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Che i media, su input dei grandi capitali che li gestiscono, facciano politica orientando l'opinione pubblica non è certo novità di oggi.
Che lo facciano anche i media del web e delle reti sociali è un'ovvietà.
Così come è un segreto di pulcinella che il potere economico finanziario statunitense si stia orientando in blocco sul sostegno a Hillary Clinton, ma non per presunte incertezze e irrazionalità di un'ipotetica amministrazione Trump, quanto per la certezza che la Clinton garantirebbe più del magnate di New York gli interessi di chi la sponsorizza.
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