ZenC riduce di quasi il 30% la frequenza del clock e ha una cache dimezzata, oltre a portare con sé latenze superiori, dovute alla configurazione del CCD, che include due CCX (Zen+ZenC).
L’unico punto a favore potrebbe essere la densità, che in ambito mobile può avere un senso, considerando le limitazioni termiche e di power limit, che restringono anche i clock di boost.
Nel caso del desktop, però, non ci sono problemi legati a termica o consumo energetico. Passando a 12 core per CCX, si otterrebbe un notevole guadagno in prestazioni senza sacrificare le latenze.