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Old 08-01-2022, 17:48   #538
tallines
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Sicily & Marciana (Elba island)

ITALY




Iniziamo l' Anno Nuovo, il 2022, con alcune immagini dell' Italia di alcune Regioni, di cui non abbiamo ancora parlato, riguardo l' Etimologia .


Riassunto delle Etimologie


Però, visto che l' Etimologia delle regioni ha una sua Valenza, dobbiamo fare prima un Riassunto delle Etimologie di cui abbiamo già parlato, in modo tale che non ci ripetiamo .

1 - Post n.482 - Dolomites (Dolomiti) - Trentino-Alto Adige > https://www.hwupgrade.it/forum/showp...&postcount=482

2 - Post n.485 - Piedmont (Piemonte) > https://www.hwupgrade.it/forum/showp...&postcount=485

3 - Post n. 487 - Campania > https://www.hwupgrade.it/forum/showp...&postcount=487

4 - Post n. 488 - Tuscany (Toscana) > https://www.hwupgrade.it/forum/showp...&postcount=488

5 - Post n. 489 - Abruzzo > https://www.hwupgrade.it/forum/showp...&postcount=489

6 - Post n. 500 - Veneto > https://www.hwupgrade.it/forum/showp...&postcount=500

7 - Post n. 511 - Sardinia (Sardegna) >https://www.hwupgrade.it/forum/showp...&postcount=511

8 - Post n. 517 - Liguria > https://www.hwupgrade.it/forum/showp...&postcount=517


9 - Post n. 534 - Lazio (Latium), Emilia-Romagna & Lombardy > https://www.hwupgrade.it/forum/showp...&postcount=534




The megalith of Argimusco near Montalbano Elicona, Argimusco, Messina district, Sicily, Italy


La Sicilia - Etimologia


1 - L' Etimologia rimanda alla dominazione romana, quella bizantina e soprattutto quella araba. Per esempio, l'arabo gibel (montagna) è componente di molti toponimi: Gibilrossa, Gibilmanna, Mongibello, Gibellina.

2 - Dal latino Sicilia, dal greco Sikelìa, dal nome del popolo che abitava l'isola: i Siculi, in greco Sikeloi, originari del centro Italia, dove inizialmente erano stanziati insieme ai Latini, e pertanto anche loro di stirpe indoeuropea, ma poi stabilitisi nella parte orientale della Trinacria.

L'altra popolazione stanziata invece nel centro-ovest dell'isola erano i Sicani, in greco Sikenoi, i quali molto probabilmente erano di origine iberica.

Già dal II secolo a.C. il termine latino Siculus perde ogni connotato etno-linguistico e indica chi nasce o risiede nell'isola.

3 - Come è facile osservare la Sicilia ha geograficamente forma di triangolo.

Questa sua conformazione le valse l'antico nome di Trinàcria,

(greco Trinakría; latino Trinacria), con esplicito riferimento alle sue tre cuspidi, rappresentate dagli odierni Capo Boeo (o Lilibeo) a W, Punta del Faro (o capo Peloro)) a NE e Capo Isola delle Correnti a SE.

Il nome di Trinàcria fu utilizzato da Omero nell’Odissea, ma anche dagli storici Antioco da Siracusa, Timeo da Taormina e dallo stesso Tucidide.

I Romani invece tradussero il nome Trinacria in Trìquetra, che significa appunto «triangolare».

La Sicilia fu indicata nell’antichità anche come «l’isola del Sole». Il simbolo dell’Isola rappresenta, infatti, un volto attorniato da raggi solari.

Dal VII secolo avanti Cristo il volto fu circondato da tre gambe, che pur simulando i raggi del sole, rappresentano verosimilmente i tre punti estremi dell’Isola.

In periodo romano, invece, per indicare la fertilità dell’Isola furono aggiunte delle spighe, come è possibile notare nei mosaici romani di Marsala e di Tindari. A questo proposito varrebbe ricordare il mito di Cerere, dea delle messi, e il ratto di Proserpina.

In realtà però, fin dall’inizio, il volto assunse un riferimento alla Gorgone anguicrinita (cioè dalle chiome fatte o intrecciate di serpi), questo probabilmente al fine di incutere terrore ai nemici.

La Gòrgone o Gorgóne per eccellenza è Medusa. In effetti con il nome di Gorgone la mitologia greca indicava ciascuna delle tre sorelle (Steno, Euriale e appunto Medusa) figlie di Forco e Ceto.

