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Old 20-05-2004, 11:23   #30
ni.jo
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India, il premier sarà Singh
Gran rifiuto Dopo il suo no, il Congress accetta la volontà di Sonia Ghandi, che rimane la donna forte del paese
EMANUELE GIORDANA*
Ogni storia ha la sua fine. E la fine della tormentata vicenda istituzionale indiana, dopo il gran rifiuto della signora Gandhi, è l'inizio di un nuovo governo al cui comando il presidente dell'India, su proposta del Partito del Congresso e dei suoi alleati, ha posto Manmohan Singh. La lunga maratona era iniziata l'altroieri con i colloqui di Sonia Gandhi al palazzo presidenziale. Ma poi la premier in pectore, martedì sera, aveva spiegato ai suoi sostenitori e ai deputati del Congresso che era ben decisa a fare un passo indietro. Senza spiegare esattamente le motivazioni che «con umiltà» le imponevano la rinuncia, Sonia Gandhi è diventata ancor più protagonista nella convulsa giornata di ieri, dopo che il giorno prima la piazza l'aveva chiamata ad assumere l'incarico. Ma Sonia era rimasta ferma sulla sua decisione. Per tutto il giorno l'India ha attraversato una crisi profonda: i deputati del Congresso, forti della pressione popolare, le chiedevano di ripensarci mentre la leadership del Congress minacciava le dimissioni per costringerla a rivedere il suo rifiuto. Poi, ha preso sempre più forma quella che, solo martedi, era un'indiscrezione, rafforzatasi vieppiù fino alla formalizzazione da parte del Congress della candidatura ufficiale di Singh.

L'ex ministro delle Finanze dell'esecutivo di Narashima Rao (che governò dopo la morte di Rajiv Gandhi per mano di una kamikaze tamil dello Sri Lanka) si è recato dal presidente Kalam con la stessa Gandhi e, come lui stesso ha detto, nel nome della Gandhi governerà. Singh, che è il primo premier della minoranza sikh a dirigere l'India, ha promesso una politica di sviluppo - fu lui il padre della riforma economica indiana iniziata negli anni `90 - che vada avanti con le riforme ma che non dimentichi la necessità di una forte rete di sicurezza sociale e nuove occasioni di lavoro per le fasce deboli. Uno sviluppo «dal volto umano», che faccia del 21 secolo, ha detto con un po' di retorica, il secolo del sogno di Rajiv Gandhi.

Rivendicando dunque al Congresso a alla dinastia le radici della politica di riforma che ha fatto uscire l'India dall'autarchia, Singh ha voluto mettere in chiaro che si muoverà sotto l'ala protettrice di Sonia, una sorta ormai di eroe nazionale (in India la «rinuncia» del potere è un atto di forte valore spirituale e simbolico). «Conosco i miei limiti - ha detto - ma con il suo supporto prepareremo un futuro brillante». Una shining India in versione Congresso.

Singh è per il momento l'uomo giusto al momento giusto. E' fedele a Sonia ed è anche un personaggio che nel partito e nel paese non conta su un seguito enorme. Si è sempre mantenuto abbastanza in secondo piano e anche la sua personalità è quella di un personaggio che tiene un basso profilo che per ora non fa ombra a Sonia Gandhi. E' l'uomo giusto per i mercati, che non devono temere da chi enucleò il piano di riforma che ha aperto alla liberalizzazione e alla privatizzazione l'economia del paese e che saprà dunque tenere a bada i comunisti, i cui voti permetteranno all'esecutivo di governare. E' un uomo colto e prudente e gode della stima dell'artefice della rinascita del Congress, la signora Gandhi.

E' in realtà lei la vera vincitrice della partita. Benché abbia fatto un passo indietro, nell'immaginario collettivo ne ha fatti molti in avanti. Ritirandosi dalla scena, Sonia ha spuntato l'arma dei nazionalisti radicali del Bjp che avevano promesso fuoco e fiamme contro l'infedele straniera e che ora si ritrovano con un indiano al 100 per cento che viene dal Punjab. Ha spuntato le armi anche alla speculazione finanziaria ed è certo che la borsa avrà un rilancio, rassicurata dalla prospettiva di una crisi velocemente risolta e dalla rapida capacità del Congresso di accettare quanto la signora Gandhi decide. L'India è una paese strano e difficile da capire. Le sorprese in queste elezioni sono state davvero tante e forse non sono finite. La Gandhi esce rafforzata dalla vicenda e in grado di rientrare in scena in qualsiasi momento. Persino se Singh non dovesse dimostrarsi all'altezza. Comunque vadano le cose, chi ha oggi il timone in India resta Sonia Gandhi.

*Lettera22
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Primo Officiante della Setta dei Logorroici - Arconte della prolissità - Crociato della Replica|Custode Di Lomaghiusa e Muffin|
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