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Secondo me un'eventuale riduzione del prelievo fiscale deve andare di pari passo con la riorganizzazione dello Stato. Una macchina burocratica surdimensionata rispetto alle necessitā, in cui non vige nessun regime meritocratico e dalla quale č praticamente impossibile venire espulsi, anche a fronte di gravi mancanze e negligenze e incompetenze (dal primo degli amministratori all'ultimo dei dipendenti); un sistema pensionistico che si salva dalla bancarotta solo grazie alle continue iniezioni di linfa dalle casse dello Stato, ma guai a toccare i diritti acquisiti: per avere la stessa cifra di tanti baby-pensionati, andati in pensione a 40 anni con 20 anni di contributi dovrei lavorare per 60 anni!
In ogni caso la mia unica speranza č che la riduzione delle imposte non si riveli una manovra che non ce li prende da una parte (imposte) per prenderceli dall'altra (tasse). Non servirebbe a niente e a nessuno portare l'aliquota dal 27% al 23% se poi aumentasse l'aliquota IVA o le tasse sui carburanti o sugli alcolici o su quello che vi pare.
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