Si racconta che avessero ali d'oro, mani artigliate di bronzo, zanne di cinghiale, serpenti al posto dei capelli.

Caravaggio, infatti, rappresenta Medusa con la testa anguicrinita.

Le tre sorelle pietrificavano chiunque le fissasse negli occhi.

Tuttavia Medusa, l’unica fra di loro ad essere mortale, venne uccisa con scaltrezza da Perseo.


Proviamo a spiegare il termine « Sicilia », che, fin all'antichità classica, prese il posto di Trinàcria e anche di Sicània (cioè terra dei Sicani, fra i primi abitatori dell’Isola).

In realtà il termine « Sicilia », in età medievale, non designò soltanto l’Isola, ma fu esteso anche alla penisola per indicare i domini normanno-svevi, dell'Italia meridionale.

Secondo il grammatico latino Marco Terenzio Varrone, il termine « Sicilia » deriverebbe dalla voce italica sica che sta ad indicare la falce.

Pertanto «Sicilia » significherebbe «terra di falciatori», questo perché i Romani consideravano la Sicilia come la regione più ricca di grano per approvvigionare Roma.

Occorre tuttavia far notare che il termine «Sicilia» è anteriore alla dominazione romana, che cominciò nell’isola solo dal 264 a.C.

Di qui si possono avanzare differenti interpretazioni del toponimo (in linguistica e geografia, il toponimo è il nome proprio di un luogo, dal greco tópos 'luogo').


Il nome «Sicilia» deriva in realtà da sik, termine di radice indo-germanica che sta a denotare l’ingrossamento e la crescita.

Nella lingua greca questa radice è usata per individuare certi frutti che si sviluppano rapidamente come il fico (siké) o la zucca (sikùs).

Quindi Sicilia significherebbe «terra della fecondità, isola della fertilità».


In periodo bizantino (secc. VI – IX) si credette che il nome «Sicilia» derivasse dall’unione di due termini greci ( siké ed elaia), che denotavano due piante tipiche dell’isola: il fico e l’olivo.

Abbiamo detto che la Sicilia fu, sin dall’antichità, legata al mito del dio Sole.

Più precisamente lo storico catanese Santi Correnti (al cui testo faremo principalmente riferimento nel corso di queste lezioni) ricorda che una parte della Sicilia, esattamente il litorale jonico che va da Taormina verso Messina, si chiamò «Vitulia», perché vi erano allevati i vitelli dedicati al dio Sole, di cui era sacrilegio cibarsi.

Dobbiamo, a questo proposito, ricordare il Primo libro dell’Odissea, quando Omero narra che tutti i compagni di Ulisse morirono per essersi cibati delle carni sacre dei vitelli.

A riprova dell’antica designazione geografica del litorale ionico, Correnti precisa che l’unico degli 8100 Comuni italiani, denominato «Itala», è ubicato proprio in provincia di Messina, laddove gli antichi indicavano la «Vitulia».

Vale ancora far notare che il termine «Vitulia», una volta oltrepassato lo Stretto di Messina si mutò in «Italia» (dando il nome alla nostra Nazione), sostituendo progressivamente lungo la Penisola, a partire dalla Calabria, i termini di Esperia, Ausonia, Vulcania, Nettunia, Saturnia ed Enotria.




The megalith of Argimusco near Montalbano Elicona, Argimusco, Messina district, Sicily, Italy


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Messina

Messina è un comune italiano capoluogo dell'omonima città metropolitana in Sicilia.

Sorge nei pressi dell'estrema punta nordorientale della Sicilia (Capo Peloro) sullo stretto che ne porta il nome.

Il suo porto, scalo dei traghetti per il continente, è il primo[6] in Italia per numero di passeggeri in transito.

Messina è importante e storica sede universitaria, la locale Studiorum Universitas fu fondata nel 1548 da Sant'Ignazio di Loyola.

Fondata dai Siculi con il nome di Zancle, che nella loro lingua significava falce, venne ripopolata da coloni greci venendo rinominata Messana.

Raggiunse l'apice della sua grandezza fra il tardo Medioevo e la metà del XVII secolo, quando contendeva a Palermo il ruolo di capitale del Regno di Sicilia.

Messa a ferro e fuoco nel 1678 dopo una storica rivolta antispagnola che comportò l'annientamento della sua classe dirigente, venne gravemente danneggiata da un terremoto nel 1783.

