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Old 30-06-2005, 13:10   #2
Jamal Crawford
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Originariamente inviato da Northern Antarctica
http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/...845204760.html

ROMA - Ancora due giorni all' alba: oggi e domani. Poi, dall' 1 luglio, cala definitivamente il sipario sulla leva obbligatoria, che aveva accompagnato il Paese fin dall' Unita' d' Italia, nel 1861. Chi andra' sotto le armi, da ora in poi, lo fara' di sua volonta'. E niente piu' obiettori di coscienza. Chi vorra' potra' comunque prestare il servizio civile.

Il provvedimento che anticipava dall' 1 gennaio 2007 all' 1 gennaio 2005 la sospensione della 'naja' risale all' agosto scorso. Ma in questo modo e' rimasto in servizio - in divisa oppure civile se obiettore di coscienza - chi ha ricevuto la cartolina di precetto lo scorso anno. Si tratta di una pattuglia di circa 20.000 giovani, gli ultimi assoggettati all' obbligo di rispondere alla chiamata della Patria. Mentre i loro coetanei che avevano goduto del rinvio, per motivi di studio o altro, erano definitivamente esentati dal servizio.

Per eliminare questa disparita' e fare cosi' uno sconto di qualche mese agli ultimi ragazzi di leva, il Consiglio dei ministri della settimana scorsa ha accolto la proposta del ministro della Difesa, Antonio Martino, di anticipare al 30 giugno la sospensione dell' obbligo. Quindi, da dopodomani, chi vorra' potra' tornare a casa. Il ministro ha fatto sapere di aver voluto cosi' rispondere ''alle attese degli ultimi giovani chiamati ala leva del 2004''.

Dall' 1 luglio, dunque, solo volontari nelle forze armate. E se c' era qualche timore di riuscire a coprire i vuoti che si sarebbero verificati negli organici militari, l' andamento delle domande di arruolamento ha fugato qualsiasi dubbio. Nell' Esercito, ad esempio, si viaggia ad un ritmo di tre domande per ogni posto disponibile. La strada che porta quindi a forze armate di soli professionisti, con un organico di 190.000 persone, sembra cosi' ben avviata.

Ed anche il servizio civile sembra godere di buona salute. Sessantatremila volontari fino ad ora avviati al servizio, con la prospettiva di superare i 100.000 entro l' anno; una domanda da parte dei giovani piu' che doppia rispetto ai posti disponibili (36.428 domande su 14.284 posti del bando di settembre 2004).

Ma c' e' anche chi parla dell' 1 luglio come ''giorno di lutto'' per le forze armate. Cio', spiega Falco Accame, presidente dell' Anavafaf (Associazione nazionale assistenza vittime arruolate nelle forze armate), ''perche' con la fine del servizio di leva finisce quell' apporto diretto alla difesa del Paese fornito dalla societa' civile voluto dalla Costituzione. Finisce quel tanto di osmosi tra societa' civile e societa' militare, ma finisce anche - sottolinea - quell' apporto culturale che tanti ragazzi di leva e ufficiali di complemento (di cui una larga parte laureati) hanno apportato all' apparato militare''.

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L'ho postato con un giorno di ritardo, ma è comunque una notiziona. Almeno io non è che abbia un ricordo bello del militare: niente di particolare, l'ho svolto regolarmente come tanti, dopo l'università. Senza raccomandazioni o scappatoie.

Ma non è servito a nulla se non a trovare qualche amico vero. Un anno nel quale avrei potuto fare tante altre cose. Mi ha dato "disciplina"? A 27 anni? Personalmente ho perso pure quella poca che avevo. Non potevo fare solo tre mesi come si deve, nei parà o nel battaglione S. Marco?

Questa notizia mi fa piacere. A voi?


Anche per me e' una buona notizia, ci sono gia' un sacco di sprechi...
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