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Old 27-11-2020, 16:49   #487
tallines
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Medieval Aragonese Castle,

Ischia island,

Gulf of Naples, Italy


Con questa immagine del 18 Novembre 2020, andiamo dal Trentino-Alto Adige, in Campania .

Più precisamente nell' Isola di Ischia, a vedere il bellissimo castello medievale Aragonese

Andremo a vedere anche per la Regione Campania, come abbiamo iniziato a fare con il Trentino-Alto Adige, l' Etimologia .




Landscape with medieval Aragonese Castle, Ischia island, Gulf of Naples, Italy



Campania

La Campania è una regione italiana a statuto ordinario dell'Italia meridionale .

È la terza regione per numero di abitanti (dopo la Lombardia e il Lazio),

la più popolosa dell'Italia meridionale e la prima a livello nazionale per densità di popolazione.


Con 10 riconoscimenti, la Campania è la seconda regione italiana per siti ed elementi iscritti nelle liste dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO, dopo la Lombardia:

- il Riconoscimento per la Dieta Mediterranea,

- l’Arte dei "Pizzaiuoli" Napoletani,

- le Macchine a spalla di Nola,

- il Centro storico di Napoli,

- la Reggia di Caserta,

- il Complesso monumentale di Santa Sofia,

- Pompei con Ercolano e Oplonti,

- la Costiera Amalfitana,

- il Parco Nazionale del Cilento con Paestum, elia e la Certosa di Padula,

- e la Transumanza.

In Campania si trovano 5 dei primi 20 siti statali più visitati nel 2018 secondo il Ministero dei Beni e delle Attività culturali.

Secondo i dati Eurostat del 2011 la Campania è tra le 20 regioni più visitate in Europa e tra le prime in Italia.




Landscape with medieval Aragonese Castle, Ischia island, Gulf of Naples, Italy



I Tags, per questa immagine pubblicata da Windows 10 SpotLight Images il 18-Nov-2020, sono:

Tags: ancient, architecture, beach, castle, clouds, coast, flowers, gulf, history, island, islet, Italy, landmark, landscape, medieval, nature, outdoors, sea, sky, summer, town

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Etimologia

Il toponimo Campania non è di certa etimologia.

Esso deriverebbe, secondo alcuni, dal termine latino campus, che vuol dire campagna,

e, per commistione linguistica, dal termine osco Kampanom,

con il quale si indicava l'area nei pressi della città di Capua antica, per secoli centro principale della Pianura Campana.

Non essendo gli studi al riguardo giunti a conclusioni univoche,

altri studiosi sostengono che la derivazione trovi invece coincidenza con il significato di "campagna", come farebbe presupporre la nota espressione "Campania felix".

In questo secondo senso si sottolinea che il sostantivo latino "campus" ha appunto il significato di "pianura, campagna aperta",

che indicherebbe, unitamente al clima favorevole altrettanto noto, la particolare fertilità ed amenità dell'area.




Isola d'Ischia



Isola d'Ischia

Ischia è un'isola dell'Italia appartenente all'arcipelago delle isole Flegree, della città metropolitana di Napoli.

Posta all'estremità settentrionale del golfo di Napoli e a poca distanza dalle isole di Procida e Vivara, nel mar Tirreno,

è la maggiore delle Flegree ed un'importante meta del turismo internazionale.

Con i suoi 64 062 abitanti è la terza più popolosa isola italiana, dopo Sicilia e Sardegna.

In antichità era nota col nome Pithekoussai o Pithecusae (in greco Πιθηκοῦσσαι).



Etimologia

L'isola di Ischia fu dai Latini chiamata Pithecusa, nome che la tradizione fa derivare dal Greco “pithos” (vaso), cioè l'Isola dei vasai.

Altra interpretazione, del tutto fantasiosa, collega il nome a “pithekos” (scimmia).

È stato proposto che il nome descriva una caratteristica dell'Isola, ricca di pinete.

“Pitueois” (ricco di pini), “pituis” (pigna), “pissa, pitta” (resina) appaiono termini descrittivi dai quali potrebbe derivare Pithecusa, che significherebbe dunque “isola della resina”, una importante sostanza usata, tra l'altro, per rendere impermeabili i vasi vinari.


L'espressione “insula visca”, con l'aggettivo greco “(v)ixos” (appiccicoso) e la consueta caduta della “v” iniziale, fornisce una probabile origine del moderno “Isola d'Ischia”.

