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Dal Corriere della Sera:
ROMA - Giorni e giorni di liti, un lungo tira e molla prima tra i segretari e poi tra gli amministratori di partito, oggi forse la decisione. Quel che in questo periodo ha scosso le fondamenta del listone ancor più del problema delle candidature o della questione dell’unità nazionale è un tema assai delicato. Ovvero la suddivisione dei rimborsi elettorali delle Europee. Quale metro adottare per decidere la cifra spettante a ogni partito del Triciclo? E’ un interrogativo che ha fatto fibrillare il listone. Su un unico punto tutti si sono trovati d’accordo. Sulla richiesta avanzata ai segretari da Romano Prodi perché una percentuale di quelle risorse venga destinata alla campagna che il leader della Lista intraprenderà quando lascerà la poltrona di presidente della Commissione europea. Del resto, era il minimo garantire al candidato premier i mezzi per avviare la sua "discesa in campo". L’ipotesi era quella di destinare a questo scopo l’otto per cento dei rimborsi elettorali. Ma quando la questione è passata nelle più abili mani dei tesorieri di partito quella percentuale è scesa e i contorni della questione si sono chiariti ulteriormente. Quei rimborsi, infatti, vengono spalmati su cinque anni. I finanziamenti destinati all’attività politica di Prodi, però, riguarderanno solo i primi due anni, cioè il tempo che separa la Lista dalle elezioni politiche. Naturalmente, quelle risorse verranno affidate a un’associazione e non direttamente al presidente della commissione europea.
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