14-12-2004, 19:41
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Bernardo provenzano
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Bernardo Provenzano è irreperibile dal 9 maggio del 1963, dopo l'ennesimo agguato della faida fra la cosca di Luciano Liggio, di cui faceva parte, e quella del dottore Michele Navarra. Fra il 1943 e il 1961, Corleone fu insanguinata da cinquantadue omicidi e ventidue tentati omicidi, oltre un numero imprecisabile di "lupare bianche".
Quella mattina di maggio, quattro sicari fra i più temuti - Giuseppe Ruffino, Calogero Bagarella, Giovanni e Bernardo Provenzano - si erano dati appuntamento in strada al sorgere dell'alba. Per ordine di Luciano Liggio avrebbero dovuto uccidere Francesco Paolo Streva, esponente del clan Navarra: "Elemento scaltro, coraggioso e vendicativo - scriveva di lui la polizia, che lo aveva proposto per il soggiorno obbligato - si sposta con due pistole alla cintola". Quella mattina, Streva riuscì a rispondere al fuoco e scampò alla morte. Fu poi ucciso il 10 settembre. Otto giorni dopo, i carabinieri denunciarono Provenzano: così il 18 settembre 1963 iniziava ufficialmente la latitanza della primula rossa di Corleone.
Del boss, non restava che una foto segnaletica scattata il 18 settembre 1959: mostra il volto di un uomo che sembra essere appena uscito dal barbiere, con i capelli lucidi di brillantina ed il volto pieno e segnato dal taglio profondo degli occhi.
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