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Originariamente inviato da canislupus
1) Il dipendente dichiara SEMPRE il vero, il libero professionista PUO' anche nascondere parte del reddito
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Dipende. Se il professionista lavora con aziende NON PUÒ nascondere neanche un centesimo di reddito mentre se lavora con privati allora sì MA, in questo caso, evade anche il cliente che è il primo a cercare "uno sconto..." (cosa che nessuno considera mai); paradossalmente, è molto difficile fatturare ad un privato.
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Originariamente inviato da canislupus
2) Il libero professionista ha una tassazione al 15% su un fatturato di 65.000 euro
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A cui si deve aggiungere un bel 25% abbondante di INPS + costi di commercialista, eventuale affitto locali ecc.
Si supera abbondantemente il 50% del fatturato e non si può scaricare nulla.
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Originariamente inviato da canislupus
3) Il dipendente inizia con uno stipendio e negli anni può anche non avere grossi aumenti reddituali (ci sono settori nei quali il rinnovo contrattuale rimane fermo per anni e spesso non recupera nè l'inflazione nè l'aumento delle tasse).
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Il professionista può rimanere senza lavoro da un momento all'altro trovandosi col culo per terra e senza considerare che, ammortizzatori sociali ZERO, mutua ZERO, tredicesima ZERO, quattordicesima ZERO, ferie ZERO.
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Originariamente inviato da canislupus
spesso è il primo a cercare di evitarle.
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Spessissimo perché non riesce a pagarle; non sono mica tutti dentisti, avvocati o notai le partite IVA.
Ho fatto il dipendente per 20 anni e sono in PI da 6.
Quando ero dipendente ragionavo anch'io come lei ma quando ho "provato" l'altro mondo ho capito, specialmente sulla mia pelle.