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Originariamente inviato da dupa
Cioè se siamo in 10 amici che zappiamo la terra e ognuno coltiva un tipo di frutta diversa, oppure alleviamo diversi tipi di animali e ce la vendiamo a vicenda usando l'euro come moneta di scambio.
Abbiamo 1000 euro a testa a inizio mese, cioè ci sono 10000 euro in circolazione.
Se non abbiamo alcuno scambio con l'esterno alla fine del mese ci saranno ancora in circolazione 10000 euro, e se io ne avrò 1200 al posto di 1000 vorrà dire che la somma degli euro posseduti dagli altri sarà di 8800 euro.
Questo ragionamento mi sembra abbastanza easy.
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La mia personalissima idea è che in questo sistema, presto o tardi, il denaro perderebbe tutto il suo valore.
Accadrà infatti, prima o poi, poichè il sistema non è bilanciato da alcunchè, che gli scambi portino una sola persona, o molto poche, a possedere tutto il capitale a disposizione (per una serie di circostanza fortunose, che nel tuo esempio potrebbero essere legate alla resa non costante dei campi, all'abilità personale come coltivatori dei singoli, eccetera). A questo punto, se questa persona vorrà effettuare scambi con le altre, non potendo vantare diritti sulla merce concreta (i beni degli altri), dovrà per forza annullare il valore del denaro, o ricorrerre a forme di indebitamento degli altri. Questo però non risolve il problema: se tutti sono debitori di uno che ha tutto il denaro, come potranno mai risarcirlo? Col baratto, dunque abolendo il significato del denaro, se non nella forma, nella sostanza.
Analogamente accadeva nelle comunità medioevali, se erano chiuse e dominate dall'unico castellano che possedeva la (quasi) totalità del denaro in circolo: il denaro perdeva significato.
Non so se è tutto corretto, è solo una mia riflessione.