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Old 06-02-2021, 20:11   #3
canislupus
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Originariamente inviato da Ordfin Guarda i messaggi
Ogni giorno migliaia di persone si trovano involontariamente (e subdolamente) dei serivizi a pagamento sulle utenze dei propri cellulari semplicemente per avere navigato su questo o su quel sito sia direttamente con il cellulare o via tethering usb con il pc di casa, e sta storia va avanti da lustri. E qui mi fermo.

Ciò detto, è ovvio che il malware installato dal delinquente abbia conseguenze penali con relative confische.

Con quel wallet la vedo dura, e, a meno che il delinquente sia uno sprovveduto (ciò che non ritengo essere plausibile visto cosa aveva architettato), il fatto di avere securizzato il wallet con un'ulteriore password non garantisce proprio un bel niente, perchè non è così che si possono recuperare le crypto in caso di reato.
Quindi vediamo... si commette un reato... si nascondono i proventi di tale reato in un portafoglio (perdonami, ma amo l'italiano) e non si possono recuperare.
Tutto questo come potrebbe tranquillizzare i vari governi che sostengono da tempo che le crypto valute vengano utilizzate ANCHE per scopi illeciti?
Sicuramente opporrai l'idea che anche la moneta classica può avere questo uso, peccato che quest'ultima è tangibile e una volta scoperto dove viene stoccata, esistono dei modi per recuperarla (lunghi e laboriosi, ma esistono).
Con i bitcoin a chi si può chiedere? nessuno di fatto è responsabile dell'uso illecito, se non lo stesso detentore.
A questo punto nel caso specifico aumenterei di un anno la pena fino a quando non si comunichi la famosa password.
Scommettiamo che magicamente spunterebbe fuori?
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