Vediamo
come la spiegano stavolta gli zapateri e i moratini:
La Polizia ha arrestato sette persone in una operazione contro una rete di presunti attivisti islamici radicali svoltasi ad Almeria, Valencia, Malaga e Madrid. Gli islamisti volevano far saltare in aria la sede della Audiencia Nacional con un camion carico di esplosivo che, secondo le informazioni de El Mundo, stavano per comprare da ETA.
Qui le non notizie sono due. La prima è che - come volevasi dimostrare - i terroristi se ne fregano del ritiro delle truppe e dei toni conciliatori e cercano solo di mettere in pratica i loro piani di morte e distruzione contando sulla debolezza dei governi che li dovrebbero combattere. Non che fossero necessarie ulteriori conferme, visto che gli attentati dell’11 marzo erano stati concepiti ben prima dell’intervento contro Saddam Hussein e della successiva partecipazione spagnola e l’unica cosa che restava da decidere era il quando: ma per quello bisognava aspettare di conoscere la data delle elezioni. La resa agli islamofascisti non paga. Mai.
La seconda è che - come volevasi dimostrare - la connessione ETA/terrorismo islamico è il segreto di Pulcinella di questo paese. Tutti sanno ma nessuno parla. Ai socialisti viene l’orticaria ogni volta che qualcuno accenna al tema e quindi in genere nessuno accenna al tema. I popolari, perso il potere, sembrano pesci fuor d’acqua. E Al Andalus va alla deriva: il PSOE non sa governare e il PP non sa fare opposizione. Ci restano sempre Beckham e Ronaldinho. E una tonnellata di esplosivo per la prossima volta.
da
1972