Ai piedi del Vesuvio coperto di pini, il nome popolare di Ercolano era “Resìna”, forse reminiscenza di un antico mercato di questo prodotto, similmente al toponimo “Pizzo” in Calabria, da dove proveniva la resina migliore, la “pece brettia” ottenuta dai pini della vicina Sila.

Massimo Pittau riteneva che l'etimo derivasse da un più ampio substrato tirrenico di origine preromana




Isola d'Ischia



Origine del nome Ischia

I Greci chiamarono la loro colonia sull'isola Pithekoussai, nome dalla etimologia incerta.

Secondo Senagora il nome deriverebbe da pithekos, scimmia, e alluderebbe al mito dei Cercopi, abitanti delle isole flegree trasformati da Zeus in cercopitechi.

Plinio il Vecchio (Nat. Hist. 111, 6.82) fa invece derivare il nome da pythos, anfora, teoria suffragata da ritrovamenti archeologici che testimoniano la produzione greco-italica di ceramiche (e in particolare di anfore da vino) nell'isola e nel golfo di Napoli.

Le prime testimonianze del nome dell'isola risalgono all'anno 812, in una lettera di Papa Leone III nella quale informa l'imperatore Carlo Magno di devastazioni occorse nell'area, chiamando l'isola Iscla maior «Ingressi sunt ipsi nefandissimi Mauri [...] in insulam, quae dicitur Iscla maiore, non longe a Neapolitana urbe».

Alcuni studiosi ricollegano il termine alla parola di origine semitica i-schra, "isola nera" che in sé potrebbe anche essere accettabile se non fosse che dal punto di vista geologico l'isola per i suoi prodotti vulcanici appare soprattutto bianca.

Peraltro la frequentazione fenicia dell'isola è archeologicamente documentata in epoca molto antica.

Nella diffusione in Campania ed Etruria meridionale, fin dall'VIII secolo a.C., di oggetti di produzione o ispirazione egiziana, «hanno certo parte i mercanti fenici installati a Ischia e poi frequentatori delle coste tirreniche».

Il nome Aenaria, utilizzato dai latini,è legato alle officine metallurgiche (da aenus, metallo) localizzate sulla costa orientale, sotto il castello.




Il Castello Aragonese di Ischia, collegato all' Isola per mezzo di un ponte in muratura lungo 220 m, conosciuto come Ischia Ponte.



Castello Aragonese (Ischia)

Il Castello Aragonese è una fortificazione che sorge su un'isola tidale > click di roccia trachitica > click posto sul versante orientale dell'isola d'Ischia,

collegato per mezzo di un ponte in muratura lungo 220 m all'antico Borgo di Celsa, conosciuto come Ischia Ponte.

L'isolotto su cui è stato edificato il castello deriva da un'eruzione sinattica avvenuta oltre 300.000 anni fa.

Raggiunge un'altezza di 113 metri sul livello del mare e ricopre una superficie di circa 56000 m².


Geologicamente è una bolla di magma che si è andata consolidando nel corso di fenomeni eruttivi e viene definita "cupola di ristagno".

Al castello si accede attraverso un traforo, scavato nella roccia e voluto verso la metà del Quattrocento da Alfonso V d'Aragona.

Prima di allora l'accesso era possibile solo via mare attraverso una scala situata sul lato nord dell'isolotto.


Il traforo è lungo 400 metri e il percorso è illuminato da alti lucernari che al tempo fungevano anche da "piombatoi"

attraverso i quali si lasciava cadere olio bollente, pietre e altri materiali sugli eventuali nemici.


Il tratto successivo è una mulattiera che si snoda in salita all'aperto e conduce fino alla sommità dell'isola.

Da questa strada si diramano sentieri minori che portano ai vari edifici e giardini.

Dagli anni settanta del novecento è anche in funzione un ascensore, il cui percorso è ricavato nella roccia e che raggiunge i 60 metri sul livello del mare.




Il Castello Aragonese di Ischia



Origini

La costruzione del primo castello risale al 474 a.C. sotto il nome di Castrum Gironis,

ovvero "castello di Girone", in onore del suo fondatore.

In quell'anno, infatti, il greco Gerone I detto il tiranno di Siracusa prestò aiuto con la propria flotta ai Cumani nella guerra contro i Tirreni, contribuendo alla loro sconfitta al largo delle acque di Lacco Ameno.

