Da tenere presente che la normativa sulle caldaie è regionale, mentre i controlli in genere sono di competenza comunale.
Questo significa che le caldaie a condensazione sono obbligatorie (e già da diversi anni) ad esempio in Piemonte, ma non lo sono nel Lazio, che oltretutto si trova in una zona climatica differente.
Certo, il Piemonte ha recepito pienamente la normativa europea sulle emissioni, altre regioni non lo hanno ancora fatto.
Comunque nel Lazio, così come in altre regioni (ma non saprei dire quali) per le installazioni di nuove caldaie, è obbligatorio il cronotermostato ed una valvola termostatica per ciascun termosifone (anche se poi non conviene tenerle tutte in funzione contemporaneamente).
Le caldaie a condensazione sono classificate, se non ricordo male, a cinque stelle.
Poi ci sono caldaie non a condensazione, ma comunque a basso NOx (tre o quattro stelle).
In effetti i vantaggi della condensazione sono soprattutto sulle emissioni e sulla maggiore silenziosità.
Le caldaie a condensazione, a parità di medesimi componenti, costano almeno 500-600 Euro in più; ma la caldaia a condensazione non sempre si può mettere.
Ad esempio, se hai una tubazione di tipo vecchio, la produzione di acido solforico fa si che questa si corroda nel giro di pochi anni, obbligando a sostituirla. In questo caso i costi aumentano.
Inoltre c'è il discorso dello scarico dell'acqua, anche se qui non ricordo la questione tecnica.
E quello sulla camera aperta e camera stagna, come spiegato nei post precedenti.
Con un piccolo appartamento in una grande città, il maggior costo della condensazione rispetto a una caldaia tradizionale non si ammortizza. La condensazione conviene per una villa o casa unifamiliare di media o grande dimensione del Nord Italia (o del Centro-Sud se l'altitudine è maggiore di 500 metri), e se si ha un riscaldamento a pavimento o/e il fotovoltaico.
Lo scorso novembre, dopo ben 5 preventivi diversi, e due settimane di navigazione su siti e forum differenti, mi sono trovato a dover rifare la caldaia, ed ho scelto una tradizionale a basso NOx, evitando il tipo a condensazione.
Insoddisfatto dell'assistenza Vaillant, ho scelto una Immergas (sono le due marche di caldaie più diffuse in Italia).
Non potevo spendere per riscaldare un piccolo appartamento di 52 m2 dai 3.500 Euro in su (il minimo per una caldaia di marca top, tutte estere, come l'olandese Atag o la tedesca Viessmann). Peraltro non ricordo se era ENI od EnelEnergia, ho anche ricevuto una visita di due loro incaricati a casa (che di questioni tecniche capiscono poco, essendo loro dei commerciali che rimandano a un appuntamento successivo con un tecnico), dicendomi che loro fanno installare solo caldaie a condensazione, senza sbottonarsi minimamente sulle marche trattate, e con costi che come minimo partono dai 3000 Euro ! Sono usciti dopo pochi istanti da casa mia quando ho detto loro che più di 2.000 Euro non avrei mai speso.
E uno se la condensazione non la volesse o non la può mettere ?
Le marche di caldaie sono tantissime, almeno una cinquantina sono distribuite in Italia. La marca va scelta anche in base al CAT (centro assistenza tecnica).
In certe zone alcune marche non hanno alcun CAT entro i 50 Km.
Ho speso 2.100 Euro tra caldaia, lavaggio dei termosifoni, cronotermostato, valvole termostatiche e contratto di assistenza per 2 anni (al termine dei 2 anni posso scegliere se cambiare assistenza; con Vaillant non puoi cambiare il CAT).
Inoltre con la caldaia a condensazione hai una detrazione del 65 %, (così come per gli infissi) ma sei obbligato a farti rilasciare una dichiarazione per l'ENEA (peraltro pure detraibile) che a me è costata 250 Euro per gli infissi (in quanto vanno certificati sia i vecchi infissi da sostituire che i nuovi).
Per le caldaie tradizionali la detrazione è del 50 %, ma non serve nessuna dichiarazione ENEA.
Ovviamente per ottenere le detrazioni si deve pagare solo con bonifico con apposita causale specifica.