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Originariamente inviato da AlexSwitch
3) assorbire una percentuale minima dei dazi ( 10-20% ) ed il resto spalmarlo su tutti i mercati mondiali dove i beni sono distribuiti, cosa abbastanza probabile che permetterebbe di tutelare maggiormente il mercato interno e diluire le perdite in zone economiche non colpite in generale dai dazi e meno soggette ad inflazione.
Proprio per il punto 3) l'Europa potrebbe comunque avere un rialzo dei prezzi di certi prodotti e servizi, al netto di eventuali ritorsioni UE, nel breve/medio periodo.
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Lo scenario è possibile, ma un aumento dei prezzi in tutti i mercati è sempre equivalente ad una diminuzione di vendite. Quindi compensi fino a un certo punto, perché poi lasci spazio ai prodotti concorrenti che costano meno.
Il problema per noi per ora è solo a livello industriale: più costo in USA, meno vendite là = calo dei fatturati, possibili licenziamenti. Ma le alternative ci sono, tipo trovare mercati alternativi a quello USA visto che ora è appetibile come quello del Bangladesh e pazientemente aspettare che gli americani si accorgano del calo di qualità della loro vita.
Non c'è cosa peggiore per un americano della prospettiva che l'anno prossimo non possano godere uguale o meglio di quanto fatto quest'anno in termini di benessere.
Come Europa potremmo anche pensare di liberarci di parte dei servizi bancari americani che usiamo in modo da dare loro una reale botta al bilancio commerciale. Fino a ieri poteva essere vista come una mossa aggressiva nei loro confronti, oggi per come si stanno comportando, sarebbe solo una mossa difensiva e assolutamente non criticabile.