06-06-2025, 07:53
|
#13
|
|
Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Messaggi: 6406
|
Quote:
Originariamente inviato da Notturnia
ma continua a pensare che siano di più gli assunti che i licenziati in un settore che vale miliardi per le aziende e dove una IA può agevolmente fare il lavoro di 10 persone.. ma dove un singolo tecnico che gestisce i serve può gestire decine di clienti.. Astera ne è un esempio lampante poco personale.. oltre 300 aziende gestite.. decine di migliaia di licenziamenti "agevolati" dalla loro IA
|
Tu continua pure a pensare un mondo utopico dove in un'azienda fa tutto l'AI ed i servizi li vendono a chi non ha un lavoro. Davvero sono curioso di vedere come sta in piedi un'azienda del genere. Adesso siamo in una fase di transizione, quindi serve tempo per trovare un equilibrio.
Per curiosità l'ho chiesto anche io all'AI:
Quote:
Query: "Secondo molti, l'AI farà perdere un sacco di posto di lavoro. E' realisticamente possibile un mondo dove quasi nessuno più lavora? E le aziende poi a chi li vendono i loro servizi?"
È una domanda molto sensata e tocca uno dei dibattiti centrali sull'impatto dell’intelligenza artificiale (AI) e dell’automazione sul futuro della società e dell’economia.
### 1. **È realistico un mondo dove quasi nessuno lavora?**
In teoria, **sì**: se l’automazione (AI + robotica + software) progredisse al punto da **sostituire la quasi totalità del lavoro umano**, potremmo immaginare un mondo dove:
* la produzione di beni e servizi è quasi totalmente automatizzata;
* il lavoro umano non è più necessario per la maggior parte delle funzioni economiche.
Ma **nella pratica**, questo scenario è **molto distante nel tempo**, se mai realizzabile completamente. Ecco perché:
* **Non tutti i lavori sono automatizzabili facilmente** (es. educazione, assistenza, creatività, lavori manuali complessi in ambienti caotici).
* **La società non si adatta istantaneamente**: ci sono barriere culturali, legali, politiche, economiche.
* **Nuovi lavori vengono creati**: come è accaduto con ogni rivoluzione tecnologica (anche se il ritmo è oggi più veloce, rendendo l’adattamento più difficile).
### 2. **Chi compra, se nessuno lavora?**
Ecco il nodo centrale: **se la gente non lavora, non ha reddito, e quindi non può consumare**. Questo rompe il ciclo base dell’economia capitalista (produzione → consumo → profitto).
Quindi ci sono due scenari possibili:
#### a) **Redistribuzione e nuovi modelli economici**
Per evitare il collasso del sistema:
* si potrebbe introdurre un **reddito universale di base** (UBI), finanziato magari con le tasse sull’automazione o sulle aziende altamente profittevoli.
* si potrebbero creare modelli di **proprietà collettiva** di parte dell’infrastruttura automatizzata (come fondi sovrani tecnologici).
* lo stato o enti pubblici potrebbero **sostenere la domanda aggregata** (cioè far girare l’economia anche senza salari tradizionali).
#### b) **Concentrazione estrema della ricchezza**
Senza redistribuzione, potremmo arrivare a un mondo dove pochi ultra-ricchi possiedono tutto e il resto della popolazione è disoccupata o sottoccupata. Questo è **insostenibile**, socialmente e politicamente, e porterebbe a instabilità o rivolte.
---
### In sintesi:
* Un mondo senza lavoro umano è **tecnicamente possibile ma lontano**.
* Se accadesse, **l’economia dovrebbe cambiare radicalmente**: non può sopravvivere se la gente non ha reddito per consumare.
* **Le aziende hanno bisogno di clienti**: quindi, o trovano nuovi modi per far sì che la popolazione possa permettersi i loro prodotti, oppure il sistema crolla su se stesso.
|
Ultima modifica di Unrue : 06-06-2025 alle 07:58.
|
|
|