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discussione molto divertente e che tocca veramentre troppi temi per poterli discutere tutti insieme. Ciò che emerge è "l'astio" tra le varie categorie di utenti. Sono le premesse che devono essere chiare per argomentare una questione.
Se ho 100 persone che hanno il monopattino elettrico, avrò 100 individui che circolano sulla pista ciclabile (in strada spero che non verrà mai concesso di circolare per il bene di tutti). 100 monopattini hanno bisogno di energia per essere prodotti e le batterie richiederanno energia e inquineranno secondo una percentuale probabilmente inferiore ad altri mezzi di locomozione (c'è anche il fine vita delle batterie). Se queste 100 persone le metto su un mezzo pubblico a basso impatto ambientale, elettrico e con un'alta efficienza, non sarebbe meglio?
Se ne ho 1000 di monopattini? Non è meglio un treno per trasportare queste persone? Certo, il monopattino, serve come collegamento finale per raggiungere la meta. Brevi distanze. Ma ci sono anche i piedi per le brevi distanze se la rete di trasporto pubblico fosse efficiente e ben ottimizzata ovunque.
Dove voglio arrivare? Voglio arrivare al punto di partenza di ogni cosa che è l'ottimizzazione e il rendimento. Quando parliamo di scelte personali ognuno deve essere libero di scegliere quello che preferisce (leggi permettendo, visto che siamo in una società che piaccia o no), quando si parla di cittadini il discorso dovrebbe essere valutato in un'ottica di ottimizzazione e rendimento dei servizi.
Una macchina, tipo car pooling, può portare fino 5 persone al lavoro. Se questa macchina fosse elettrica a basso impatto ambientale ecc... potrebbe persino essere più vantaggiosa di 5 monopattini, potrebbe...
Mi ha fatto anche sorridere il discorso della bicicletta e del cibo. Premesso che oggi con le bici leggere, con rapporti corona-pignone equilibrati, in tratte pianeggianti, tralasciando i watt necessari per partire, il consumo energetico umano è irrisorio. Una volta raggiunto l'equilibrio della pedalata, la bici va praticamente da sola. Nessuno ha parlato di adattamento fisico e ottimizzazione di VO2 e FC? Il corpo è una macchina con un adattamento pazzesco. A parità di cibo ingerito ci sono individui che riescono a macinare molti km. I polmoni si adattano, migliora l'efficienza di scambio ossigeno e co2, la FC diminuisce con un minor dispendio calorico, la muscolatura si adatta cambiando il fabbisogno glucidico.
Il problema non è il ciclista che consuma cibo che anch'esso richiede energia, trasporti, inquinamento, ma piuttosto è il suo collega automobilista, motociclista, monopattinista elettrico che mangia la stessa quantità di cibo e non gli serve a nulla poiché tutto il giorno starà in ufficio, gli spostamenti saranno con mezzi motorizzati e poi magari si compra pure lo smartwatch per contare i passi! Ah dimenticavo, spesso è in sovrappeso e poi cerca di compensare andando in palestra ad usare macchine aerobiche elettriche (che consumano).
"E ma poi in bici arrivo sudato al lavoro". Vero, ma se tutti quanti arrivassimo al lavoro sudati, probabilmente ci sarebbe una evoluzione sociale che spingerebbe tutte le aziende a dotarsi di docce e spogliatoi. Diventerebbe una cosa comune e condivisa quella di "muoversi". Magari anche premiare chi si sposta in questo modo. Tanto è un discorso che ha senso per pochi, poiché le persone hanno già deciso di muoversi il meno possibile, mangiare il più possibile e lamentarsi se stanno ore nel traffico e pagano troppe tasse.
Il monopattino elettrico? Per brevi tratte e se non si hanno problemi fisici, vanno benissimo anche quelli a spinta, anche se paragonati alla bicicletta scompaiano come neve al sole. La bicicletta è inarrivabile come traduzione del movimento fisico in spostamento su strada. La perfetta sintesi bio-meccanica, anche senza collegarci il bluetooth!
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