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Old 13-07-2004, 22:04   #2
sempreio
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E' questa l'accusa, formalizzata alla polizia, di Gabriele nei confronti della sorella Marinella Paolini



Vi avevamo lasciato con la rivelazione del grave litigio avvenuto a casa dei genitori del presenzialista (vedi la notizia relativa). Proseguiamo ora il racconto della "notte bianca" del profeta.
Dall'1.00 Gabriele Paolini ha tentato inutilmente di presentare la denuncia nei confronti della sorella in sei posti di polizia o di carabinieri. Per un motivo od un altro (problemi tecnici, mancanza della persona addetta, ecc.) non è stato possibile espletare questa necessità. Alle 3.30, il nostro si è presentato al commissariato di P.S. "Viminale", dove però non tutto è filato liscio. Infatti, essendo la denuncia scritta a mano, i poliziotti non volevano accoglierla in un primo tempo. Dopo molte insistenze, si è finalmente riusciti a portare a termine questo compito. Peraltro, c'è da segnalare la grande umanità delle persone del commissariato, che hanno partecipato al dramma che stava vivendo l'inquinatore supremo e che gli hanno anche offerto un succo alla pesca.

Ma la notte non è stata soltanto un'odissea legale. Infatti, sono state numerose le soste del profeta in vari bar della capitale, dove ha raccontato a diverse persone la sua esperienza, ricevendone un grande conforto. L'incontro più toccante è stato sicuramente quello con un barbone a Piazza Venezia che, per aver perso un familiare a cui era molto legato, ha chiesto insistentemente al presenzialista di non proseguire nella querela.
Dopo essere uscito dal commissariato alle 6.00, Gabriele ha preso il primo treno per Ostia, dove ha subito deciso di fare un bagno nel più totale isolamento e dove poi è rimasto fino a sera.
Solo alle 22.00 di mercoledì 7 luglio ha rivisto i genitori, che si sono rivelati molto civili anche se comprensibilmente freddi.

"A me dispiace per il dolore che hanno provato i miei per la denuncia, ma ritengo indispensabile agire in questo modo per tutelare la mia sicurezza", ha detto Paolini. "Devo dire che in questa vicenda ho molto apprezzato la professionalità del dottor Gambari, responsabile della cronaca di Roma dell'Ansa, che si è rifiutato di battere personalmente la notizia e l'ha passata ad un collega per evitare di entrare in una questione così privata. Continuo invece a non capire l'atteggiamento di mia sorella che, lavorando in un campo creativo come la fotografia, ha nei miei confronti un'atteggiamento mentale così chiuso"

che uomo
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