Discussione: Due conti sul solare
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Old 14-07-2010, 13:55   #124
zappy
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Originariamente inviato da Vas.ko! Guarda i messaggi
Quanto dice Pacasa non è sbagliato: proverò ad aggiungere le mie (invero non molte) nozioni a quanto da lui detto.

Allora inanzittutto stiamo parlando di trasmissione attraverso la linea ad alto voltaggio (chiamomola "grid"), che funziona appunto a 50 Hertz. Tenetelo bene in mente! Anche se i pannelli sono installati in casa, in caso di improvvisa mancanza di luce (nuvole, eclissi, chi più ne ha ne metta), deve provvedere la rete a fornire la quantità di potenza richiesta, in sostituzione di quella venuta a mancare. Ora, da dove si prende questa energia? Dalla Grid che appunto funziona a 50 Hz.

La nozione di frequenza è importantissima: un piccolo squilibrio tra offerta e domanda comporta una variazione della frequenza. Se questa variazione diventasse troppo grande, allora la frequenza precipita (o aumenta) in maniera incontrollata.



Farò un esempio concreto: degli alberi tranciano una linea che trasportava una quota importante di energia. Contemporaneamente una centrale nucleare ha un problema e viene isolata dalla grid. In questo modo un'intera regione subisce un forte squilibrio: un lato domanda che rimane costante e un lato offerta che scende drasticamente a zero. La frequenza di funzionamento precipita, e per evitare danni alle apparecchiature di controllo della rete va subito riportata intorno ai 50 hz. L'unico modo per farlo in maniera rapida è riportare in equilibrio la bilancia domanda/offerta, per cui si stacca un'intera fetta di consumatori dalla grid (il famoso "black-out"), finche la frequenza e l'approvvigionamento elettrico sono tornati alla normalità. Il black-out quindi è una reazione per stabilizzare la frequenza della rete, non tanto qualcosa che succede perchè "non arriva più corrente". La corrente in se' potrebbe sempre farcela (in un modo o nell'altro si è sempre connessi) ma lo sbilanciamento della frequenza rende necessario lo stacco dalla rete e la regolazione della frequenza.

Se infatti si analizzano i black-out, si parte sempre dall'analisi della frequenza.



Ora, se una nazione ha un approvvigionamento principalmente solare, al momento del passaggio di una nuvola si avrebbe uno sbilanciamento della domanda e dell'offerta, esattamente come nel caso dell'albero sul traliccio. In assenza di un back-up (di solito termico o idroelettrico) in grado di attivarsi subito per mantenere la frequenza stabile, essa collassa e le case, anche se dotate di pannelli, ma che stanno cercando di succhiare nergie dalla grid per compensare la "nuvola", vengono sconnesse dalla rete per regolare di nuovo la frequenza.

Questo in sostanza è quanto sostiene l'utente pacasa, e il ragionamento ha senso. Purtroppo non so se la percentuale data corrisponda a realtà, quello che è vero è che gli sbilanciamenti vanno sempre corretti, e se tanto viene dal solare, gli operatori elettrici devono sempre avere pronto un backup rapido che possa sopperire agli improvvisi cambiamenti di produzione da eolico o solare; per questo addirittura le previsioni climatiche stesse stanno diventando sempre più importanti per la gestione della rete.

PS: le immagini si riferiscono al black-out svedese del 2003. Anche l'esempio ne ricalca in parte quanto successo.
il discorso presenta due gravissime pecche che, pur nell'interesse generale, lo compromettono completamente.

- il solare è fatto per la GENERAZIONE DISTRIBUITA. ne consegue che la "nuvola di passaggio" coprirà alla peggio alcuni impianti, e NON comporta un crollo generale improvviso e diffuso della produzione
- dal grafico del black out svedese noto che la freq. è calata dai 50Hz nominali a circa 49.7 Hz. Dubito assai che anche il più sensibile apparecchio che abbiamo in casa si accorga di questa microscopica variazione di circa lo 0.5% faccia la benchè minima differenza.

infine aggiungo che, a maggior ragione, costruire mega centrali da 1600 MW è una gran cazzata: se per qualunque motivo bisogna spegnerla improvvisamente crea scompensi notevoli sulla rete. Molto meglio tante piccole centrali, ovvero una generazione distribuita.
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