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Originariamente inviato da Marko#88
Ho letto tutti i tuoi post e sono molto interessanti. La base di partenza però non torna: il trasporto pubblico funziona solo nelle grandi città per chi lavora e abita in città. Facciamo un esempio più simile alla realtà in cui viviamo, l'Italia; territorio suddiviso in tanti piccoli paesi, tutti collegati da strade statali, tutti vicini ma lontani. Io lavoro a 7 km circa da dove abito (ma è un'altra città). Come trovo 100 persone che vanno dove vado io e all'orario giusto? Perché io posso anche salire su una corriera con altre 99 persone ma se andiamo tutte nella stessa direzione arriveremo sul posto di lavoro con un delta di orario di 30/60 minuti. E se quello più lontano ha un appuntamento prima di me come facciamo? Se io a lavoro mi trovo con cose da finire e mi fermo in orario straordinario come torno a casa? O se voglio uscire prima perché sono libero o devo andare a prendere un bambino da scuola?
Si può aumentare il numero di queste navette in modo che coprano più esigenze ma a questo punto cala l'efficienza di una singola tratta.
La mobilità personale è utile proprio per quello, possibilità di cambiare i piani o avere impegni diversi senza essere limitati dal trasporto. Anche il car pooling sarebbe bello, la mattina vedo sempre auto da 4 o 5 posti con un solo occupante. Andiamo tutti nella stessa direzione, sicuramente riusciremmo anche solo a dimezzare il numero di auto mettendosi d'accordo... ma torniamo ai problemi di prima: diciamo che io ti passo a prendere, ti porto a lavoro perché lavori lungo il percorso che faccio anche io, poi nel pomeriggio ti chiama la scuola dicendo che tuo figlio ha la febbre e deve essere portato a casa. Tu come vai a prenderlo?
Ovviamente il discorso si può applicare bene ad una grande città, magari con la metro (il famoso mezzo efficienti di cui parli a inizio post) che rende tutti un po' più liberi nel privato.. ma se l'azienda in cui lavoro è a 5 km dalla metro? Posso anche farmeli a piedi ma ci vogliono 45/60 minuti a tratta, il tempo dove lo mettiamo? Non è poca cosa perdere ogni giorno due ore a piedi per andare dalla metro al lavoro.
Ci sono mille altri esempi ma il discorso cade sempre li. Se prendi 100 persone faticherai ad accorparne 3, ognuno ha esigenze ed abitudini diverse. Per rendere possibile quello che dici, parlando di evoluzione sociale, sarebbe richiesto un cambiamento enorme, improponibile sul corto periodo e che darebbe risultati sul lunghissimo. Tanto vale convincere tutti al nucleare e produrre energia da li, si fa prima. 
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Infatti la questione per i paesi o comunque piccole città con trasporto pubblico inefficiente è più complessa. Dubito che si potrà utilizzare il monopattino elettrico su strade provinciali o statali (anche se fosse permesso non lo consiglierei a nessuno, tanto quanto una bicicletta).
Nell'ipotesi che colleghino i paesi con delle ciclabili allora è fattibile, e la bicicletta diventa sicuramente il mezzo che porta più vantaggi se rapportata ad altri mezzi "mono-conducente". La pioggia è il vero
malus che vale sia per il monopattino che per la bicicletta. Non c'è mantella che tenga
In certi casi l'automobile diventa la scelta preferibile.
7km non sono tanti, ma nemmeno pochi. A piedi, passo mio, in un'ora li faccio, però non è sostenibile per lunghi periodi, almeno non per tutti. Si butterebbero via 2 ore minimo ogni giorno senza togliere la stanchezza serale dopo una giornata di lavoro intensa. L'attività fisica va bene, il problema sono le due ore fisse tutti i giorni... Fossero max 30 min per tratta sarebbe un buon movimento senza diventare stressante. Altro problema è: dove si cammina? Sulla statale/provinciale, e se non c'è il marciapiede? 7 km in città sono una cosa, tra i paesi ben altra cosa. I figli? Non è pensabile fargli fare tanti km se sono piccoli, peggio ancora se li tieni in braccio.
Facendo delle ipotesi per casistiche del genere direi che:
1 posto
Automobile
Arrivi al posto di lavoro, arrivi in fretta tanto se c'è coda c'è per tutti anche per altri mezzi pubblici, treni esclusi. Indubbi vantaggi che coprono tutti i bisogni che hai elencato. Se devi andare a prendere i figli non esiste niente altro che la macchina per chi non vive in una città o il pulmino scolastico (anche se nei casi di malanni non credo faccia da taxi per chi esce prima da scuola)
2 posto
Corriera/Mezzo pubblico, poi a piedi oppure anche con il monopattino (per brevi distanze anche quello a spinta può andare bene poiché è leggero e versatile). Una bici pieghevole è migliore come sviluppo su strada, ma pesa sui 10/13kg ed è scomoda sui mezzi. Se devo portarmi 13 kg allora mi porto il monopattino elettrico. E i figli dove si mettono?

Già questa soluzione esclude chi ha figli.
3 posto
Treno + monopattino/piedi, la bici pesa sempre e sul treno non è il massimo della comodità. Poi oh, si può anche portare. Per i figli stesso discorso di prima.
4 posto
Car pooling tra conoscenti oppure un servizio di car pooling comunale a basso costo tipo un Uber-Country dedicato, che durante il giorno fa un servizio del genere nei paesi accompagnando i lavoratori. Si ottimizzano le tratte, porta sempre la stessa gente che pagherà un canone fisso mensile (100 euro?) di cui una parte verrà rimborsata dal comune perché non usi l'automobile privata. Non deve avere utile il Comune, almeno non un utile economico. Può gestire anche le emergenze e il trasporto figli. Massimo pulmini da 10/20 persone. Difficoltà organizzative, sì ci sono, ma superabili se ci fosse la volontà. Risolve totalmente il problema trasporti? No, ma genera un'alternativa valida offrendo una parziale soluzione. Un solo pulmino elettrico Vs 20 automobili. È lo stesso discorso del riscaldamento autonomo e condominiale autonomo. Primo caso hai 50 caldaiette, secondo caso 1 centrale termica a condensazione, efficiente, con costi di manutenzione e gestione condivisi. Costa pure meno.
Quanto sopra dimostra che il trasporto autonomo tipo monopattino è più che altro per single che non hanno esigenze familiari. In una grande città (non tutte in Italia) una famiglia vive bene senza automobile, fuori città no. Perciò non esisterà mai la soluzione definitiva, ma solo quella più idonea alle proprie necessità. Questo non toglie che si dovrebbero fare scelte eco-sostenibili, soprattutto per chi ha figli. Tipo usare la macchina con il cervello e quando realmente serve. Non tanto perché gli si fornirà un futuro più sano, ma per l'educazione che gli si darà. Educarli con un occhio attento ai consumi, sprechi, rispetto, penso siano ottimi insegnamenti, visto che poi dovranno viverci loro nella società
Nel frattempo si dovrà spingere affinché gli amministratori dei comuni costruiscano delle tratte ciclabili. Non risolveranno il problema, ma serviranno a snellire i trasporti, poiché sicuramente ci saranno persone che le utilizzeranno. Tradotto: anche 10 persone (automunite) al giorno che si sposteranno sulla ciclabile, saranno 10 macchine in meno al giorno. È un inizio... arrivare a 100 richiede, appunto, un lungo periodo e la volontà di contribuire al benessere personale e degli altri.