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Originariamente inviato da the_joe
Io sono molto pragmatico, non stigmatizzo l'uso di prodotti provenienti da paesi esteri, ma sono anche contro l'ipocrisia occidentale che nasconde la polvere sotto al tappeto, abbiamo abbassato il livello di inquinanti, in molti casi, semplicemente delocalizzando le produzioni problematiche, e in altri casi come nella mia zona, ci sorbiamo ogni genere di schifezza perchè "devono lavorare".
Non siamo migliori, siamo semplicemente più ipocriti, se potessimo inquineremmo anche l'acqua che beviamo pur di fare profitto, per fortuna in qualche caso le leggi impediscono che ciò accada, ma non è che se non si può fare qua, si può andare in un posto dove ancora lo consentono e farlo là diventa lecito.
Poi se dal negozio togliessi tutta merce che viene fatta in cina, forse potrei vendere aria e polvere.
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Concettualmente sono pienamente d'accordo con te ma, proprio per essere pragmatici, dovremmo cominciare a chiederci a cosa potremmo sacrificare nel nostro paniere di beni e cosa chiedere di rinunciare a chi sta cominciando ad avere un paniere di beni e servizi simile al nostro.
In altre parole: è vero che noi occidentali, soprattutto europei, abbiamo trasferito in Cina quasi tutto ciò che si poteva, ma è anche vero che la Cina ne ha beneficiato con l'aumento della ricchezza pro capite che ha stimolato la domanda interna. Non solo, visto che la manifattura cinese può godere di economie di scala molto più grandi delle nostre, mantenendo quindi i prezzi bassi, è stata capace di offrire beni e servizi a basso prezzo in Paesi del mondo poveri e sottosviluppati.
Se noi, occidentali opulenti con aspettativa di vita relativamente lunga e di " qualità ", stiamo ragionando in termini di " decrescita felice ", gli altri vogliono il nostro stesso benessere, se non di più.