Quote:
|
Originariamente inviato da lowenz
Imho un religioso semplicemente chiederà ai suoi rappresentanti in Parlamento di far passare una possibile obiezione di coscienza a ciò che la legge comporta di fare.
Il problema si pone ovviamente qualora l'obiezione di coscienza non passasse.
|
Uè, ateazzo, da quando tu sei religioso? Ha chiesto il parere di una persona di fede
La situazione non è tanto ipotetica, ci sono diverse leggi dello stato che vanno contro le mie idee religiose, come può essere quella sull'aborto.
Dunque, finchè si tratta di una legge che dà una possibilità che io non condivido, non ne farei uso.
Se si trattasse di una legge che mi obbliga a fare qualcosa che per me è sbagliato, eh non so sinceramente, credo che dovrei valutare caso per caso. Insomma, se è una cazzata vabbè, potrei anche seguirla. Se fosse una cosa più grave allora credo che sarebbe un problema.
Se c'è la possibilità dell'obiezione di coscienza ben venga, se non c'è... boh, sinceramente non so risponderti. Credo che sia difficile fare un discorso generale, ripeto, credo che si debbano guardare i vari casi.
D'altra parte, dato che andando contro delle leggi dello stato sarebbero previste delle pene, anche il martirio è una vocazione, non un obbligo

Comunque è un problema interessante, perchè ripropone una situazione che esisteva nei primi secoli di vita della comunità cristiana, quando avevano sì la libertà di religione secondo i diritti concessi dall'impero romano, ma dovevano svolgere alcune "formalità" come l'adorazione dell'imperatore come divinità andando contro di fatto alla loro fede. Lì la gente ci lasciava le penne...