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Originariamente inviato da Wrib
Se un criminale sa prendere le accortezze tecniche necessarie, i suoi bitcoin sono impossibili da sequestrare da parte dello stato. Eppure spesso leggiamo di sequestri importanti. Le modalità con cui lo stato riesce a prendere il controllo di tali bitcoin non possono quindi che essere una di questa:
1) situazione in cui il criminale non gestisce bene i suoi bitcoin, magari li tiene presso una terza parte o più banalmente tiene la chiave privata sul suo pc senza nessuna cifratura forte o su un foglietto di carta che viene trovato durante il sequestro, insomma varie ed eventuali mancate precauzioni informatiche del criminale.
2) situazione in cui il criminale cede di sua volontà la chiave privata: magari consigliato dall'avvocato per avere riduzione della pena, se non in casi peggiori le forze dell'ordine che lo forzano a ricordarla
Se un criminale è furbo, dovrebbe nascondere dei bitcoin su un wallet secondario del quale conosce a memoria il modo per ricostruire la chiave privata. In caso di arresto dovrebbe cedere il wallet primario alle forze dell'ordine per fargli credere di aver sequestrato tutto, in modo da riaccedere al wallet secondario una volta uscito di prigione.
Sul come vengono gestiti poi i fondi sequestrati: come qualsiasi bene. Dopo il processo vengono messi all'asta o venduti presso exchanger e lo stato li liquida per vile valuta a corso legale.
Recentemente Trump ha emesso un ordine escutivo per bloccare le vendite dei bitcoin sequestrati e lasciarli nelle "casse dello stato" a tempo indeterminato nella speranza che si rivalutino maggiormente. Di recente in Germania un parlamentare ha polemizzato sulla procedura che porta alla vendita dei bitcoin sequestrati proprio per questo motivo di potenziali rivalutazioni andate in fumo.
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quello che dici tu quindi contraddice quello che di Unrue..
quindi un ladro scaltro non si fa fregare i soldini virtuali.. come appunto ha fatto vedere Ulbricht..
e quindi è vero che possono essere fatti sparire e ciao ciao