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Originariamente inviato da incorreggiubile
La parola "sbagliata" più che altro è la desueta "contentezza" 
Felicità è più sinonimo di "buona sorte" come l'etimo latino fa intendere.
Serenità è roba cmq per stoici.
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In quel modo pero' serenità sembra declinarsi necessariamente al "negativo" quando invece quello stare equidistanti proprio da entrambe "contentezza inutile" e la "disgrazia sempre in agguato" dovrebbe non essere rassegnazione affatto anzi. A prescindere dalla etimologia delle parole, se gia' a livello di massa (a prescindere da questo periodo pandemico e relative crisi sociali) si fosse capito in passato l' importanza di stare ben lontani dal cercare come massa intendo, un perenne picco di felicità come scopo di vita, ci si sarebbe salvati da decadi di inutili corse verso il nulla.

Per es. all' ultimo degli assunti in organigramma viene spesso imho lasciato credere (anzi preteso) di essere l' ingranaggio fondamentale dell' azienda e spesso se non si ha abbastanza esperienza egli o ella ci crede. Ma poi al rileggersi il contratto e alla prima busta paga si capisce quale ingranaggio si è. Si ma forse un domani... conosco ggente che a suon di domani gli sono venuti i capelli bianchi rimanendo li con le stesse condizioni e le stesse speranze. Ergo infelicità proprio perche' non c'e' stata una naturale accettazione del "per ora sono l'ultimo degli ingranaggi" poi all' occorrenza si vedrà e nel caso se ne dovranno vedere anche i frutti perche' se quello non e' possibile allora quale problema c'e' a fare l'ultima ruota del carro? Crediamo che la prima ruota del carro sia piu' "serena" di essa?