Fu assediata durante la rivoluzione siciliana del 1848 contro Ferdinando II di Borbone, subendo gravi danni. Nel 1908 un disastroso terremoto distrusse la città quasi per intero, provocando la morte di circa metà della popolazione.

Ricostruita a partire dal 1912, spesso in stile Liberty, la città moderna si presenta con una maglia ordinata e regolare di vie ampie e rettilinee in direzione nord-sud.




Etimologia

Dankle o Zankle (Ζάγκλης), termine siculo che designa la "falce" che caratterizza la singolare forma del porto naturale, in età pre-greca e greca fino ad Anassila;

Messene (Μεσσήνη), nome che fu dato alla città in età greca da Anassila, tiranno di Reggio, quando vi insediò dei profughi provenienti dalla Messenia agli inizi del V secolo a.C.;

Messana, in età romana;

Infine Messina, dall'età bizantina a oggi.



Argimusco

L' Argimusco è un altopiano che si trova in Sicilia, poco a nord dell'Etna, all'incirca al confine tra i monti Nebrodi e i Peloritani, ed è diviso amministrativamente tra i comuni di Montalbano Elicona, Tripi (che sorge sul sito dell'antica Abacaenum) e Roccella Valdemone.

L'altopiano è molto panoramico in quanto si possono ammirare da vicino l'Etna, le isole Eolie, le curiose montagne Rocca Salvatesta e Montagna di Vernà, capo Tindari, capo Calavà e capo Milazzo.

Esso è parte della Riserva naturale orientata Bosco di Malabotta.



Megaliti dell' Argimusco



Argimusco, la Stonehenge siciliana

Ai confini a nord del Bosco di Malabotta, un gruppo di grandi rocce di arenaria quarzosa, dalle forme curiose e suggestive, si erge oltre i mille metri di altitudine. Da una parte il Mar Tirreno, dall’altra la valle del fiume Alcantara, qui gli unici rumori sono il fruscio del vento sulle felci e il cinguettare degli uccelli.

Intraprendiamo il facile percorso a piedi tra le monumentali pietre, scoprendo le sagome della Vergine in preghiera, il monaco, il volto maschile o l’aquila .




L' Aquila di Argimusco


Tutto sembra rappresentare esattamente un “luogo sacro”, tanto da essere paragonato alla celebre britannica Stonhenge.

Passeggiando tra questi colossi ci chiediamo cosa fossero realmente i megaliti dell’Argimusco: un sito per riti sacri, un luogo di osservazioni astronomiche per le popolazioni dell’antichità, o forse soltanto bellissime e suggestive rocce di arenaria erose nei secoli dal vento dell’altipiano.

Di qualunque cosa si tratti, è un dato di fatto che queste sagome di arenaria esercitano da millenni un fascino magnetico.

Ancora oggi undici costellazioni si riflettono sui megaliti del sito dopo il tramonto, nelle serate calde estive…




Marciana (Elba island)


Scenic view of sea against clear sky, Marciana, Italy


Marciana è un comune italiano di 2 092 abitanti della provincia di Livorno, situato nella parte occidentale dell'isola d'Elba.

Il tratto costiero che rientra nel territorio comunale si affaccia ad occidente ed è bagnato dal Canale di Corsica.

Il toponimo deriverebbe dal nome personale romano Marcius, ma altre ipotesi lo fanno ricondurre all'aggettivo marcidus, in relazione a caratteristiche ambientali o agricole sulla base di altri simili toponimi dell'isola (Marcianella, Stagno marcianese, Fonte marcianese, Poggio marcianese).




Scenic view of sea against clear sky, Marciana, Italy


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Isola d' Elba

L'isola d'Elba è un'isola situata tra il canale di Piombino a est, a circa 10 chilometri dalla costa, il mar Tirreno a sud e il canale di Corsica a ovest.

È la più grande delle isole dell'arcipelago toscano, e la terza più grande d'Italia (223 km²). L'Elba, assieme alle altre isole dell'arcipelago (Pianosa, Capraia, Gorgona, Montecristo, Giglio e Giannutri) fa parte del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano.

Amministrativamente è suddivisa in 7 comuni, facenti parte della provincia di Livorno.




Marciana

Ultima modifica di tallines : 08-01-2022 alle 18:22.
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