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Sudan: contributo italiano
SUDAN: ROMA - Sono giunti oggi all'aeroporto internazionale di Khartoum, con un velivolo C130J dell'Aeronautica, i primi 60 uomini del contingente militare italiano impegnati nell'operazione 'Nilo', in Sudan. Lo rende noto lo Stato Maggiore della Difesa.
I militari fanno parte del cosiddetto advance party, il nucleo avanzato della missione. Nelle prossime settimane, oltre alle attivita' operative, si occuperanno anche di organizzare il dispiegamento del resto del contigente che sara' composto complessivamente da circa 220 militari. La task force 'Leone', questo il nome del contingente, sara' composta essenzialmente da uomini del 183/esimo reggimento paracadutisti 'Nembo' della Brigata Folgore di stanza a Pistoia.
Il contingente italiano, che operera' nell'ambito della missione di pace Onu denominata 'Unmis' (United Nations Mission in Sudan) avra' essenzialmente 3 compiti: assicurare la difesa delle infrastrutture del quartier generale del comando della forza Onu dislocato a Khartoum e di altre aree sensibili; costituire una forza di reazione rapida per fronteggiare eventuali specifiche situazioni o minacce nell'area della capitale; assicurare la protezione ravvicinata a personale 'chiave' delle Nazioni Unite.
La task force 'Leone' e' comandata dal tenente colonnello, Marco Tuzzolino, e sara', tra l'altro, composta da uno staff di comando, da una unita' di manovra, da due unita' per la 'protezione ravvicinata' dell'autorita' (183/o reggimento paracadutisti e 9/o reggimento Col Moschin), da tre unita' per il supporto al combattimento, da un nucleo di polizia militare (carabinieri), da uno delle trasmissioni (7/o Reggimento di Sacile), da un team per il supporto logistico e da un nucleo sanitario.
Sotto il comando italiano opereranno anche assetti multinazionali: in particolare, una unita' sanitaria norvegese (9 militari) e un plotone servizi danese composto da circa 30 militari. ''La composizione del contingente nazionale - ha sottolineato lo Stato Maggiore della Difesa - e' stata definita in modo da garantire il piu' alto livello di sicurezza al personale''. La catena di comando e controllo prevede che, con il trasferimento di autorita' alle Nazioni Unite, il capo di Stato Maggiore della Difesa, l'ammiraglio, Giampaolo Di Paola, mantenga il comando operativo sulle forze, mentre il controllo operativo del contingente italiano e' delegato al comandante della forza Onu in Sudan, il generale di divisione del Bangladesh, Fazle Elahi Akbar.
La task force Leone sara' operativa nei primi giorni di luglio al termine del completo schieramento del contingente previsto entro fine mese.
ANSA
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