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Originariamente inviato da gpc
Adesso sei tu che parli un'altra lingua.
Quando si parla di diritti umani non si parla di idee o di visioni sulla natura umana, si parla di una cosa che è insita nella natura umana stessa.
E per di più ti contraddici: se tu dici che non lascerai mai lapidare una donna dai un giudizio implicito su chi la lapida (che sbaglia) e assumi implicitamente una posizione di superiorità (tu hai ragione e difendi ciò che ritieni diritto della donna, ovvero la vita), ma poi dici che non ti vorrai ritenere in grado di cogliere l'ingiustizia più di un altro che non la coglie.
Cerbert, la posizione che vuoi sostenere in questo caso ti porta ad una sola conclusione: relativismo universale.
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Scusa, temo che tu stia sofisteggiando non poco.
Mi confondi l'azione di fermare un atto irrevocabile, dopo il quale nessun discorso sarà più possibile, con il mantenere aperto il discorso. La differenza è talmente sostanziale che mi sembra impossibile tu non la colga.
Non capisco poi "cosa" sarebbe "una cosa insita nella natura umana". I "diritti umani"? A me sembra che i "diritti umani" siano "esterni" all'uomo e deputati alla sua protezione. Cosicchè, ripeto, non esiste e non potrà MAI esistere una Dichiarazione che, come suggeriva SaMu (probabilmente un refuso) "ritenga giusta la lapidazione". Un "diritto umano" che sopprime o deteriora l'uomo è impossibile, una contraddizione in termini. Ma non fa parte dell'uomo, è una sua elaborazione.
La "vita" è parte dell'uomo, "l'anima" se esiste è una cosa connaturata all'uomo, ma l'uomo non ha avuto "naturali" dei "diritti" che la difendessero... anzi, ci è arrivato per la prima volta dopo migliaia d'anni di PERCORSO CULTURALE.
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Eroi da non dimenticare: Nicola Calipari (04/03/2005) e Vittorio Arrigoni (14/04/2011) e
Bradley Manning.
Sono certo che anche i francesi si indignarono per il fatto che i tedeschi, piuttosto che veder dissolvere la loro nazione, preferirono il nazismo. Chi non impara la storia...