Ieri sera zappavo sulla tv e mi imbatto in un programma di Andrea Pezzi "internet cafè" in cui il Chiariglione Parlava.
Pur difendendo ovviamente la proprietà intellettuale di un opera di ingegno ha affermato che un opera d'arte andrebbe condivisa con la società e si dovrebbe avere una maggiore libertà nell'utilizzo di essa...(elogiava in particolare David Bowie che dava la possibilità agli utenti di scaricare le proprie canzoni e di rinviargliele dopo avere remixate a proprio piacimento)...il concetto che ha voluto esporre è il seguente: un artista deve poter essere tutelato nelle sue opere ma ciò che produce non è totalmente "farina del suo sacco" ma è sempre una rielaborazione di forme artistiche patrimonio collettivo della società
Il bello che all'inzio pensavo fosse un mitomane..ma dopo ho fatto alcune ricerche su internet che confermavano quello che diceva..
The man who unleashed the MP3 genie is now leading music-industry efforts to get it back in the bottle.
Mi è piaciuto molto come ha risposto al decreto urbani..
Ecco, non credo proprio che criminalizzare questi "usi" cari alla gente (come lo scambio di mp3 in rete -n.d.r.) sia la strada giusta. Io devo fare far pagare la gente non metterla in galera. Questa mi sembra una stupidaggine megagalattica. Quindi il problema è: come facciamo a rendere legali e profittevoli dal punto di vista del business questi "usi" che piacciono alla gente? Dobbiamo rendere legittime legali e utilizzabili delle opportunità. Tutto qui.
Quello che mi fa strano è che sia sconosciuto...