Quote:
Originariamente inviato da maxmax80
vedi, io sono molto comunista in questo:
|
commissariare aziende a spese dello stato? Un affarone davvero.
Questo tipo di strategia faceva schifo 20 anni fa e anche adesso non è meglio. Anche assumendo che magicamente lo stato sia composto prevalentemente da persone competenti eh?
I progetti che funzionano su scale piccole e medie sono semplicemente di far diventare le aziende delle cooperative o comunque delle società formate dai dipendenti.
Ci sono aziende che sono tecnicamente fallite ed il proprietario è sparito coi soldi (non sempre ma è abbastanza comune) o si è ucciso (tristemente comune anche questo) e i dipendenti hanno preso il controllo di quello che è rimasto e instaurato una cooperativa.
Una piccola "rivoluzione del proletariato", che a queste scale è una cosa molto positiva.
Questa è solo una delle più recenti:
http://www.ilsole24ore.com/art/impre...?uuid=ABME2zHB
Su scale grandi questo diventa un casino da applicare. L'unica cosa che ha un senso e non è un'azione platealmente comunista è limitare le dimesioni di una azienda, in modo che se succede un casino ma l'azienda in sè non è messa male (solo gestita coi piedi) è possibile che avvengano queste piccole "rivoluzioni operaie" e la gente si salvi da sola.
Quote:
|
la maggior parte degli imprenditori che delocalizzano lo fanno solo per guadagnare ancora di più
|
Ci sono tante aziende che sono già delocalizzate e fanno concorrenza spietata a quelle che devono pagare i vari balzelli e stare alle regole di una nazione relativamente civile.
Fare di tutta l'erba un fascio non aiuta. Ci sono imprenditori che sono merde e quelli che non lo sono. In genere la percentuale si sposta a seconda delle dimensioni, più è grande e meno umano è l'imprenditore.
Le grandi compagnie multinazionali non sono neanche guidate da una persona, solo da una necessità di aumentare il profitto, ciecamente condivisa dagli azionisti.