Debitori di tale intervento, i Cumani decisero allora di ricompensare l'alleato cedendogli l'intera isola.


La fortezza venne poi occupata dai Partenopei,

ma nel 315 a.C. i Romani riuscirono a strappar loro il controllo dell'isola e vi fondarono la colonia di Aenaria.

Il Castello venne utilizzato come fortino difensivo e vi furono edificate anche alcune abitazioni ed alte torri per sorvegliare il movimento delle navi nemiche.

Nei secoli successivi la fortezza di Gerone fu radicalmente trasformata, in modo da fungere da rifugio sicuro per la popolazione contro i saccheggi di Visigoti, Vandali, Ostrogoti, Arabi, Normanni (1134-1194), Svevi (1194-1265) e Angioini (1265-1282).

L'eruzione dell'Arso del 1301 fornì un notevole incentivo allo sviluppo dell'insediamento urbano:

distrutta la città di Geronda, che sorgeva nella zona in cui nel ventunesimo secolo vegeta la pineta,

gli Ischitani si rifugiarono nel castello che garantiva maggiore tranquillità e sicurezza, dando vita ad un vero e proprio rifugio in cui vivere.




Ischia, entrata del Castello Aragonese



Si deve agli Aragonesi la moderna fisionomia del castello

Un solido a forma quadrangolare, con mura fornite di quattro torri.

Partendo dal vecchio maschio di età angioina, nel 1441 Alfonso V d'Aragona diede vita ad una struttura che ricalcava quella del Maschio Angioino di Napoli.

Il sovrano fece costruire un ponte di legno che congiungeva l'isolotto all'isola maggiore (che sarebbe stato successivamente sostituito da uno in pietra),

mentre fino alla metà del XV secolo l'unico strumento di accesso al castello era costituito da una scala esterna di cui si può ancora intravedere qualche rudere dal mare, dal lato che dà sull'isola di Vivara.

Furono inoltre realizzate poderose mura e fortificazioni (come i cosiddetti piombatoi, ossia fessure da cui venivano lanciati acqua bollente, piombo fuso, pietre e proiettili sull'eventuale invasore) dentro le quali quasi tutto il popolo d'Ischia trovava rifugio e protezione durante le incursioni dei pirati.

All'interno dell'edificio erano posti gli alloggi reali e quelli riservati ai cortigiani, alla truppa e ai servi.

Ai piedi del castello fu invece posta una casamatta, adibita a quartiere della guarnigione addetta alle manovre del ponte levatoio.


Il periodo di massimo splendore della struttura si ebbe alla fine del XVI secolo:

al tempo il castello ospitava 1892 famiglie,

il convento delle clarisse,

l'abbazia dei monaci basiliani di Grecia,

il vescovo con il capitolo ed il seminario,

il principe con la guarnigione.


Vi erano 13 chiese tra cui la cattedrale, dove il 27 dicembre 1509 furono celebrate le nozze tra Fernando Francesco d'Avalos, marchese di Pescara e condottiero delle truppe imperiali di Carlo V, e la poetessa Vittoria Colonna.

Il soggiorno di Vittoria Colonna nel castello, dal 1501 al 1536, coincise con un momento culturalmente assai felice per l'intera isola:

la poetessa fu infatti circondata dai migliori artisti e letterati del secolo, tra cui Michelangelo Buonarroti, Ludovico Ariosto, Jacopo Sannazaro, Giovanni Pontano, Bernardo Tasso, Annibale Caro l'Aretino e molti altri.




Ischia, il Castello degli Aragonesi



Dal Settecento all'unità d'Italia


Nella seconda metà del Settecento, cessato il pericolo dei pirati, la gente cominciò ad abbandonare il castello,

in cerca di una più comoda dimora nei vari comuni dell'isola per poter curare meglio le attività economiche principali:

la coltivazione della terra e la pesca.

Nel 1809 le truppe inglesi assediarono l'isolotto, sotto il comando francese, e lo cannoneggiarono fino a distruggerlo quasi completamente.

Nel 1823 Ferdinando I, re delle Due Sicilie ed esponente della dinastia borbonica, allontanò gli ultimi 30 abitanti, riconvertì la fortezza a luogo di pena per gli ergastolani e trasformò le stanze in alloggi per le guardie carcerarie.

