Credo che la pietrina degli accendini sia a base di grafite, ma non ne conosco la composizione precisa (un amico parla di un contenuto dell'1% di carbonio)
FOCAIA (PIETRA)
L'etimologia della parola deriva dal greco plinthos=pietra piana e pyr=fuoco, (da qui il termine anche di piromaca), ma secondo alcuni autori sembra possa derivare dal tardo-latino focaris, che significa del fuoco o del focolare.
La particolarità di questo materiale risiede nella proprietà di emettere piccole scintille, se percossa da corpi d'acciaio, o di scheggiarsi con bordi a taglio netto. La struttura è costituita da un aggregato di resti organogeni silicizzati, quali scheletri di radiolari o spicole di spugne, che formano una massa compatta criptocristallina a frattura concoide e di colore, solitamente, bruno, grigio, giallognolo o rossastro. Archeologicamente si sono trovati numerosi reperti che testimoniano come le antiche popolazioni usassero questo materiale per foggiare attrezzi d'uso quotidiano in particolare: armi ed acciarini per accendere il fuoco. Un uso, del tutto industriale, sfrutta la durezza mescolando il materiale macinato allo smeriglio, oppure per l'impiego nella costruzione delle ceramiche e del vetro. Data la natura della struttura, nelle località d'estrazione, è spesso impiegato nell'edilizia o per pavimentazioni stradali; così come, in tempi passati, erano impiegati ciottoli più o meno arrotondati per i mulini dell'industria cementifera.
da
http://utenti.lycos.it/gom/Pagina_GOM04_E0300_F.htm