandi devono sempre pensare ad una situazione di back-up per garantire la disponibilità della rete.

Per quanto riguarda il secondo punto per legge la variazione massima è stabilita a 0.5 hz (esempio per la national grid UK: http://www.nationalgrid.com/uk/Elect...uencyresponse/): il caso svedese dimostra solo come hanno reagito tempestivamente prima di conseguenze troppo serie. Non stiamo parlando di "apparecchi che abbiamo in casa" qui stiamo parlando di centinaia di pompe, turbine e generatori connessi alla grid e che devono ruotare alla stessa velocità e in sincrono per garantire l'approvigionamento. Il problema non sono i device che consumano, ma quelli che producono
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