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Old 18-08-2004, 09:58   #20
parax
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Città: Roma
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Originariamente inviato da Proteus
Le toghe rosse sono una realtà inoppugnabile certi atti da esse compiuti sono li a confermarlo ma non possiamo dimenticare le toghe sciocche che sono di molto peggiori e sparse ovunque.

Mi sovviene, a questo proposito, un certo, se non ricordo male, Chionna che divenne noto per aver tentato di perseguire coloro che godono delle donzelle che si fanno strada a colpi di gnocca nel mondo dello spettacolo finendo per impalmare proprio una delle testi principali. In seguito, una carriera veramente luminosa, ritornato agli onori della cronaca inquisendo una famiglia, poi rivelatasi innocente, per abusi su un minore della stessa famiglia spingendola, per la vergogna, al suicidio collettivo tramite gas di scarico. Tutto questo, IMHO, avvenne per lo spirito di imitazione che scatenò il pool milanese per poter accedere, lo sciocco pensa che se sono riusciti loro posso farlo pure io, alle "luci della ribalta".

D'accordo con te sulla faccenda del ragazzo suicida in carcere, notizia altrettanto grave di quella del sindaco e che a causa della non notorietà della vittima dimenticato. La causa è da ricercarsi, sempre IMHO, nella mentalità da servi della gleba che ancora permea i cittadini di tutti i paesi europei e non, la quale inpone di trattare le persone non in quanto tali ma in base al rango e posto occupato nella piramide sociale e le masse plaudenti e sbavanti ai matrimooni /nascite etc dei rampolli delle famiglie reali o nobili ne è una triste conferma.

Quello che mi chiedo è come sia possibile, esisterebbero regole rigidissime in proposito, che questi abbiano a disposizione mezzi atti al suicidarsi, una responsabilità, IMHO, degli addetti alla custodia potrebbe essere una realtà.

Ciao
Le toghe rosse ci saranno pure, ma liquidare 40 anni di tangentopoli con le toghe rosse fa davvero ridere.
Comunque tornando in topic, a roma se ne sono suicidati 4 in 3 mesi, questo per chi sostiene che in carcere si sta bene e c'hai pure il dentista.


L’Unità, 12 agosto 2004
Roma: ventenne suicida in carcere, è il quarto in tre mesi

Un altro suicidio in carcere, questa volta a Regina Coeli. Un giovane di vent’anni si è tolto la vita sabato mattina, inalando il gas della bombola con cui cucinava nella sua cella. Al ragazzo erano stati revocati gli arresti domiciliari alla fine di maggio. Il ritorno in carcere sembra dunque essere la causa dell’ennesima tragedia avvenuta dietro le sbarre di una Casa circondariale. Il dolore degli altri detenuti e degli agenti della Polizia penitenziaria si è subito trasformato in un messaggio di forte solidarietà alla famiglia del giovane.

Si tratta del quarto suicidio nelle celle degli istituti di pena romani negli ultimi due mesi. Sempre con una bombola a gas il 24 giugno si era tolto la vita un uomo di 40 anni, mentre si trovava nell’infermeria del Nuovo complesso di Rebibbia, chiudendosi poi la testa con una busta di plastica. Sempre a Rebibbia a metà maggio, a distanza di pochi giorni, due detenuti si erano uccisi impiccandosi con il lenzuolo ridotto a brandelli alle sbarre delle celle. Il primo, 41 anni, era stato dichiarato per ben due volte incapace di intendere e di volere dal Tribunale di Roma, che ne aveva consigliato il trasferimento all’ospedale psichiatrico giudiziario. Il secondo era un ragazzo di vent’anni che credeva di aver finito la sua detenzione. All’origine del suo gesto lo sconforto nell’avere appreso che invece lo aspettava un altro anno dietro le sbarre.

La notizia è stata data dal parlamentare dei Verdi Paolo Cento che proprio ieri, in qualità di vice presidente della Commissione Giustizia della Camera, era in visita alla struttura carceraria di Roma.

"La situazione delle carceri in Italia è insostenibile - ha commentato Cento - stanno scoppiando e il ritardo con cui il problema si sta affrontando aggrava la situazione ogni giorno di più".

Il caso del giovane di ieri mette in luce anche un ulteriore problema, spesso sottovalutato. "Il ragazzo probabilmente era tossicodipendente - spiega Cento - e i servizi sanitari stanno scontando ritardi burocratici nel passaggio delle deleghe alle Regioni e alle Ausl".
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