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Il debito pubblico non se l'è intascato Craxi, il debito pubblico è quella cosa che all'Irpinia si pagano ancora la gente a 30 anni dal terremoto, che si salva l'Italsider anche se è fuori mercato, che si costruisce Gioia Tauro in cui attraccano solo i contrabbandieri, che si mandano gli assessori in gita premio, che si pagano 300.000 ferrovieri quando ne basterebbero 100.000.
Alcuni dei motivi per cui abbiamo il debito pubblico ora li difendete con questioni di efficienza e servizio, e chi le ha rimosse dite che ha fatto macelleria sociale e smantellato lo stato.
Mettetevi daccordo con le vostre opinioni: o in quegli anni lo stato spendeva e spandeva in maniera inutile e clientelare, e cambiare quell'andazzo è stato probo oltre che necessario. Oppure chi ha cambiato quell'andazzo ha smantellato e distrutto buone cose, e allora quei governi che le han costruite non erano assistenzialisti, erano costruttori di buoni servizi, bravi datori di lavoro utile, utilizzatori capaci delle risorse pubbliche.
Peraltro mentre Craxi era presidente del consiglio Prodi era a capo dell'IRI, la holding pubblica delle società statali, all'epoca i comunisti li chiamavano "boiardi di stato" ora li chiamano "leader della coalizione".
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