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Originariamente inviato da the_joe
Sono pienamente d'accordo con te, solo che questo modello di sviluppo stà mostrando i suoi limiti, o meglio, il pianeta che ci ospita li stà mostrando, non è minimamente pensabile che 8 miliardi di persone, cifra in aumento costante, possano avere un tenore di vita nemmeno lontanamente paragonabile a quello che teniamo noi occidentali e questa cosa dovrà essere affrontata prima o poi.
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E finalmente si sta scoprendo la natura delle relazioni economico/internazionali che ha dominato da sempre la storia del mondo: concorrenza e conflittualità!
Siamo noi occidentali che, dopo la nostre rivoluzioni economiche, tecnologiche ed industriali, dopo due conflitti mondiali contornati da altri regionali, abbiamo esportato determinati modelli credendo di metterci al centro dell'universo.
Abbiamo tentato di barattare il nostro modello di benessere con la pace e la libertà ( da chi? da cosa? ), ponendoci al centro di tutto ed invece il resto del mondo ci sta dicendo che vogliono il nostro potere. Vogliono prendere il posto dell'occidente nelle gerarchia di potere ed usare il loro apparato economico/industriale ( e militare ) per sovvertire le posizioni e garantirsi la loro prosperità nella loro visione di società e del mondo.
Cina, India il Sud Est Asiatico vogliono le loro rispettive sfere d'influenza, soprattutto la Cina che ha una proiezione a livello globale della sua potenza.
Di temi come il controllo delle emissioni e cambiamento climatico gli importa solamente nella misura in cui possono competere e controllare l'occidente.
Noi europei ( EU ) abbiamo deciso di imporre il ban dei veicoli termici entro il 2035, praticamente dopodomani, mettendo ulteriormente in crisi le nostre industrie automotive con tutta le filiere, senza avere un minimo d'influenza e controllo sulle tecnologie chiave ( batterie ed elettronica di gestione, alias chip ), bruciando miliardi in sovvenzioni, aiuti e studi.
Altri come il Giappone, per tornare in topic, hanno fatto una scelta pragmatica sull'industria auto, la loro industria auto, ed hanno investito sul futuro strategico: i semiconduttori, certi che, nel prossimo futuro, potranno averne una riserva strategica per la loro industria e ricerca e diventare un fornitore alternativo ai soliti big.
Nota: pensare che fino agli '80 l'Europa era pienamente in corsa nell'industria elettronica ed attore rilevante sui mercati mondiali; poi il lento declino che ci ha portato quasi all'irrilevanza.
La storia di Olivetti è tragicamente illuminante!