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Di contro, l'Unione Europea ha recentemente approvato l'AI Act, che impone requisiti di trasparenza e vieta alcuni usi dell'IA, con la divergenza fra i due approcci che potrebbe chiaramente creare sfide e difficoltà per le aziende tecnologiche che operano a livello globale.
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"Impone requisiti di trasparenza" è un eufemismo. Per come è stato scritto, tralasciando gli usi cosiddetti proibiti (l'unica parte quasi buona di queste regolamentazioni) che entreranno in vigore a partire da Febbraio, l'EU AI Act è stato praticamente progettato ad hoc per impedire di addestrare modelli IA competitivi in Europa, favorendo paradossalmente le aziende più grandi che possono permettersi di spendere
miliardi per acquisire i diritti d'autore sui dati di addestramento; un disastro per le startup ed aziende minori.
Nel frattempo, i Cinesi se ne fregheranno completamente, tirando senza problemi fuori modelli altamente competitivi se non SOTA (vedere l'ultimo
DeepSeek R1), mentre negli USA continuerà ad essere "materia grigia" fino ad ulteriori chiarificazioni legali in merito che probabilmente non tarderanno ad arrivare.
L'EU AI Act è stato scritto o da totali imbecilli o totali farabutti che sapevano quello che stavano facendo, ed è facile che a causa di esso l'unica azienda capace di competere in Europa (MistralAI)
fuggirà negli USA. Contenti voi...