Il castello divenne, a partire dal 1851, prigione per i cospiratori contro il Regno delle Due Sicilie, tra i quali Carlo Poerio, Luigi Settembrini, Michele Pironti e Pasquale Battistessa.

Nel 1860, con l'invasione di Giuseppe Garibaldi, Ischia fu annessa al Regno d'Italia e il carcere politico fu soppresso.

L' 8 giugno 1912 l'amministrazione del demanio, con trattativa privata, pose il castello aragonese in vendita all'asta.

Da allora l'isola è gestita da privati, che ne curano i restauri e la gestione.

Il castello è aperto al pubblico ed è una meta turistica.





Ischia, il Castello Aragonese



Caratteristiche

Gli edifici ricoprono una parte minima della superficie dell'isolotto, che è per lo più occupato da ruderi, da orti e vigneti.

Le fitte costruzioni ritratte nelle stampe settecentesche sono state in buona parte distrutte dagli eventi bellici che hanno interessato l'isola sotto la dominazione francese nei primi dell'ottocento e, in seguito, dall'incuria e dall'abbandono fino all'acquisto dell'isola da parte di una famiglia ischitana.

Alcuni eredi di questa famiglia hanno lentamente intrapreso una campagna di restauri che, a partire dalle poche stanze elette a propria dimora, hanno gradualmente interessato la parte monumentale del complesso architettonico, anche se molte strutture sono ancora in rovina.

In questo castello, nel 1952, sono state girate alcune scene del film statunitense Il corsaro dell'isola verde con Burt Lancaster.




Castello Aragonese, particolare



Siti di maggior interesse


Chiesa dell'Immacolata (XVIII secolo)

La sua cupola domina l'intero castello e offre una magnifica vista del borgo di Ischia Ponte, anticamente chiamato borgo di Celsa per la presenza di una piantagione di gelsi nei terreni dei frati Agostiniani.

Essi avevano importato sull'isola l'allevamento intensivo del baco da seta (il cui nutrimento, il gelso, è appunto chiamato morus celsa).

L'attività s'interruppe di colpo nel 1809, quando Gioacchino Murat emanò un decreto di soppressione degli ordini religiosi per impossessarsi delle enormi ricchezze che i religiosi avevano accumulato nei secoli nel regno di Napoli.

La chiesa fu costruita a partire dal 1737 al posto di una precedente cappella dedicata a san Francesco, per volere della badessa Lanfreschi dell'attiguo convento delle Clarisse.

L'enorme impegno economico impedì alle suore di portare a termine la costruzione e, nonostante fosse stata venduta persino l'argenteria del convento per far fronte alle spese, la facciata e gli interni della chiesa non sono rifiniti e le pareti sono completamente bianche.

La pianta della chiesa è a croce greca con l'aggiunta di un presbiterio e di un pronao d'ingresso.

Su un tamburo circolare con 8 finestroni, insiste l'imponente cupola che domina l'intero complesso di edifici.

Dopo il restauro eseguito nel 1980, la chiesa viene utilizzata per mostre temporanee di pittura e scultura.

Convento delle Clarisse

Il Convento delle Clarisse fu fondato nel 1575 da Beatrice Quadra, vedova di Muzio d'Avalos, che si insediò con quaranta suore provenienti dal convento di San Nicola che si trovava sul monte Epomeo.

Le suore provenivano da famiglie nobili che le destinavano in genere alla vita claustrale già dall'infanzia per evitare la frammentazione delle eredità.

Il convento fu chiuso nel 1810 in seguito alla già citata legge di secolarizzazione emanata da Murat .

Un'ala del convento ospita un albergo, le cui stanze sono le celle di un tempo.


Cimitero delle Clarisse

L'annesso cimitero sotterraneo (XVI secolo) presenta, a ridosso delle pareti, sedili in pietra su cui venivano adagiati, in posizione seduta e a tronco eretto, i corpi senza vita delle suore affinché mummificassero.

La carne si decomponeva lentamente e i liquidi venivano raccolti in appositi vasi situati sotto i sedili, finché gli scheletri non venivano raccolti in un ossario.

Ogni giorno le monache vi si recavano in preghiera e meditavano sulla morte e sulla durata effimera della vita terrena.


Cattedrale dell'Assunta

Questa cattedrale fu eretta dalla popolazione in sostituzione di quella situata sull'isola maggiore, distrutta dall'eruzione vulcanica del 1301.

