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Bannato
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Re: La guerra che Al Jazeera ci fa vedere a metà
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Originariamente inviato da gpc
Da Il Resto del Carlino:
La guerra che Al Jazeera ci fa vedere a metà (di G. Canè)
Com’ è buona, Al Jazeera. Com’è umana, Al Jazeera. Come coccola noi italiani, Al Jazeera. Muore Quattrocchi, gridando tutto il suo coraggio al carnefice islamico, ma Al Jazeera pensa ai familiari, al pubblico del tg, si mette una mano sul cuore e non diffonde le immagini cruente dell’esecuzione. Muore Enzo Baldoni, certo con lo stesso spirito indomito che lo ha portato in Iraq, e Al Jazeera alza un altro velo di pietosa discrezione sul viso del nostro connazionale ucciso, sia esso tratto da un filmato, com’è stato detto all’inizio, o da una fotografia ricavata da una video cassetta, come si è poi appurato. Gentili, no? Gentilissimi. Perchè lo stesso riguardo, non lo hanno avuto verso il povero Nicholas Berg, l’americano sgozzato e decapitato con un coltellaccio da cucina, davanti ad una telecamera. E neppure verso Paul Johnson, Kim Sun o l’autista bulgaro Gheorghi Lazov. Forse questi non avevano figli. Forse nei loro Paesi un connazionale ammazzato come un maiale da un esaltato con il cappuccio non fa nessun effetto. Forse.
Al sottoscritto, però, viene il sospetto che questi signori non siano affatto buoni. Non siano affatto umanitari. Non siano affatto più amici dell’Italia. Anzi. Al sottoscritto (e a tantissimi altri) viene il sospetto, quasi la certezza, che il black-out sulle efferatezze dei loro compagni di moschea, risponda ad una precisa strategia politica: quella di non mostrare mai all’Italia, attraverso il martirio di un italiano, il lato violento, cieco, sanguinario dell’estremismo islamico. Buoni, loro. Cattivi, gli altri. Con il risultato che i nostri media sono (giustamente) pieni delle (intollerabili) torture americane nella prigione di Abu Graib. Traboccano di immagini (disgustose) di soldati e soldatesse Usa che minacciano, violentano, umiliano i prigionieri. Illustrano quotidianamente, com’é loro dovere, i danni e le vittime provocati dalla coalizione occidentale nell’Iraq occupato. Ma dell’altro fronte, degli attentatori, dei kamikaze, degli sgozzatori di Allah, poco o niente. Nessuna immagine, almeno dagli «imparziali» schermi di Al Jazeera.
Naturalmente se questo accade, c’è da chiedersi il perché. E la risposta più probabile, non è certo gratificante. Se siamo i «prescelti», infatti, è perché siamo ritenuti l’anello debole della coalizione presente sul terreno di guerra. Con un Governo che non fa sconti, certo, ma con una opposizione che preme, che ad ogni fatto luttuoso sollecita in massa la Grande Fuga. E persino con frange estreme di delinquenti politici che gridano e scrivono «dieci, cento, mille Nassirya», inneggiando al massacro dei nostri carabinieri.
Allora, sarà bene dimostrare che le cose non stanno esattamente così.
Non abdicando alla missione (questa sì) umanitaria. E chiedendo con ogni mezzo ai signori di Al Jazeera di farci vedere i nostri morti. Quattrocchi, Baldoni, come i torturati di Abu Graib. Perché la guerra è sporca. Da tutte e due le parti
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sottoscrivo in pieno
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