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Old 28-04-2004, 11:26   #77
SaMu
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Per quest'anno (non cambiare, stessa spiaggia stesso mare..):

La par condicio è scattata in anticipo

ROMA - La par condicio è già scattata: per la precisione lo scorso 19 aprile. Per questo è scoppiato il caso della «satira negata» per trasmissioni come Blob o Blu Notte . Anche se, ovviamente, la polemica è legata non solo alla gestione degli spazi elettorali per le europee e le amministrative del 12 e 13 giugno, ma più in generale alle scelte «politiche» operate dalla Rai e dalla sua concorrente più diretta, cioè Mediaset.

CHI FISSA LA DATA - La legge sulla par condicio, in vigore dal 22 febbraio del 2000, stabilisce che le regole a garanzia di ogni singolo partito, grande o piccolo che sia, scattino a partire dalla pubblicazione nella gazzetta ufficiale dell’indizione dei comizi elettorali. Cosa che per le prossime elezioni è già avvenuta il 19 aprile. Questa volta si è atteso più tempo non solo perché c’è stata la Pasqua di mezzo ma anche per far coincidere l’indizione dei comizi con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge sull’election day (l’accorpamento di europee e amministrative) e sulle nuove disposizione in materia di incompatibilità per i sindaci di città con oltre 15 mila abitanti.
La procedura è scattata perché le trasmissioni in questione ( Blob , Blu Notte e Gialappa’s ) sono considerate tra quelle sotto osservazione. Un provvedimento attuativo della par condicio, che risale al marzo 2001, prevede infatti che in periodo elettorale i politici non possono partecipare a programmi di satira né evidentemente esserne l’oggetto. Ma mentre nel caso delle testate giornalistiche o dei principali talk show (come Porta a Porta e Ballarò ) il problema è legato soprattutto agli spazi e al trattamento riservati ai leader politici, per quanto riguarda la satira il confine è, per forza di cose, più incerto.

CHI FISSA LE REGOLE - Prima di tutto la stessa legge, per quanto riguarda le regole generali. Poi però tocca all’Authority delle Comunicazioni, in sintonia con la commissione di Vigilanza della Rai, entrare nei dettagli. Ad esempio per questa tornata elettorale, dato che i tempi erano più stretti, si è scelto di adottare la norma dell’uguale trattamento dei partiti (compresa la durata dei minuti a disposizione in video o in audio) anche per i giorni che precedono la presentazione delle liste elettorali (quindi fino al 4 maggio).

I TEMPI - Mentre la par condicio, che impone il divieto di discriminazioni in video anche nelle trasmissioni di satira, è già scattata il 19 aprile, da oggi partono invece sulle reti Rai le prime tribune elettorali. Riguardano i partiti «uscenti», cioè le sigle che già avevano partecipato alla precedente tornata elettorale. Questa finestra dura dieci giorni, in pratica fino alla pubblicazione delle liste elettorali, quando tutti i simboli in lizza avranno il diritto di partecipare con gli stessi spazi e gli stessi diritti. Negli ultimi dieci giorni prima del voto andranno in onda le conferenze stampa dei leader politici.

RETI PUBBLICHE E PRIVATE - A garantire i programmi Rai per il periodo elettorale è la commissione parlamentare di Vigilanza sull’azienda pubblica televisiva guidata dal diessino Claudio Petruccioli. A controllare le tv e radio private (quindi anche Mediaset) è invece l’Authority per le Comunicazioni diretta da Enzo Cheli. Queste ultime emittenti non hanno ovviamente l’obbligo di «copiare» i programmi Rai: possono operare le scelte che vogliono ma sono sottoposte comunque all’obbligo di rispettare la par condicio allo stesso modo della Rai per quanto riguarda i tempi concessi e il trattamento riservato.
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