È una basilica a tre navate, e lo spazio absidale era verosimilmente ricoperto da una cupola a sesto ribassato.

Nel 1509 vi furono celebrate le nozze tra Fernando Francesco d'Avalos e Vittoria Colonna.

Originariamente di stile romanico, fu ritoccata nel XVI secolo e rifinita successivamente con stucchi barocchi.

Nel 1809 fu distrutta dalle cannonate degli Inglesi, per cui si presenta come uno spazio semiaperto, senza soffitto, e ospita concerti di musica classica e letture di prosa e di poesia.


Cripta della Cattedrale

Costruita fra l'XI e il XII secolo, era in origine una cappella.

Fu trasformata in cripta quando vi fu costruita sopra la cattedrale dell'Assunta.

È costituita da un ambiente centrale con volta a crociera e da sette piccole cappelle con volta a botte che si sviluppano lungo il perimetro.

Ciascuna cappella rappresentava una delle famiglie gentilizie che abitavano l'isolotto ed è decorata da affreschi di scuola giottesca che si presentano gravemente danneggiati e per i quali è stato avviato un restauro.


Chiesa di San Pietro a Pantaniello

La chiesa, la cui costruzione attribuita è attribuita all'architetto Jacopo Barozzi da Vignola nel XVI secolo, è un importante esponente del Rinascimento italiano.


Da non dimenticarsi :

la chiesa di Santa Maria delle Grazie (XVI secolo),


il terrazzo panoramico degli ulivi,


le carceri politiche (che ospitarono gli eroi del Risorgimento italiano),


il Maschio e


l'abbazia dei Basiliani di Grecia.




Castello Aragonese, stampa



Le Origini
CASTRUM GIRONIS


Il Castello prese in origine il nome di Castrum Gironis: secondo alcuni dal nome di Gerone da Siracusa (cui è attribuito il primo insediamento risalente al V secolo a.C.), secondo altri dal "giro di mura" fortificate che circondava il l'isolotto di roccia trachitica.


Il Medioevo
INSULA MINOR


In epoca medioevale fu sempre indicato come Insula Minor per distinguerlo dall'Insula Major (l'Isola d'Ischia) che andava lentamente popolandosi.
È a questo periodo che risale l'attuale cripta della Cattedrale dell'Assunta con i suoi pregevoli affreschi.


Il Rinascimento
CASTELLO ARAGONESE

Il nome attuale ha origine dalla dinastia che più delle altre ha impresso all'isolotto la fisionomia che lo caratterizza: Alfonso I d'Aragona trasformò nel XV secolo d.C. il preesistente Maschio angioino, costruì le poderose mura difensive, fece scavare nella roccia la galleria di accesso pedonale.






Castello Aragonese d'Ischia, di sera



La terza generazione della famiglia Mattera si prende oggi cura del Castello

garantendone l'apertura al pubblico 365 giorni all'anno, realizzando le necessarie opere di manutenzione e restauro e promuovendo eventi culturali che ne animano la vita.

Infatti l'opera più importante, oltre il restauro, è quella di tenere in vita il Castello:

esso non è una semplice mostra di reperti storici ma un essere vivente dal quale pulsa un'energia utile alla comprensione del passato e del futuro .

Non c'è più l'affannoso movimento di una roccaforte che si difende, non c'è più la tumultuante vita quotidiana di 1800 famiglie che lavorano e si incontrano,

ma una serenità ed una pace ineguagliabili che avvolgono il Castello di oggi, animato da mostre d'arte antica e contemporanea, studiato da storici e ammirato da migliaia di turisti che lo visitano e ne catturano il ricordo.

L'arte dialoga con il Castello e lo rende vivo;

dopo aver ricoperto tanti ruoli, il maniero riprende quello di interlocutore privilegiato di tutte le forme d'arte e ripropone un'ennesima volta la sua presenza come indispensabile all'equilibrio dell'intero "regno" circostante.

L'intuizione iniziale dell'Avv. Nicola Ernesto Mattera trova ancora oggi nei suoi eredi il pieno entusiasmo e la conferma della giustezza di un gesto che, apparentemente inspiegabile all'epoca, ha garantito la rinascita di un protagonista della Storia dell'Isola e dell'intero Regno di Napoli.




Le Meraviglie di Ischia, il Castello Aragonese
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