Grazie mille, considerazioni molto interessanti.
Devo dire che in sostanza mi confortano nella linea che pensavo di tenere.
Questione
Exchange on premise: concordo in pieno con quanto dici e mettermi in casa un server di posta (e in particolare un Exchange, che non conosco ma leggo essere uno dei sistemi Microsoft relativamente più complicati da gestire) è l'ultima cosa che voglio fare. Con sole 50 caselle di posta, nessuna particolare esigenza di sofisticazione/differenziazione a richiedere regole personalizzate di gestione e praticamente zero dati sensibili che vi girano, non avrebbe senso.
Non c'è un input dirigenziale a richiederlo, anche se farebbe piacere sfruttare l'hardware in-house un pò surdimensionato che abbiamo (per vecchie scelte, non per mie scelte).
La questione "no ridondanza", ovvero rischio di mancata continuità del servizio, credo sia argomento ancora più decisivo che non il costo di gestione.
Come tu dici la vera questione, legata pure alla posta, è
"che fare con Office".
A parte un numero ristretto di utenti (es. amministrazione), che terrei con Office full su PC in quanto possono aver facilmente bisogno di tutta la "potenza" dei prodotti della suite, per molti altri dovrebbe effettivamente bastare LibreOffice (che mi pare già molto meglio del Open Office che provai qualche anno fa).
C'è solo il
"problema" Outlook, perchè tutti in azienda usano quello come client di posta sul PC.
Dato che non mi risultano cloni gratuiti di Outlook, penserei di far usare Thunderbird a coloro che non avranno un Office sul PC, dopo ovvio training ed importazione in locale della vecchia posta (purtroppo attualmente andiamo ancora con POP3, una delle tante cose che sono state impostate storte negli anni scorsi e che andranno cambiate).
Per cui mi preoccupa un poco il "exchange non funzionerà mai bene con imap", ovvero il timore che Exchange online "voglia" un client Outlook per funzionare davvero bene.
Altro motivo per cui ciò mi preoccupa è che, per non essere legati mani e piedi a Microsoft, vorrei mettere in piedi un backup incrementale locale (su NAS) delle caselle di posta (ci sono sw a basso costo e anche gratuiti, come IMAPSize) in modo da poter un domani cambiare provider di posta senza dover chiedere a MS di fornirmi il DB storico completo delle email che stanno sul loro server (cosa che, mi dicono, possono farsi pagare parecchio).
Ovviamente se un Exchange online facesse le bizze per questa operazione di download incrementale notturno (ma perchè?, IMAP è comunque uno standard) mi metterebbe in difficoltà.
Questo, l'interoperabilità e quindi il restare "legato" a Microsoft, è il dubbio maggiore che ho andando su una soluzione Exchange online. Però, francamente, fatico a capire la base tecnica per la quale ci debbano essere reale difficoltà ad usare client indipendenti (magari rinunciando a qualche funzionalità di integrazione con l'ambiente Microsoft).
Su altre funzionalità, tipo il
software collaborativo, accessi condivisi, calendari ecc. ci sono solo idee vaganti, whishing list per niente definite, riguarderebbero un numero limitatissimo di utenti e non è un tema impellente. E, comunque, avendo un ambiente Microsoft si potrebbe andare su ciò che offre Microsoft.
Sui provider alternativi:
- ho riconsiderato lo stesso
Aruba, perchè a leggere i loro SLA (
https://business.aruba.it/service-le...ement-sla.aspx ) si direbbe che abbiano sia ridondanza che un uptime garantito a livello di Google o Microsoft (cose che mi par di capire che anni fa non avevano). Aruba ha veramente una "pessima stampa", ma devo ancora capire se le critiche feroci siano fondate o no, se siano dovute al disastro del 2011 e alla figuraccia che hanno fatto, se sono critiche interessate mosse dalla concorrenza o se c'è qualcosa di più concreto. Devo dire che le poche volte che ho avuto bisogno di supporto, finora, ho avuto risposte celeri e corrette.
- ho parlato con un venditore
Google della loro soluzione e mi è sembrata completamente orientata al cloud, cosa che per noi è molto futuribile e per niente attuale. Non sono riusciti a darmi buone ragioni per cui dovrei preferire G Suite ad Exchange Online, addirittura il venditore non sembrava conoscere la concorrente! Probabilmente ho trovato l'interlocutore sbagliato, comunque visto che ho letto pure di "attriti" tra G Suite e l'uso di Outlook non mi sembra la soluzione più adatta a noi.
- ho valutato
QboxMail: mi pare un buon servizio, ad un prezzo ragionevole ma non stracciato (1800 euro l'anno per 50 caselle da 25 GB) e alla fine non ne vedo l'attrattiva rispetto a Microsoft o Google.
- ho valutato
Fastweb Fast Messaging: scartato, non hanno alcuna soluzione professionale, figuriamoci che al massimo le caselle hanno 1 GB, non costano affatto poco e il loro uptime garantito gli consente 24 ore annuali di down, contro le 8 ore massimo di Google, Microsoft e pure il disprezzato Aruba. E' un servizio home con prezzi da business (900 euro anno per 50 caselle da 1 GB, comunque neppure espandibili!). Fuori dal mondo.
Alla fine, mi sta rimanendo la valutazione tra "Aruba reloaded" (ed upgraded: IMAP, caselle da 25 GB) e Microsoft Exchange online.
Se hai altre considerazioni, ben accette!