Discussione: [Horror] The Boy
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Old 29-04-2016, 00:05   #3
ChristinaAemiliana
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Città: Vatican City *DILIGO TE COTIDIE MAGIS* «Set me as a seal on your heart, as a seal on your arm: for love is strong as death and jealousy is cruel as the grave.»
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Visto in originale. Andrò un po' controcorrente, considerato che i pareri che ho raccolto erano abbastanza concordi nel denunciare insoddisfazione, perché a me è piaciuto. L'ambientazione, l'atmosfera e la fotografia sono splendide e finalmente direi, dopo anni di horror in stile found footage e similari, tra videocamere traballanti, visione notturna ed effetto "mal di mare" annesso. Quindi insomma, per me questo film sarebbe stato promosso a pieni voti già solo per il piacere di vederci inquadrature e sequenze sapientemente studiate, fino alle posizioni reciproche ed ai colori. Detto questo, la trama...

Spoiler:
...che proprio horror puro non è, non più di quanto lo sia qualcosa come "Psycho" almeno (a proposito, non è il primo film che vedo ispirarsi un po' a Hitchcock ultimamente...deo gratias!), a me è anche piaciuta, anzi oserei dire che il finale affrettato e gestito non troppo bene ha rovinato molto quella che poteva essere un'idea perfetta. Sì, perché finché non si capisce che in realtà non si ha a che fare con un fenomeno paranormale, il film ti cattura con una sensazione che va dall'inquietudine (perché non si comprende quanto sia benevolo e quanto no lo "spirito") alla malinconia (per il legame particolare tra il vissuto della protagonista e il ragazzino morto). Poi, il colpo di scena ci sta, ma a mio avviso è fatto male. Innanzitutto, l'ex marito avrebbe potuto fare una brutta fine in modo più misterioso e meno plateale, ritardando la rivelazione e incrementando la tensione. Poi, non si capisce perché il bambino (beh, ex bambino) sia stato rinchiuso e fatto passare per morto...si intuisce che sia per l'uccisione della bambina, ma potevano giocarsela meglio e ottenere un personaggio con più spessore, per il quale si poteva provare empatia, non un "semplice" pazzo random, anche perché qui evidentemente i veri pazzi sono i genitori, che hanno costretto un individuo a crescere deprivato del contatto umano perché "strano" e "cattivo" (invece di affrontare il problema...si trattava pur sempre di un bambino che doveva essere curato, non rinchiuso buttando via la chiave). Infine, le ultime scene sembrano messe lì per suggerire un seguito, il che mi sta anche bene, ma il tutto manca di tensione e di senso (OK i due scappano senza praticamente difficoltà e lui sta lì a ripararsi la bambola/avatar, e la cosa dovrebbe suonare minacciosa, se solo il personaggio fosse stato caratterizzato meglio e fosse possibile immaginarsi come si sente...addolorato, desideroso di vendetta, boh...non si sa nemmeno se riuscirà a procacciarsi il pranzo autonomamente!)



Quindi, in breve: per me film da vedere anche così com'è, ma anche bella occasione sprecata, si poteva fare molto di meglio senza, tutto sommato, gran fatica.
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«Il dolore guida le persone a distanze straordinarie» (W. Bishop, Fringe)
How you have fallen from heaven, O star of the morning, son of the dawn!
You have been cut down to the earth, You who have weakened the nations!
(Isaiah 14:12)
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