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Old 12-05-2018, 02:05   #8
lemuel
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Iscritto dal: Apr 2009
Messaggi: 118
Impatto zero?

Mi interessa rispondere sull'aspetto "impatto zero".
Concordo con coloro che hanno capito che il concetto "impatto zero" è sbagliato, o quantomeno fuorviante.
In particolare è diffusa la "errata" convinzione che l'uso della energia elettrica nella locomozione al posto di quella ricavata dai motori endotermici a combustibili fossili, sia a "impatto zero".
Al massimo si può sostenere che l'uso della energia elettrica consente di "non" produrre inquinanti tossici o anidride carbonica nei luoghi di uso e transito dei veicoli che la impiegano.
Ma sta di fatto che, sia pure a livello inferiore, tali inquinanti devono per forza essere emessi, o che si tratti di energia elettrica prodotta in centrali termiche, o che si tratti di energia elettrica da fonti solari, in particolare con l'uso di pannelli fotovoltaici.
Questi in particolare sono prodotti con cristalli di silicio. Il silicio per uso in cristalli impiegato in elettronica e per conversioni fotovoltaiche, è ricavato complessivamente con costi elevatissimi in termini di inquinamento ambientale, sia per la necessità della estrazione della materia prima, sia per la necessità della sua lavorazione industriale, sia per la necessità della produzione di cristalli purissimi in forma di grossi pani a partire da semi di innesco, con costi energetici elevatissimi.
Non parliamo poi del taglio delle lamine sottilissime e dei cristalli singoli per le singole lamelle, per l'assemblaggio dei pannelli fotovoltaici e infine per i costi di smaltimento e di riciclo dei pannelli stessi a fine ciclo, la cui durata in genere si aggira attorno ai 15 anni e quasi mai sopra i 20 anni di utilizzo reale.
Insomma, la favola dell'"impatto zero" è tipica dei creduloni che ignorano i principi più elementari di fisica, a partire dal concetto di "entropia", da capire e assimilare in modo serio e non superficiale, tipo da "infarinati di scienza", e a partire dai concetti più elementari di tecnologia industriale, la quale deve tenere conto dell'intero sistema produttivo di ogni singolo elemento di un insieme, considerando fonti di estrazione delle materie prime, costi e inquinamenti di trasporto, costi di lavorazione, costi di montaggio e di assemblaggio delle parti, ove ogni singolo componente ha a sua volta una sua storia a parte, e poi i costi degli impianti di estrazione, di produzione, di assemblaggio, di trasporto, di vendita e infine di smaltimento o riciclo.
Il costo del solo elemento energetico per il funzionamento di ogni macchina o apparato è quindi solo una parte del costo energetico complessivo di ogni manufatto umano.
Meditate, gente, prima di parlare di "impatto zero", e studiate l'intero processo di produzione di tutti i manufatti umani, compilando accurate tabelle di ogni costo per ogni elemento, in termini di inquinamento energetico, oltre che di derivati tossici, per stendere una "graduatoria" del livello di "impatto" di ogni singolo macchinario, scoprendo che ci possono essere macchine che hanno un "impatto" più o meno elevato, ma senza che nessuna di esse si riduca mai a "zero", neppure avvicinandosi.
Solo il materiale biologico naturale riesce a raggiungere una specie di "impatto zero", considerando l'intero ciclo naturale, considerando periodi nell'arco di tempi molto lunghi, a volte anche di migliaia di anni, dato che ogni elemento biologica finisce per essere prodotto e riciclato solo a spese dell'energia solare in forma diretta, oppure per azione del calore endogeno della Terra o per effetti gravitazionali, oppure ancora per effetti derivanti da questi, come i venti, le maree, le correnti marine, i flussi delle acque dilavanti, eccetera.
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