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Old 22-08-2014, 10:32   #3
roccia1234
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Imho aveva senso in piena era pellicola per chi portava le foto a sviluppare al laboratorio: essendo lo sviluppo standardizzato, il fotografo, dopo le dovute prove, poteva prevedere con buona ripetibilità la resa finale del negativo in diverse condizioni di scatto, e regolarsi di conseguenza, anche andando ogni volta in un laboratorio diverso.

Con il b/n classico, dato che esistono un'infinità di trattamenti diversi con altrettante variabili, questa cosa non è possibile... o comunque è molto più complicata da raggiungere con un laboratorio esterno.

Oggi come oggi... sinceramente mi chiedo come una pellicola del genere sia sopravvissuta così a lungo o comunque più di altre ben più onorevoli pellicole:
- già chi scatta a pellicola è una mosca bianca ( se avessi 1€cent ogni volta che qualcuno mi pone la domanda, con gli opcchi sgranati, "ma la producono ancora la pellicola?" e, quando rispondo "si", sgrana ancora di più gli occhi come se avessi appena svelato l'ubicazione del sacro graal, il senso della vita e il quarto segreto di fatima, sarei ricco)
- i laboratori che sviluppano (bene) C41 sono ancora più rari, e solitamente si fanno pagare di conseguenza.
- il C41 è un processo solitamente più costoso del b/n classico e un po' rognosetto da fare a casa, senza l'aiuto di una sviluppatrice rotativa, a causa della temperatura e della precisione della stessa che richiede
- Essendo standardizzato, consente molto meno "spazio di manovra" sullo sviluppo (gestione delle luci, grana, contrasto, acutanza, compensazione, ecc ecc ecc).
- La maggioranza di quelle mosche bianche che, oggi, scatta a pellicola, usa il b/n classico: meno costoso (sia pellicole che chimici), meno rognoso, molta più scelta di pellicole e sviluppi. Al C41 solitamente si ricorre solo quando è necessario, ossia con il negativo colore.

Long live Tri-X 400!!
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